Alta velocità

Droni TAXI e Hyperloop: ecco come ci sposteremo nel prossimo futuro

Veicoli indipendenti, fattorini volanti e treni supersonici: non è fantascienza ma il prossimo futuro

Tutto è iniziato dall’invenzione della ruota:  può sembrare incredibile, ma la prima startup relativa ai trasporti risale circa al 3500 A.C. e non aveva sede nella Silicon Valley, ma in Mesopotamia. Tutto parte da questo elemento circolare e mobile che ha modificato non solo i trasporti, ma tutto il progresso tecnologico velocizzando gli scambi.

Sembra chiaro che la rivoluzione dei trasporti del futuro potrà fare a meno di questo primo, e antico, progresso nel settore.

Perché una nuova forma di trasporto entri a far parte della nostra vita, devono essere soddisfatti diversi requisiti chiave: ovviamente la nuova tecnologia deve funzionare in sicurezza e operare all’interno di un quadro normativo appropriato, ma sono anche il successo tra il pubblico e la fattibilità in termini di business i fattori che ne decretano la fortuna.

Sono ben sei le aree economiche e commerciali che secondo gli analisti verranno sconvolte e rimodellate da questa rivoluzione tecnologica: automobilistica, marittima e logistica, assicurativa, governativa, media e sicurezza dei dati e privacy.

Diamo un’occhiata alle proposte più interessanti che tra qualche anno potrebbero cambiare il modo di trasportare merci e persone.

Droni Express

Tutti ormai conoscono i droni grazie alle magnifiche riprese aeree ed essi sono anche abbastanza diffusi dato che i dispositivi di fascia bassa risultano economici e facilmente reperibili. Ma quei piccoli “elicotterini” hanno delle peculiarità che non sono sfuggite alle aziende di logistica più importanti al mondo. Parliamo di DHL, UPS e Amazon con il suo servizio Prime Air.

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Questi colossi stanno studiando l’uso dei droni per la distribuzione dei pacchi, in particolare le consegne last mile nelle aree rurali dove i furgoni e gli autocarri convenzionali hanno difficoltà ad arrivare. Poteva Google restare fuori dai giochi? Certo che no, infatti la sua X ‘s Moonshot Factory sta effettuando una propria attività di ricerca e sviluppo sui droni da consegna.

Ci saranno dei rischi con tutto questo traffico aereo? Chi veglierà su questo via vai di pacchi sulle nostre teste?

Questa è senza dubbio una delle problematiche più spinose da affrontare per regolamentare il settore, ma pare che sarà la NASA ad occuparsene con un sistema di controllo del traffico aereo che gestirà in sicurezza le operazioni dei droni sopra gli edifici e al di sotto delle operazioni degli aerei con equipaggio.

Taxi volanti

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Un passo avanti rispetto al drone di consegna è il Volocopter 2X, un velivolo VTOL a due posti (decollo e atterraggio verticale) a 18 rotori alimentato che può essere pilotato o volare autonomamente. Il Volocopter 2X da 290 kg ha un carico utile massimo di 160 kg e un’autonomia di 27 km con una velocità di crociera di 70 km / h; il tempo massimo di volo è di 27 minuti a una velocità di crociera di 50 km / h. Le caratteristiche di sicurezza includono la ridondanza multipla in componenti critici come eliche, motori, alimentazione, elettronica, controllo di volo e display, oltre a un paracadute di emergenza.

Il primo volo di prova per il “taxi aereo” Volocopter si è svolto lo scorso settembre a Dubai. Durante l’evento, il CEO di Volocopter, Florian Reuter, ha annunciato l’intenzione di avviare il servizio di taxi in cinque anni.

Negli Stati Uniti, Uber e NASA stanno collaborando a uno schema di taxi VTOL chiamato Uber Elevate, con dimostrazioni programmate per il 2020 e un servizio da lanciare entro il 2023.

Hyperloop: lievitazione magnetica

Forse la più futuristica tra tutte le nuove tecnologie di trasporto è Hyperloop: una combinazione di treno a levitazione magnetica e tubo a vuoto (parziale) in grado di spingere “capsule” piene di passeggeri e/o merci a velocità prossime a quella del suono.

Il treno superveloce di Hyperloop Transportation Technologies

Il treno superveloce di Hyperloop Transportation Technologies

Sebbene basata su idee preesistenti, la recente visibilità di Hyperloop spetta al super-imprenditore Elon Musk, che ha pubblicato un white-paper open-source intitolato Hyperloop Alpha nel 2013, delineando la tecnologia e promuovendone l’idoneità per collegare coppie di città ad alto traffico che distano meno di circa 1500 km o 900 miglia di distanza.

