Anche se non si tratta propriamente di una startup, mi è sembrato interessante dare rilevanza a questo progetto perchè sfrutta in modo intelligente la filosofia degli Open Data, tema a me molto caro e dall’altra perchè mette in evidenza le difficoltà di chi porta avanti progetti che non hanno come obiettivo primario il profitto, ma che necessariamente deve trovare i mezzi e le risorse per restare sostenibile nel lungo termine. In un certo senso si può parlare di imprenditoria sociale no profit. Buona lettura!
Oltre a me (Vittorio Alvino) c’è Ettore di Cesare che lavora con me praticamente da sempre. Insieme abbiamo sviluppato diversi progetti sia profit che no profit che avevano sempre a che fare con la rete e l’informazione all’interno di aziende o in maniera autonoma. A noi si è aggiunto più in là Guglielmo Celata che come Ettore, ha competenze di programmazione e sviluppo software, oltre che di comunicazione. E via via si sono uniti Vincenzo Smaldore, che si occupa più che altro della redazione dei contenuti e Salvatore Santalucia, esperto di tecnologie di rete e infrastruttura.
Diciamo dunque che questo è il nucleo principale di persone che costituisce al momento l’associazione OpenPolis e ognuno di noi ha sia competenze in ambito politico (io per esempio sono più sul versante “umanistico”) che in ambito tecnologico.
Oramai sono 7-8 anni che ci muoviamo nell’ambito di sperimentazione dei progetti ed ora è arrivato il momento in cui abbiamo deciso di aprire l’associazione. Sinora abbiamo portato avanti dei progetti no profit poggiandoci sulla collaborazione di questo nucleo di persone e coloro che si sono uniti via via sui singoli progetti. Dal momento che manteniamo progetti da diversi anni che forniscono informazioni a migliaia di persone quest’anno abbiamo voluto lanciare la sfida della sostenibilità dell’associazione. Fino ad ora tutto si è poggiato esclusivamente sul lavoro volontario e su qualche donazione che abbiamo ricevuto per qualche progetto.
Adesso proprio perché vorremmo dare struttura, forza e prospettive alla nostra missione chiediamo ai cittadini, ai politici, alle organizzazioni e alle imprese di sostenere questi progetti e altri nuovi nel futuro. Lanciamo quindi questa sfida della trasparenza, dell’informazione a tutti accessibile, soprattutto attraverso la rete, come una questione di interesse generale, come in effetti è, e su questo chiediamo aiuto e supporto per sostenere questa sfida.
Il servizio per il politico è quello di accettare la trasparenza come modalità di relazione di interpretazione della politica e una nuova modalità di relazione con i cittadini, ovvero con chi deve rappresentare. E’ un invito, una sfida a farlo mettendo a disposizione tutte le informazioni su chi è, come interpreta il proprio ruolo, che tipo di lavoro svolge nelle istituzioni e quindi su questa base affrontare e accettare un rapporto che è paritario e di rispetto e di confronto con il cittadino in maniera tale poi da ricostruire quel rapporto di fiducia tra rappresentanti e rappresentati che in questi anni si è perso e che è all’origine della crisi della credibilità della politica. La trasparenza per noi è innanzitutto un’opportunità per chi fa politica e i suoi rappresentanti. Senza questo è impossibile ricostruire una relazione di rispetto e di fiducia.
Ti posso rispondere con una battuta: abbiamo bisogno di tutta la trasparenza possibile. Abbiamo bisogno ed è necessario che tutti i dati pubblici e che quindi non riguardano informazioni personali siano accessibili facilmente e direttamente. Questo significa che devono essere disponibili in Rete. Quando dico tutte intendo tutte quelle informazioni che riguardano il potere politico, chi fa politica e come fa politica nelle istituzioni, ma riguardano anche le amministrazioni e quindi da dove vengono i soldi che sono gestiti dall’amministrazione e dove vanno a finire; chi prende le decisioni, in che maniera le prende e a vantaggio di chi? Questa è la trasparenza di cui c’è bisogno.
