Arte

La collaborazione tra Uniqlo e il MoMa per la street art

Un grande progetto che promuove l'arte contemporanea

di Silvia Scardapane

Una capsule collection sobria e divertente: questa volta parliamo di Uniqlo e di una nuova collaborazione che vede come protagonista l’artista americano Barry McGee (1966, San Francisco) e che chiama in causa perfino il Museum of Modern Art di New York.

La carriera di Barry McGee è iniziata negli anni Ottanta in California con lo pseudonimo di Twist (e successivamente anche con altre piccole varianti) ma al contrario dell’immaginario collettivo (mare, sole, relax) la sua esperienza creativa puntava a descrivere quelli che egli stesso ha sempre definito come “mali urbani” cioè frustrazioni o dipendenze della società. Proprio per questo motivo i volti che caratterizzano la sua produzione sono tuttora molto grotteschi, quasi caricaturali. Spesso sono tristi o pensierosi e suscitano sempre un forte senso di disorientamento in chi li guarda.

Protagonista di un momento di grande sensibilità e trasformazione del mondo dell’arte di strada, Barry McGee ha ispirato numerosi artisti anche della scena contemporanea, in particolar modo per l’utilizzo della vernice e l’introduzione del graphic design.

L'arte per tutti: Uniqlo e il MoMa scelgono la street art

Inoltre, dal 2001, dopo la prima partecipazione alla Biennale di Venezia, sempre più gallerie, musei e collezionisti si sono interessati alle sue produzioni che nel contempo inglobavano anche nuove forme geometriche e minimali, nonché una serie di oggetti come bottiglie vuote o tavole da surf.

Come gran parte degli artisti cresciuti nel corso degli anni Novanta, McGree ha puntato molto sull’evoluzione dello stile trasformando i suoi interventi urbani in perfette installazioni site specific.

T-shirt e bag per Uniqlo

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Per il marchio giapponese Uniqlo l’artista ha firmato una produzione che si concentra, in particolar modo, su t-shirt e bag di ogni dimensione e che mette in risalto la mano decisa e precisa di McGree; è la linearità, infatti, ad esserne la caratteristica principale.

Ciò che più ci interessa è però che la medesima produzione sia parte di un più vasto e dinamico progetto che l’azienda ha intrapreso negli ultimi undici anni, giocando sicuramente in anticipo rispetto a tanti altri marchi del mercato globale. Numerosi, infatti, sono gli artisti che hanno collaborato con Uniqlo e nell’ultimo periodo è cresciuta in maniera esponenziale l’ispirazione che proviene dalla strada.

Per questo, dopo la simpatia delle iconiche figure di Saraiva e l’affascinante astrattismo di Futura, Uniqlo ha puntato sulla forza visiva e comunicativa di un’espressione più minimale, scegliendo la storia e l’innovazione di McGee.

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L'arte per tutti: Uniqlo e il MoMa scelgono la street art

Tutte queste edizioni limitate sono conosciute con il titolo “SPRZ NY“: si tratta di collezioni speciali che hanno l’intento di celebrare la cultura pop in collaborazione con il MoMa.

Quindi, da una parte l’idea di portare a casa di tutti parte della collezione più famosa al mondo, dall’altra il messaggio certamente più importante: Uniqlo conferma con questa scelta strategica di marketing di voler sottolineare la sua costanza nell’impegnarsi a rendere l’arte accessibile alle persone di tutto il mondo. Proprio come vuole l’arte di strada.