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Native advertising: cos’è e come farlo correttamente

Come ottenere risultati concreti con questa forma di pubblicità contestuale

Il native advertising non è più solamente un’interessante e promettente novità nel panorama della comunicazione e della pubblicità, ma è ormai diventato una realtà in via di consolidamento che si diffonderà sempre più velocemente.

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Cos’è il Native Advertising?

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E’ una forma di pubblicità contestuale online, diffusasi rapidamente negli ultimi anni, che consiste nell’inserimento di contenuti pubblicitari all’interno di contesti coerenti con questi ultimi e che cercano, anche visivamente, di omogeneizzarsi al contorno in cui sono inseriti.

Un tipico esempio di native advertising può essere rappresentato dall’inserimento di una pubblicità di scarpe da calcio all’interno di un articolo che parla di una partita o di un calciatore.

Perché native è meglio di tradizionale

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La ratio a monte del native advertising è relativa al flusso di pensiero del consumatore. Una pubblicità di tipo contestuale non interrompe l’attenzione dell’audience di riferimento, anzi, dovrebbe creare interesse e coinvolgimento superiori alla pubblicità tradizionale.

E’ ovvio come, in un’epoca dove ciascuno di noi è sottoposto a un costante bombardamento di messaggi pubblicitari, sia necessario evitare di comunicare attraverso banner e adv invadenti, che non producono risultati concreti in termini di efficacia comunicativa e persuasività.

I cinque step per un native advertising efficace

1) Pensa olisticamente

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E’ necessario condurre una campagna di tipo omnichannel, in modo da sfruttare tutti i canali su tutti i device possibili.

La natura stessa del native advertising permette un approccio di questo tipo, che garantisce la possibilità di raggiungere tutti i tipi di consumatori compresi nel target di riferimento e di monitorare continuativamente l’efficacia della pubblicità in relazione al budget allocato

2) Seleziona il formato più corretto

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Esistono diversi tipi di native advertising, dal contenuto sponsorizzato, al social e all’in-feed. Ognuna di queste possibilità ha caratteristiche e benefici differenti; è quindi necessario comprendere quale di queste sia la più indicata in relazione al messaggio da comunicare e all’audience di riferimento

3) Pensa come un editore

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E’ necessario assicurarsi che l’approccio comunicativo utilizzato per l’advertising sia effettivamente coerente con il contesto in cui essa viene inserita.

Il tono, lo stile, anche visivo, della comunicazione devono integrarsi armoniosamente all’ambiente in cui questa viene proposta, in modo da apparire coerente e, soprattutto, che essa non si configuri come una comunicazione tradizionale di tipo distraente.

4) Fissa degli obiettivi realistici

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Nel pianificare una strategia comunicativa di native advertising è essenziale settore degli obiettivi raggiungibili e coerenti con l’approccio scelto.

Come detto, ciascun differente tipo di native advertising ha caratteristiche e benefici differenti, motivo per cui è necessario scegliere attentamente le metriche per valutarne l’efficacia in relazione agli scopi da raggiungere;

5) Misura e ottimizza

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Proprio perché esistono diversi tipi di native advertising, è altamente consigliato valutare attentamente le modalità con cui proporlo al consumatore, in modo da adottare l’approccio più coerente in relazione agli obiettivi, al target e al mezzo utilizzato.

Non è quindi sufficiente utilizzare questo strumento innovativo per ottenere dei risultati, ma occorre misurare e studiare diverse variabili per ottimizzare la campagna.

Il native advertising offrirà diverse interessanti opportunità nel futuro più prossimo, che le aziende dovranno necessariamente cogliere per raggiungere il loro target di riferimento in modo più efficace e meno invadente e fastidioso.

Tuttavia sarà necessario approfondire caratteristiche e approcci di questa nuova modalità comunicativa, in modo da riuscire a sfruttarne pienamente le peculiarità e i vantaggi conseguenti.