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Master of Viral Marketing – Il seeding questo sconosciuto

Prosegue la rubrica “Master of Viral Marketing”, che vi porterà a scoprire i segreti della progettazione quasi-scientifica di una campagna.

Nello scorso numero abbiamo valutato il livello di conoscenza e le aspettative di agenzie e di aziende sul tema del marketing virale. Ci siamo rifatti ad una ricerca pubblicata da Feed Company.

Questa volta iniziamo ad addentraci nella tematica del seeding: questo sconosciuto. Ve gusta l’idea? Ma facciamo un passo indietro, per chi è approdato su questo folle sito e si chiede che cavolo stanno dicendo?!!!.

Bene Guerrieri, qui si scoprono i segreti del NinjaMarketing…

UNA DEFINIZIONE DI MARKETING VIRALE

Il marketing virale:

1) Progetta il Viral-DNA del prodotto/servizio/comunicazione
2) Identifica le persone potenzialmente interessate ad esso
3) Lo inserisce nei network sociali di riferimento (seeding)
4) Ne agevola la diffusione incoraggiandone la condivisione

Indubbiamente la progettazione del Viral-DNA – concetto da noi elaborato per identificare la “formula chimica” della viralità (argomento che cercheremo di approfondire nel nostro prossimo libro), resta l’elemento più importante e imprescindibile per il successo delle strategie di marketing virale.

Tuttavia, un buon DNA virale deve necessariamente trovare terreno fertile per attecchire e diffondersi in maniera contagiosa.

In questo senso l’attività di “seeding”,  rappresenta una variabile fondamentale del processo di propagazione in tempi brevi e funzionali alle politiche di marketing ed è ancora trascurata (se non completamente ignorata) da agenzie e clienti.

Se nel vecchio mondo del marketing, un buono spot per raggiungere il suo target doveva essere pianificato bene.

Allo stesso modo, un video potenzialmente virale necessita di una “seeding strategy” e di una ben progettata attività di Video Seeding.

E’ quindi un errore pensare che i video si diffondano da soli.

PER SAPERNE DI PIU’, SCARICA IL PDF COMPLETO CHE I NINJA HANNO SCRITTO PER VOI!!! Clicca qui.

Mirko Pallera

Mirko Pallera, fondatore e CEO Ninja, è considerato una delle menti più fervide e rivoluzionarie del marketing contemporaneo. E' oggi direttore responsabile del magazine e direttore scientifico della Ninja Academy. Nato in Emilia ma milanese d’adozione (e da qualche anno è immigrato al contrario in Costiera Amalfitana) è sociologo, strategic planner, giornalista, copywriter, scrittore. Attento osservatore delle dinamiche sociali, si diverte a formulare teorie, definizioni e modelli operativi utili ad orientare i professionisti nello scenario dei nuovi media.Imprenditore, consulente e digital strategist per Barilla, Telecom, Unilever, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Banca Mediolanum. Si definisce un "innovatore sociale" con la missione di migliorare il mondo grazie alla comunicazione delle aziende. E’ autore di “Marketing Non-Convenzionale: viral, guerrilla, tribal e i 10 principi del marketing postmoderno” edito dal Sole 24 ORE, di "Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore) pubblicato a febbraio da Sperling & Kupfer e curatore de "Il Manuale Ninja del Web Marketing" edito da Flacowksi. Come direttore strategico-creativo e digital strategist ha progettato e coordinato strategie e campagne di comunicazione crossmediali per grandi brand come Google, Diesel, Heineken, Barilla, Tim, Mulino Bianco, Vodafone e Ben & Jerry’s. Tra le principali, www.nelmulinochevorrei.it, la prima piattaforma di “open innovation” realizzata da un grande brand italiano. E’ stato giurato nella sezione "interactive" dell’Art Directors Club Awards di New York, speaker all'International Word-of-Mouth Marketing Conference di Barcellona, Amburgo e Parigi. E’ ambasciatore e giudice dei Webby Awards, l'Oscar di Internet e del web design e dei Lovie Awards, il premio europeo della creatività online. Membro del IADAS (International Academy of Digital Arts e Sciences) di New York, membro del WOMMA (Word of Mouth Marketing Association) e fondatore di WOMMI (Word of Mouth Marketing Association Italia). Crede che il brand oggi debba essere un “soul maker”, ovvero contribuire all’elevazione sociale e spirituale delle persone.E' amante del surf da onda e del Tai Chi Chuan, arte marziale cinese.

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