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Ascesa e declino di Mosaicoon, la (ex) startup che voleva fare la Sicilian Valley

L'azienda di Ugo Parodi Giusino mette la parola fine alla sua avventura che in quasi dieci anni le ha fatto macinare successi e riconoscimenti accendendo le speranze del Meridione d'Italia

Lara Martino

Giornalista professionista

Quasi dieci anni di attività per una startup che ormai non lo era più. Poi, un po’ inaspettata, è arrivata il 3 luglio la notizia della chiusura di Mosaicoon.

La parabola di questa società siciliana era stata presa come esempio di un’idea vincente, nata in un territorio difficile, e che era riuscita a farcela ad affermarsi, macinando successi e riconoscimenti nel corso del tempo. Non è andata esattamente così, però. Andiamo a ripercorrere le tappe principali dell’ascesa – e poi del declino – dell’azienda attiva nel settore del video marketing.

L’idea di Ugo Parodi Giusino

Siamo all’inizio degli anni Duemila e l’allora diciottenne Ugo Parodi Giusino mette su una casa di produzione video. Pian piano converte quell’attività al marketing per il web e nel 2010 nasce Mosaicoon.

L’idea è mettere a disposizione dei brand, anche quelli più affermati, un servizio che ottimizzi la comunicazione e realizzi delle campagne video efficaci, pensate per rimbalzare in rete. La concorrenza è molta, ma il founder crede nel suo progetto e sfida da Mondello i grandi competitor.

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Il fatturato e i finanziamenti crescono

Il business sembra andare bene e anche i risultati in termini economici lo confermano. Mosaicoon tocca i 3 milioni di euro di fatturato nel 2015. E attira l’interesse degli investitori, tanto che nel corso degli anni raccoglie 12,2 milioni di euro di finanziamenti, con un round di serie B – quello più consistente della sua storia – chiuso nel maggio del 2016 con nomi importanti tra i fondi per società innovative, come Vertis SGR e Rancilio Cube. Segno che importanti player credono ancora – e non poco – nell’attività dell’azienda siciliana.

La Silicon Valley in Sicilia

Già, la Sicilia. L’isola vede nascere questa azienda che nel 2016 sposta la sua attività in un avveniristico palazzo di vetro a Isola Delle Femmine, un piccolo comune siciliano in provincia di Palermo che si trova ad avere sul suo territorio una struttura che ammicca all’idea di una Silicon Valley da riproporre in salsa nostrana, la Sicilian Valley magari.

 

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I premi

L’impressione è che Ugo Parodi Giusino ce l’abbia fatta a far affermare un modello di innovazione made in Italy che nulla ha da invidiare ai grandi operatori del settore. Nel 2013 il giovane imprenditore riceve dal Presidente della Repubblica il Premio dei premi per l’Innovazione. E nel 2016 Mosaicoon viene riconosciuta società più innovativa d’Europa agli Stevie Awards (International Business Awards). Nel dicembre di quello stesso anno ottiene anche il Premio Demattè Private Equity of the Year a ulteriore conferma di un successo che sembra inarrestabile e che in sei anni porta i dipendenti da 3 a 100 e all’apertura di diverse sedi in giro per il mondo, tra Seoul, Londra, Londra, Milano, Roma.

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La scalata si ferma

Con questi numeri e questi risultati Mosaicoon è ormai una scaleup che si affaccia al mercato internazionale, pur mantenendo ferme le sue radici nel Meridione d’Italia. All’inizio del 2018 Mind The Bridge e Startup Europe Partnership la individuano tra le scaleup modello del sistema italiano.

Eppure qualcosa si rompe in questa scalata che sembra perfetta. Ugo Parodi Giusino non ha precisato i motivi della chiusura e ha accennato solo ad alcuni errori fatti alla guida della sua creatura in questi anni. È però stato chiaro nel chiamare con il suo nome questa fase: si tratta di fallimento, sia tecnicamente che nella realtà dei fatti. Il 3 luglio del 2018 Mosaicoon scrive la parola fine sulla sua avventura. A casa i suoi 100 dipendenti con il loro sogno di contribuire a creare in Sicilia un pezzo di Silicon Valley.