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Smart Mirror: come la realtà aumentata rivoluzionerà il fashion

L’integrazione tra shopping online e offline si riduce sempre di più grazie alla realtà aumentata

Si sa, lo shopping online è in continua crescita, ma le spese effettuate all’interno degli store fisici restano comunque di più. Questo perché l’esperienza che si vive nei negozi ha una serie di vantaggi che, per il momento, sono difficilmente replicabili online, un esempio: nel settore dell’abbigliamento, è la prova diretta dei capi da acquistare a far la grande differenza.

I consumatori per effettuare le proprie spese preferiscono il canale offline, soprattutto per i servizi e le caratteristiche presenti in store.

Secondo quanto riportato nel report “Total Retail 2017” realizzato da PwC, il consumatore vuole un’esperienza omnichannel, dove nella fase di ricerca si affida al canale online, ma in quella dell’acquisto preferisce recarsi fisicamente all’interno del negozio. Questo vale soprattutto in alcuni settori, come quello dell’abbigliamento e scarpe, elettrodomestici e generi alimentari.

Retail evolution: Smart Mirror di Amazon

Non è una novità che molti brand stanno rivoluzionando l’esperienza dello shopping in store grazie alla tecnologia: già nel 2016 vi parlavamo degli specchi presenti nei camerini di Ralph Lauren a Manhattan, ideati da Oak Labs. Dotati di un sistema di riconoscimento dei prodotti portati in camerino e di un touchscreen, questi specchi permettevano la navigazione personalizzata all’interno dello shop del brand.

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Amazon, preso atto dell’evoluzione delle preferenze di acquisto dei consumatori ridefinisce ancora una volta le regole del gioco, in questo caso focalizzandosi nel settore del fashion, dove l’attaccamento al canale fisco è ancora maggiore rispetto a quello dell’online. In che modo? Brevettando un dispositivo che attraverso la realtà aumentata permette di provare i vestiti prima di acquistarli.

Si tratta di Smart Mirror, uno specchio tecnologico, brevettato da Amazon che consente attraverso delle fotocamere e l’utilizzo della realtà aumentata di simulare la prova di alcuni capi di abbigliamento.

Lo schermo inoltre è in grado di inscenare alla perfezione il contesto di utilizzo del vestito scelto, come ad esempio ricreare la spiaggia nel caso stessimo provando un costume, in modo da rendere il tutto più realistico. Non si esclude che lo Smart Mirror, una volta provati i vestiti sia in grado di darci ulteriori consigli, sui capi più in voga in quel momento o magari di fornirci i consigli di altri utenti.

Infine l’acquisto dei capi provati avverrà sempre online, ma in questo modo si potrà garantire un’esperienza per l’utente molto più completa.

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Smart Mirror Fonte uspto.gov

Non tutte le idee brevettate si trasformano in prodotti, ovviamente, ma vogliamo ricordare che Amazon ha acquisito Body Labs lo scorso anno, una società di computer vision che ha realizzato un software di intelligenza artificiale in grado di creare modelli 3D di corpi umani in movimento e di vestirli con abiti virtuali.

I vantaggi dell’online nello shopping in negozio

Gli scenari futuri di un progetto del genere sono molteplici: si pensa, che in questo modo si possa ridurre drasticamente la quantità di resi che le persone effettuano dopo aver acquistato i capi online, che per le aziende come Amazon sono un costo da sostenere.

Il contesto ideale dello Smart Mirror, è comunque all’interno dei negozi fisici, dove si potranno provare gli abiti che fisicamente non saranno disponibili, godendo dell’esperienza del retail, ma allo stesso tempo dei vantaggi dello shopping online, come ad esempio l’arrivo della merce direttamente a casa.

La direzione dell’azienda è chiara e delineata, in quanto già lo scorso anno con la presentazione di Echo Look, si intravedevano gli obiettivi del colosso di Seattle. Infatti, lo Smart Mirror va ad integrarsi perfettamente con Echo Look, che non è altro che un assistente virtuale in formato fotocamera, che scatta le foto ai tuoi look attraverso un comando vocale, ed è in grado di darti consigli sull’outfit che stai provando.

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A prescindere dallo sviluppo che avranno questi prodotti è chiaro che gli utenti ricercano sempre di più un’esperienza omnichannel, e che quindi la retail experience vada ridisegnata e per farlo ci si appoggerà sempre di più alla tecnologia.

I consumatori preferiscono il contatto fisico con il negozio, ma non sono del tutto soddisfatti del servizio che trovano, ecco perché nella fase iniziale, quella della ricerca, si affidano quasi esclusivamente al web. Secondo PwC una soluzione potrebbe essere quella di ridisegnare i negozi ricreando degli showroom, in modo da mettere in luce i prodotti, potendo provarli e dando maggiore rilievo al personale che effettua delle vere e proprie consulenze ad hoc, per poi acquistarli comodamente dal proprio smartphone da casa.

Un contesto dove si hanno i vantaggi di entrambi i mondi, l’online e l’offline: che sia questo il futuro che Amazon ha in mente per il suo Smart Mirror?