Hyperloop potrebbe finalmente diventare pienamente operativo, ma permangono molte questioni relative all’accettazione pubblica, alla regolamentazione e alla fattibilità commerciale.

Oltre ai costi di costruzione, altre domande che si aggirano su Hyperloop comprendono l’acquisizione di terreni e diritti di costruzione/tunneling, l’impatto ambientale egli standard di sicurezza.
Nessuno di questi potenziali ostacoli ha scoraggiato diverse start-up dal cercare di portare avanti e implementare la tecnologia Hyperloop. A parte Elon Musk, in questa nuovo ecosistema tecnologico, troviamo Virgin (Hyperloop One), il gruppo di Richard Branson, Hyperloop Transportation Technologies (HTT), Transpod e Arrivo.

Veicoli connessi e automatici (CAV)

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Stando alle statistiche sugli investimenti aziendali, le auto senza conducente o i veicoli connessi e autonomi (CAV), stanno guadagnando moltissime attenzioni da parte delle case automobilistiche e dei laboratori di elettronica. Parliamo di automobili intelligenti, capaci di guidare (anzi guidarsi) da sole. Il grado di autonomia di guida differisce da modello a modello, per questo è stata codificata una graduatoria in sei livelli che vanno da nessuna automazione (Livello 0) a piena automazione (Livello 5).

I livelli 3 e superiori sono considerati “sistemi di guida automatizzati”. In un veicolo di livello 3, il sistema gestisce lo sterzo, l’accelerazione e la decelerazione e monitora l’ambiente di guida, con l’intervento umano disponibile su richiesta. Un veicolo di livello 5 completamente automatizzato non richiede un volante, pedali o altri controlli: gli esseri umani, se presenti, sono semplicemente passeggeri.

Molte prove di veicoli autonomi sono in corso in tutto il mondo, con la più alta concentrazione in California, che non a caso fornisce le migliori statistiche sugli incidenti stradali che li riguardano: 54 sinistri dal 2014 al gennaio 2018. Si è trattato di incidenti lievi, a bassa velocità, senza feriti e nella maggior parte di casi sono stati rilevati tamponamenti causati da altri automobilisti distratti. Solo 4 incidenti potevano essere imputati all’automazione. C’è molta strada da percorrere ancora, dato che si tratta di veicoli completamente autonomi e che quasi la metà dei consumatori nella maggior parte dei mercati, dubita della sicurezza di questa tecnologia.

Con il passare del tempo è probabile che i veicoli autonomi si dimostrino molto più sicuri di quelli convenzionali anche se ci sarà inevitabilmente un periodo di transizione in cui auto tradizionali e CAV dovranno convivere sulle strade.

Città (e trasporti) intelligenti

Tutte queste nuove tecnologie di trasporto opereranno in un mondo più intelligente e connesso. Ciò avrà profonde implicazioni sulle città che saranno progettate (o ridisegnate) e gestite in maniera totalmente diversa. Tutto ciò quindi, andrà a trasformare la nostra esperienza di movimento.

Ad esempio, tutto dovrà essere connesso in maniera dinamica in modo da creare una mappatura aggiornata e fedele da comunicare ai veicoli autonomi. Mentre la città del futuro inizia a modernizzarsi in termini di connettività, arrivando a 5G, raggiungendo reti più dense, la rete di trasporti deve essere più intelligente. Quindi tramite questo tipo di rete un incrocio dovrebbe essere in grado di indicare alle auto quale sia la velocità media adatta ad attraversarlo in quel determinato momento.

Mappe dinamiche, infrastrutture dotate di sensori e connettività intelligente dovrebbero consentire circolazione e parcheggi più efficienti. Insieme a schemi di condivisione del traffico e veicoli elettrici, tali sviluppi potrebbero far risparmiare tempo e ridurre l’inquinamento e le code nelle città di domani.

Al momento potenziali investitori stanno cercando di posizionarsi in questo ecosistema in via di sviluppo. I dettagli stanno ancora prendendo forma, ma i futuri sistemi di trasporto saranno certamente connessi, guidati dai dati e altamente automatizzati. Proprio per questo, per tutti i loro potenziali benefici, sarà fondamentale mantenere alta l’attenzione sui problemi relativi alla sicurezza e alla privacy, che dovranno evolversi di pari passo allo sviluppo delle tecnologie stesse.