Si può parlare anche di trasparenza nell’economia e del settore privato, non soltanto di quello pubblico per garantire per esempio il rispetto delle regole di mercato, della concorrenza, del divieto di cartello o cose di questo tipo. Noi lavoriamo sul fronte pubblico perché lì ci sono dei dati che le amministrazioni raccolgono quotidianamente sui cittadini e sulle imprese e questi dati devono essere restituiti ai cittadini, sia per creare consapevolezza, sia perché è una ricchezza a favore delle imprese.
Se il nostro obiettivo generale è favorire la trasparenza della politica, i nostri progetti sono sicuramente delle risposte. Il nostro modo di procedere è non tanto elaborare teorie, ma realizzare strumenti.
Sul fronte della cittadinanza abbiamo circa 15.000 utenti registrati nei nostri siti ed una parte di questi collabora attivamente a raccogliere informazioni e monitorare i politici e le istituzioni.
Da parte della politica la reazione è stata senz’altro di interesse. Attraverso Open Parlamento abbiamo anche costruito degli indici che aiutano a valutare la politica, a fare una classifica dei politici più produttivi e di quelli che lo sono meno. Questo ha fatto che i politici e i parlamentari si interessassero al nostro lavoro riconoscendone l’autorevolezza, la credibilità e quindi in qualche maniera hanno accettato, hanno dovuto accettare di essere sotto valutazione da parte di un organismo indipendente molto seguito dai cittadini.
C’è stata un’iniziale reazione di diffidenza, molti hanno provato a dire che il nostro lavoro non valeva niente. Alla fine però da parte dei media, da parte del ceto politico abbiamo assunto questo ruolo di credibilità come organismo indipendente. Questo è proprio ciò che ci contraddistingue, ma che allo stesso tempo ci mette in difficoltà per quanto riguarda la sostenibilità del progetto. Perché se non sei di parte in questo paese è anche difficile che tu ottenga un sostegno economico ed ecco perché la richiesta che facciamo è rivolta principalmente ai cittadini o i politici che sposino questa filosofia.
Da quando abbiamo lanciato questa campagna i numeri dei soci sostenitori sono ancora minimi, abbiamo raccolto sinora circa 120 iscritti in due tre settimane di avvio della sottoscrizione. Abbiamo una quota minima di 50 € l’anno o per gli studenti e i precari di 20€. Però anche se i numeri sono allo stato attuale ancora piccoli abbiamo da parte di molti segnali di sostegno, incoraggiamento, passione civile che ci fanno molto piacere. E noi su questo ci basiamo in particolare, sul passaparola, sulla visione delle persone.
Il miglior modo attraverso cui ci promuoviamo sono le azioni che facciamo. L’ultima è stata il “Rapporto Camere Aperte” in cui pubblichiamo le classifiche dei parlamentari in base alla produttività. Questo ci ha dato una grande visibilità a livello di media nazionali, ma molto anche dei media locali che hanno ripreso i dati sui membri di ciascuna regione, provincia e comune. Le altre azioni che abbiamo svolto sono quelle fatte in occasione delle elezioni come “Voi siete qui”, in cui ci sono stati milioni di visite al nostro sito e pensiamo di riproporre questo strumento anche per le prossime elezioni amministrative di maggio.
Abbiamo al momento una rubrica sull’Espresso e a breve avremo un canale su Espresso Web dove metteremo a disposizione i nostri dati, ma avremo anche una sorta di nostro blog dentro il loro network e quindi riusciremo a fare comunicazione non solo tecnica, ma anche più giornalistica sull’attività politica.
Bè la richiesta di sostegno non è solo per mantenere il progetto allo stato attuale, ma anche per finanziare i progetti futuri. Ti faccio un breve elenco di quelli principali:
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