Storytelling

Netflix lancia The Magic Order, la sua prima graphic novel

Non solo film e serie TV: grazie all'acquisizione della Millarworld, avvenuta lo scorso anno, Netflix sbarca anche nel mondo dei fumetti con The Magic Order

Francesco Gavatorta
Francesco Gavatorta

Editor Social @Ninja Marketing

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Quando lo scorso anno Netflix acquistò la Millarworld, l’etichetta di Mark Millar per contrassegnare il suo lavoro d’autore di fumetti, la domanda sorse spontanea: cosa si può generare da un mix così ricco di fantasia e creatività?

La risposta sembra servita con l’uscita del trailer di The Magic Order, la prima graphic novel by Netflix di cui è stato diffuso in queste ore un trailer. Una storia che a prima vista sembra essere assolutamente in linea con la qualità dei lavori provenienti dall’autore scozzese e delle produzioni realizzate dalla nota piattaforma di streaming video: cinque famiglie di maghi difensori del mondo, una minaccia fantasma che incombe, dei supereroi che dovranno proteggere se stessi, i propri cari e l’umanità. Gli ingredienti sembrano esserci tutti. Niente male, no?

Certo, l’unione fra mondi così diversi non è una novità: è già capitato che una società di produzioni acquisisse una casa editrice o etichetta che lavora nel campo dei fumetti. La prima fu la Warner Bros, che acquisì negli anni ’70 la DC Comics, mentre è di questi anni il passaggio miliardario della Marvel a Disney (2009). Ora è il turno di Netflix, che come i due giganti della cinematografia che l’hanno preceduta, sceglie di esplorare il mondo dei fumetti per arricchire ulteriormente il proprio catalogo, oltre che il proprio bagaglio di storie.

Già, perché i fumetti rimangono una miniera da cui attingere per costruire prodotti narrativi altamente competitivi e in grado di accattivarsi l’attenzione del pubblico, oltre che un veicolo attualissimo per costruire strutture narrative molto coinvolgenti. Ad esempio, moltissime narrazioni transmediali passano dalla presenza di una “plancia” di partenza, un hub da cui si sviluppano gli storyworld in cui far muovere personaggi e verificare fatti incredibili, che coincide con un fumetto: un media che sa essere altamente complesso, vista ad esempio la sua predisposizione alla serialità.

The Descender, edito da Bao Publishing: una serie a fumetti decisamente interessante.

The Descender, edito da Bao Publishing: una serie a fumetti decisamente interessante.

È forse questa complessità che ha portato – almeno nel nostro paese – a osservare una flessione nelle vendite di prodotti di questo genere? Di certo, il mercato si è attestato verso prodotti sempre più autoriali e “difficili”, almeno per un pubblico di massa (con le debite eccezioni, come insegna l’ottimo ZeroCalcare): il luogo giusto dove acquistare fumetti sta diventando sempre più la libreria a dispetto dell’edicola, con lo sdoganamento delle graphic novel a prodotti editoriali di qualità. Il pubblico, fino a qualche decennio fa limitato a bambini, giovani, nerd e nostalgici, è variato cominciando a pescare anche fra gli amanti della letteratura in genere: per la forma mentis, un pubblico che richiede una proposta sempre più articolata e di qualità. Storie migliori, insomma: e con la penuria di belle narrazioni che oggi si vive nell’audiovisivo, perché non pescare proprio di lì?

Al di là delle valutazioni strettamente tecniche su qualità e sviluppo della storie, rimane poi un fatto su cui riflettere: le modalità di fruizione delle narrazioni stanno evolvendosi, rivalutando anche formati che sembrano essere ormai vetusti. Diversificare quindi la capacità di declinare le proprie narrazioni può quindi essere un elemento vincente, a maggior ragione se il proprio core business è affascinare.

Un insegnamento che anche le marche possono fare loro, in un momento in cui la necessità di realizzare branded content appare sempre più lampante.

La Marvel ad esempio ha già esplorato queste possibilità, realizzando esperienze che negli anni passati hanno avuto un discreto successo.

Un’opportunità di business non secondaria, a maggior ragione se si considera come le aziende siano sempre più alla ricerca di partner in grado di accattivarsi l’attenzione del pubblico con storie sempre più coinvolgenti e interessanti.

Netflix riuscirà con questo primo prodotto editoriale a ridurre il gap con i competitor più evoluti? Lo vedremo non appena riusciremo a leggere The Magic Order. Le promesse sono molto buone, speriamo che siano mantenute!

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