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Google Offers: la risposta di Big G a Groupon

Prima o poi questo momento sarebbe arrivato.
Mentre Groupon, a passi da gigante, prende sempre più piede nel panorama internazionale delle offerte locali, Microsoft aggrega le offerte con Bing Deals e lo stesso tentativo sembra essere fatto da Yahoo con Yahoo’s Local Offers. Aggiungeteci anche Facebook Deals e noterete che Google era decisamente in ritardo.

Il colosso, d’altra parte, aveva dovuto accettare il rifiuto all’acquisto di Groupon, sebbene Big G avesse messo sul piatto un’offerat da 6 miliardi di dollari. Ma alla fine è arrivato anche Google Offers.

In realtà il servizio è ancora in beta – come potete vedere dalla pagina di registrazione – e i deals, che dovrebbero fare risparmiare fino al 50%, secondo quanto detto da Big G – sono attualmente disponibile solo a Portland, Oregon.

Tra le altre città di prossima attivazione del servizio rientrano New York, Oakland/East Bay in California e San Francisco.

E’ ancora presto per capire se e come Google Offers riuscirà a distinguersi dagli altri servizi ma soprattutto per comprendere se sarà in grado di tenere in carreggiata il servizio o piuttosto se quest’ultimo farà la fine di altri tools Google caduti in disuso o chiusi (per fare due esempi recenti si pensi a Google Wave e Google Video).

Intanto Google cerca di spiegare il suo Offers con un video che, in realtà, ci dice ben poco.
Dobbiamo aspettarci una sorpresa da Big G?

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Fonte: Mashable

Zatokih

Co-founder e Marketing Manager di TOK.tv, il social network per i fan dello sport con quartier generale in Silicon Valley. Ha un’esperienza decennale in ambito social media strategy e analysis: nel ruolo di consulente, ho collaborato con aziende – tra cui TIM, Eridania Tate & Lyle e LUISS Guido Carli – associazioni e startup. Nel 2016 ho pubblicato Digital Entrepreneur. Principi, pratiche e competenze per la propria startup (Franco Angeli) e nel 2015 è uscito Social media monitoring: dalle conversazioni alla strategia (Dario Flaccovio Editore). Dal 2010 ha svolto anche attività di docenza su questi temi. Nel 2011 ha conseguito un dottorato di ricerca tra Bologna e Nottingham con una tesi dedicata al social media marketing e al second screen. La trovate su emanuelazaccone.com e in giro per la Rete.

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