Fuorisalone 2018

Salone e Fuorisalone, il ninja report della terza giornata

Le suggestive esposizioni del Fuorisalone in Brera: Vitra e Byton. Il party di Kasthall dedicato alla sua ultima collezione con Ilse Crawford

In questi giorni l’atmosfera a Milano è a dir poco elettrizzante. Una volta arrivati alla stazione di Milano Centrale si nota subito che non è come arrivare in città in un altro momento dell’anno.

Sul treno, ci è bastato girare la testa verso il sedile accantoper sbirciare i lavori di un giovane designer alle prese con una sua creazione al pc, e quando ci siamo diretti verso l’uscita, una donna, al telefono, prendeva appuntamento con una sua collega in uno showroom allestito per il Fuorisalone in zona centro città, dove si sarebbero aggiornate sull’ultima collezione di quel brand.

Insomma, attorno a noi si respira l’aria della Design Week ovunque, ancora prima di arrivare in città.

Notiamo subito che la settimana del Design è entrata nel vivo: in metro tantissime persone sono ricoperte da borse con all’interno gadget e materiale informativo raccolto tra i vari eventi, altre consultano la mappa ATM per capire come raggiungere la zona della fiera, altre ancora discutono sugli stand migliori visti al Salone.

Dopo una camminata tra le vie del centro e quelle del Brera Design District, ecco un breve riassunto di ciò che abbiamo visitato.

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Typecasting. An Assembly of Iconic, Forgotten and New Vitra Characters 

L’esposizione di Vitra è sorprendente. Curata da Robert Stadler, si tratta di una grande rassegna di progetti, prodotti e studi di design del brand svizzero.

Nella presentazione dell’evento, si legge “i visitatori sono invitati a immergersi nella storia, presente e futura, dell’azienda”; entrando nella suggestiva location de La Pelota, in Via Palermo, 1 nel cuore di Brera, il colpo d’occhio è subito notevole.

I prodotti di Vitra sono esposti in tutto lo spazio disponibile creando un percorso espositivo unico nel suo genere, ammirabile anche dall’alto. Un giro attorno alla storia di Vitra ci fa capire l’importante storia e la tradizione intrisa di design di questo brand. Nella sezione dedicata al Vitra Design Museum vengono poi illustrati alcuni progetti del brand e si possono ammirare delle miniature di alcuni prodotti iconici.

Uscendo, resistiamo sia alla zona bar che allo shop di Vitra e ci dirigiamo verso un’altra esposizione.

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BYTON – Time to be

Questa esposizione è un po’ differente da quelle presenti in questa zona della città. La startup Byton, infatti, ha scelto la Milano Design Week per la première europea della sua esclusiva nuova auto. Completamente elettrica e perfettamente connessa, è un vero e proprio salotto in movimento.

Ci colpisce immediatamente il cruscotto molto futuristico, consistente in un’unico grande schermo interattivo che trasmette molte informazioni utili a chi si mette al volante. Un tablet nel volante e degli smartphone attaccati alle portiere lasciano intendere come quest’auto sia davvero sviluppata per aprire le porte al futuro.

La suggestiva installazione nello spazio della Casa d’Aste BLINDARTE di Via Palermo 11, fatta con dei cavi di rame che intrecciandosi formano la scritta “TIME“, completa il tutto, e ci fa capire come prodotti di questo tipo fanno sempre più parte del presente. Come recita il titolo dell’evento, “è tempo di essere”.

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Grönska, la nuova collezione Kasthall disegnata da Ilse Crawford in un evento del Fuorisalone

Ci siamo diretti verso lo showroom Kasthall, dove abbiamo partecipato al party di lancio della nuova collezione Grönska di Ilse Crawford per il brand svedese di design.

Produttore di tappeti realizzati artigianalmente a telaio e taftati a mano, la qualità di questo marchio la si comprende sin dall’entrata allo showroom. La collezione nata dalla collaborazione con Ilse Crawford si ispira ai prati verdi e alla natura al di fuori dello stabilimento di Kinna, in Svezia, e ha l’intenzione di portare nelle case la poesia e l’atmosfera unica che solo il verde dei paesaggi e degli ambienti nordici possono conferire.

Ogni tappeto, infatti, ci trasmette la sensazione di guardare un prato verde, o un suggestivo bosco svedese. Sviluppare le giuste tonalità di colorazioni non è sicuramente stato facile per Ilse e Kasthall.

Per ottenere questo straordinario risultato, infatti, è stato sperimentato un nuovo metodo di tintura per filati melange. Era importante assicurarsi che la ricchezza e la vivacità delle sfumature dinamiche e naturali di colore risplendessero attraverso la lana, e ne è risultato un filato dale inedite profondità, che ad esempio, in un prodotto come il tappeto Åker, in edizione limitata, sembra farci intravedere la terra che si pone al di sotto dell’erba di un prato verde. Un risultato a dir poco straordinario.

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Perché questa connessione con il paesaggio? «L’azienda è strettamente connessa all’ambiente e ai campi circostanti, mi è sembrato dunque del tutto naturale progettare un tappeto che raccontasse una parte così importante dell’identità e della storia di Kasthall.

Il paesaggio, come i tappeti di Kasthall, è fatto di persone, del loro lavoro e delle loro attività» ha commentato Ilse Crawford, con cui abbiamo avuto la fortuna di scambiare qualche parola durante il party. Ci è sembrato doveroso farle un paio di domande proprio sul valore delle persone, molto importante per un brand come Kasthall, in un mondo sempre più autorizzato e influenzato dagli automatismi di macchine sempre più avanzate. La designer svedese ha commentato dicendo che «è ovvio che oggi le macchine hanno un ruolo importante, e anche nel caso di Kasthall – che realizza ogni suo prodotto a mano, su misura e quasi esclusivamente su ordinazione – diventano vitali per la realizzazione di prodotti di questo tipo, soprattutto in una collezione del genere, per cui era importante focalizzarsi anche su una produzione sostenibile».

Nella collezione, infatti, l’obiettivo era quello di mantenere una connessione con la natura anche dentro casa. «Il rapporto con le macchine, per l’uomo, sarà in continua evoluzione, naturalmente. Pensiamo a tutti gli automatismi presenti al giorno d’oggi, è incredibile quante cose si possano fare» ha continuato la designer, citando anche l’installazione di Google al Fuorisalone, che racconta proprio come vivere sempre più in armonia con la tecnologia.

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È importante, però, comprendere come sia l’essere umano a comunicare i valori più importanti e ad avere ancora un ruolo predominante.

Per questo, anche nella collezione Grönska per Kasthall, è stato sottolineato l’importante rapporto tra uomo e natura. «Se si pensa a macchine moderne come le stampanti 3D o altre ancora, ad esempio, è inevitabile come queste rappresentino il presente, anche in un settore come quello di Kasthall. Tuttavia, ricordiamoci che per comandare una stampante 3D o una qualsiasi altra macchina c’è quasi sempre bisogno di una persona che lo faccia. È da lì che parte la magia, dal valore delle persone».

Con le parole di Ilse Crawford, di grande ispirazione, vi diamo appuntamento a domani con il report della quarta giornata di questa Milano Design Week, tra Salone e Fuorisalone.

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