Gig economy

Foodora e altre startup del food delivery potrebbero lasciare l’Italia

Assumere tutti i riders è impossibile secondo l'AD di Foodora: le aziende saranno costrette a chiudere

“Se fossero vere le anticipazioni del decreto dignità che il ministro Di Maio ha fornito alle delegazioni di rider incontrate, dovrei concludere che il nuovo governo ha un solo obiettivo: fare in modo che le piattaforme digitali lascino l’Italia. Quella che filtra è una demonizzazione della tecnologia che ha dell’incredibile, quasi medievale e in contraddizione con lo spirito modernista del Movimento 5 Stelle”.

cocco

Foodora e le altre aziende della gig economy fuori dall’Italia

Così Gianluca Cocco, Amministratore Delegato di Foodora Italia, si espresso attraverso le pagine del Corriere della Sera, sulla bozza “Decreto Dignità”, che intende regolamentare alcuni aspetti del lavoro subordinato introducendo il divieto di retribuzione a cottimo e un trattamento economico minimo. Queste le garanzie presentate durante l’incontro con i riders del 14 giugno.

Cocco ha anche aggiunto: «Il decreto ingessa la flessibilità, parte dal riconoscimento dell’attività dei rider come lavoro subordinato. Così gli operatori saranno costretti ad assumere tutti i collaboratori, chiuderanno i battenti e trionferà il sommerso. Secondo una ricerca condotta in collaborazione con l’Inps solo il 10% dei rider lo considera un lavoro stabile. Il 50% sono studenti, il 25% lo esercita come secondo lavoro e un altro 10% lo considera un’attività di transizione. La durata media è 4 mesi, non di più».

Anche Deliveroo, con le parole di Matteo Sarzana, General Manager Italia, aveva commentato l’incontro del Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico con i rider, con un comunicato, girato poi su Twitter proprio dal Ministro.

La risposta del Ministro

Non si è fatta attendere la risposta del neo-Ministro Di Maio, che su Facebook ha replicato: “Ho tutta la volontà di favorire la crescita di nuove attività legate alla gig economy e nessuno vuole demonizzare queste attività. Ma ho il dovere di tutelare i ragazzi che lavorano in questo settore. I riders oggi sono il simbolo di una generazione abbandonata dallo Stato”.

Foodora, il pranzo è servito con un clic e una bicicletta

Il decreto Dignità in 4 punti

Sono quattro i pilastri sul quale i Decreto Dignità è costruito e sui quali prevede di incidere fortemente:

  1. Eliminazione di spesometro e studi di settore
  2. Disincentivi alla delocalizzazione
  3. Lotta al precariato (è questa la nota dolente per le aziende della gig economy)
  4. Eliminazione della pubblicità al gioco d’azzardo

L’incontro programmato con le aziende

Siamo contenti che adesso il Ministro dichiari di voler favorire la crescita delle attività della Gig economy. Ascolteremo con grande interesse le sue proposte per la crescita. La tutela dei rider è la nostra priorità da sempre, insieme a quella di far crescere l’azienda. Lo abbiamo dimostrato con i fatti dal 2015, garantendo le tutele più elevate del settore”, ha commentato Cocco dopo le parole di Di Maio.

Intanto il Ministro ha annunciato un altro incontro, al Ministero del Lavoro, con i rappresentanti delle aziende (Foodora, Deliveroo, Just Eat, Glovo e Domino’s Pizza), attraverso un Facebook post.