La selfie-mania diventa una GIF animata con l'app Kong

Kong è la nuova app di Path e promette di diventare molto virale!

Che cosa è Kong e da dove nasce? Kong è una nuova app e nasce dalla già ormai nota app di social networking Path che decide di creare e sperimentare nuove idee su un vasto range di prodotti. Il lancio dell’app Kong ne è infatti la prima premessa. Ma facciamo un piccolo salto indietro, precisamente al 2010 quando Path era stato lanciato come il social network alternativo a Facebook. Era un social network che limitava il numero contatti ed era il primo disponibile per mobile.

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Fu Dave Morin, ex impiegato Apple e Facebook, a fondare Path. Adesso Path ha pensato di utilizzare i selfie per lanciare la sua nuova app, che permetterà di trasformare quei semplici scatti in GIF. L’app, lanciata lo scorso 14 aprile per iOS, Android e anche in versione Apple watch, è stata ideata per creare un nuovo tipo di interazione sociale, condividendo brevi GIF dei selfie degli utenti in loop.

Come funziona Kong

Detta così sembrerebbe solo un’app che come tante altre enfatizza l’utilizzo degli – adesso amatissimi – selfie, ma è molto di più, è infatti una piattaforma di messaggistica di gruppo, una macchina di meme, e soprattutto rappresenta un nuovo modo di intendere la costruzione e l’interazione con i social feed.

La meccanica è molto semplice: una volta eseguito il login, gli utenti non devono far altro che schiacciare un pulsante in basso sullo schermo per registrare una breve clip, un selfie animato appunto. Tante altre funzioni per completare l’operazione possono essere considerate l’aggiunta di testo o emoji per esempio, l’aggiunta di filtri e la condivisione di tutto questo all’interno di vari canali creati dalla community, tutto ciò prima di cliccare sul bottone di registrazione della vostra GIF però.

Una volta catturata, l’immagine verrà condivisa con gli altri membri di Kong, ma potrà anche essere salvata come una GIF o come un video, da inviare anche come un SMS o una email, o caricare su uno dei social network Facebook, Twitter, Instagram.

L’importanza della community

Oltre ad essere l’app di creazione delle GIF, Kong spera di diventare una sorta di community virale. La community è importante per rendere l’app divertente e per far sì che la navigazione sul nuovo social network non sia una sorta di vagabondaggio alla ricerca di uno straccio di follower.

Infatti l’app, una volta registrati, consiglierà agli utenti altri utenti da seguire in base ad una lista filtrata di contatti, includendo amici che utilizzano già l’app, e persino persone che potreste conoscere ma che non si trovano tra i vostri contatti, un concetto molto in uso all’interno delle community virali. Le immagini create verranno visualizzate all’interno di una home feed, e potranno essere condivise in diversi canali di contenuti.

I canali possono variare dai più stravaganti ai più ordinari e possono addirittura essere creati per essere raggruppati in specifiche aree e tematiche di conversazione.

Una delle chiavi di differenziazione di Kong è quella per cui si può avere solo un’immagine attiva in ogni dato canale, tutto questo per evitare il fastidio presente negli altri social network, in cui spesso si vengono a creare situazioni di sovra-condivisione dei contenuti di un singolo utente, e soprattutto in caso di selfie, il team di Path ha ben pensato che nessuno vorrebbe vedersi invadere la propria home feed con immagini di un solo contatto.

Design, cosa c’è dietro?

Kong rispetto a Path si presenta molto più luminoso e appariscente, ricco di colori diversi. A detta del co-fondatore dell’app Dustin Mireau, Kong è stato studiato per far sì che ogni utente possa visualizzare una diversa palette di colori durante l’utilizzo dell’app. Per capire meglio il funzionamento e l’aspetto dell’app, potrebbe essere utile analizzare in primis Path.

Il lancio di Kong arriva esattamente quando Path sta attraversando lo stadio del rinnovamento, reinventandosi. Il co-fondatore e CEO Dave Morin annuncia per primo i piani di introduzione di nuovi prodotti, con il lancio della sua Path Talk app. Kong infatti non è la prima nuova app a cui stanno lavorando e neppure l’ultima, ma è sicuramente il primo nuovo e reale concetto, che ha entusiasmato il team tanto da essere sviluppato completamente e da essere lanciato anche in stadio di prototipo.

L’idea della nuova app viene al team nel momento in cui si cerca di trovare un nuovo modo di incitare l’interazione tra gli utenti e l’azione di scattarsi selfie. Dave Morin racconta che appena la scorsa estate, durante un brainstorming di idee con il team di lavoro, era venuta fuori l’interessante idea della creazione di un’app interamente dedicata alle facce degli utenti.

Il team inizia a lavorare perciò allo spunto creativo a luglio e per settembre riesce ad avere un prototipo da lanciare. Tutto inizia solo da una griglia di appena 6 facce sullo schermo. Nelle prime ripetizioni le immagini non sono neppure GIF, ma soltanto noiosi e statici selfie. Per la prima volta, il team di Path decide di tirar fuori un prodotto in versione beta e di continuare a lavorarci, migliorandolo attraverso i feedback degli utenti.

Il team ha rilasciato le prime versioni dell’app Kong ad un piccolo numero di utenti e nel corso dei mesi successivi ha fatto sì che la comunità creata, collaborasse con loro nella creazione delle migliori e funzionali caratteristiche. Lo sviluppo dell’app è iniziato con l’aggiunta di movimenti ed abilitando gli utenti nella creazione di GIF, ma presto il concetto si è espanso alla creazione di canali pubblici e privati attraverso i quali condividere le immagini.

Il primo canale di condivisione è stato appunto uno dei canali creati per la stessa app Path, un modo per i dipendenti di testare l’effettivo utilizzo dell’app, ma presto abbandonato a causa dell’aumento del numero degli utenti per arrivare alla creazione di molteplici canali con tematiche e attività diverse.

Uno dei punti che il team di Path si propone di mantenere nel corso delle versioni che verranno testate è il fatto che l’app rimanga gratuita. Una volta raggiunto lo step della monetizzazione, la compagnia si guarderà intorno alla ricerca di partner con marchi per creare canali di collegamento al relativo prodotto, afferma Morin. Per adesso quindi godetevi la versione free finché dura.

Scritto da

Giulia Spagni

Fiorentina, classe 1987, trapiantata a Londra e poi a Milano. Una tesi di laurea sull’identità comunicativa dell’immagine, la catapulta nel magico mondo della pubblicità. ... continua

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