Ninja resiste con De Masi

La notizia ormai è girata molto: il Ministro dell’Ambiente on. Stefania Prestigiacomo ha voluto fortemente “far dimettere” il Prof. Domenico De Masi dalla presidenza del blog (prodemasi.myblog.it).

Il comitato Pro De Masi per il Cilento e il Vallo di Diano ci permette di far scaricare il modulo di sottoscrizione da sottoporre al ministro con la raccolta firme per impedire la cacciata di De Masi.

Vorremo che voi esponeste la vostra idea, che faceste un commento a questo ennesimo disastro governativo, che cacciaste la voce per farvi sentire forte.

Ragazzi, qua bisogna reagire. Stiamo già troppo zitti e fermi. Questi ci affossano completamente. Cacciamo la testa fuori dal sacco.

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  • http://www.ninjamarketing.it alex

    salve, chi vi scrive non è il solito intellettuale di provincia , nè tantomeno un sostenitore di questa o quell’altra fazione politica. Anzi… Avendo l’onore di poter osservare l’Italia dall’estero (con il mio collega Mirko Pallera siamo membri dello IADAS- international academy of digital arts & sciences- di New York ed abiamo diverse connessioni professionali in giro per il mondo) sono abbastanza disilluso da non riporre nessun tipo di fiducia nella situazione politica del momento.
    Chi scrive è un ricercatore/consulente/progettista esperto di Marketing Territoriale, uno dei membri del gruppo di ricerca internazionale sul Marketing Mediterraneo (Euromed-Bocconi) che è convinto sostenitore che una idea, un progetto di sviluppo per le meravigliose zone del Parco del Cilento oggi più che mai sia necessario. Per il Cilento stesso e per il Mondo.

    è necessario un piano serio , sostenibile, che tenga conto delle precipuità culturali ed antropologiche dell’area. Un progetto di sviluppo del Sud visto con gli occhi del Sud e non, come sempre, con lo sguardo cafone e pecoreccio dei nostri politici che sognano di replicare una grassa Rimini Meridionale. Una idea di sviluppo questa che può solo far bene a qualche imprenditore locale implicato in questa grande soap opera politica. di paese!
    Negli ultimi tempi i nostri amministratori hanno tanto ostentato la sigla GRANDI EVENTI. Che risate. Ogni volta che torno e leggo i cartelloni “culturali” della Provincia e della Regione sorrido. Sorrido teneramente per l’ ingenuità di chi pensa che organizzare in poco tempo un festival con due cabarettisti o con i soliti nomi del Jazz locale ed internazionale basti a rendere il territorio un attrattore turistico. Sorrido con amarezza quando poi mi accorgo di quanti “babà” economici e di potere si nascondono dietro gli stessi festival. Piango quando poi questi godono anche del sostengo della stampa locale (raramente quella nazionale si interessa ad essi).

    L’unico Festival degno di questo nome, l’unico che riesce a “bucare” presso un pubblico internazionale e che rappresenta un vero modello organizzativo per noi studiosi è proprio il Festival di Ravello. Un festival che in se rappresenta un caso d’eccellenza organizzativa, un motore economico locale e una opportunità di mettere in rete realtà, persone, giovani, imprese locali ed internazionali.

    In questo clima di grande imbarbarimento non mi sembra strano che al prof de Masi (stimatissimo dal sottoscritto pur non avendo nessun tipo di connessione e/o amicizia nè con lui nè con il suo gruppo) venga resa vita difficile. Non mi sembrò strano, anzi, quando consegnò le sue dimissioni a due giorni del mandato come Asessore al Turismo della Regione Campania.
    Troppo libero, tropo onesto, troppo capace…. per un paese ed un territorio che ormai ha fatto dello “stato di emergenza” la panacea dove far prosperare corruzione, imbrogli, personalismi…

    Da quest’anno tengo un corso all’unviersità a Roma. Moltoi giovani sono meridionali, campani. A molti di loro, per ora, dico di scappare dall’Italia se ne hanno la possibilità. Vorrei cambiare rotta ed invitarli a costruire sul proprio territorio. Ma mi prenderò questa responsabilità solo quando ci saranno uomini ed amministrazioni che lavoreranno in questa direzioni. Io ci sono e siamo in tanti (sparsi per il mondo e per l’Italia) pronti a ritornare, al momento ci sentiamo rappresentati dal Prof De Masi.

  • http://www.ninjamarketing.it alex

    salve, chi vi scrive non è il solito intellettuale di provincia , nè tantomeno un sostenitore di questa o quell’altra fazione politica. Anzi… Avendo l’onore di poter osservare l’Italia dall’estero (con il mio collega Mirko Pallera siamo membri dello IADAS- international academy of digital arts & sciences- di New York ed abiamo diverse connessioni professionali in giro per il mondo) sono abbastanza disilluso da non riporre nessun tipo di fiducia nella situazione politica del momento.
    Chi scrive è un ricercatore/consulente/progettista esperto di Marketing Territoriale, uno dei membri del gruppo di ricerca internazionale sul Marketing Mediterraneo (Euromed-Bocconi) che è convinto sostenitore che una idea, un progetto di sviluppo per le meravigliose zone del Parco del Cilento oggi più che mai sia necessario. Per il Cilento stesso e per il Mondo.

    è necessario un piano serio , sostenibile, che tenga conto delle precipuità culturali ed antropologiche dell’area. Un progetto di sviluppo del Sud visto con gli occhi del Sud e non, come sempre, con lo sguardo cafone e pecoreccio dei nostri politici che sognano di replicare una grassa Rimini Meridionale. Una idea di sviluppo questa che può solo far bene a qualche imprenditore locale implicato in questa grande soap opera politica. di paese!
    Negli ultimi tempi i nostri amministratori hanno tanto ostentato la sigla GRANDI EVENTI. Che risate. Ogni volta che torno e leggo i cartelloni “culturali” della Provincia e della Regione sorrido. Sorrido teneramente per l’ ingenuità di chi pensa che organizzare in poco tempo un festival con due cabarettisti o con i soliti nomi del Jazz locale ed internazionale basti a rendere il territorio un attrattore turistico. Sorrido con amarezza quando poi mi accorgo di quanti “babà” economici e di potere si nascondono dietro gli stessi festival. Piango quando poi questi godono anche del sostengo della stampa locale (raramente quella nazionale si interessa ad essi).

    L’unico Festival degno di questo nome, l’unico che riesce a “bucare” presso un pubblico internazionale e che rappresenta un vero modello organizzativo per noi studiosi è proprio il Festival di Ravello. Un festival che in se rappresenta un caso d’eccellenza organizzativa, un motore economico locale e una opportunità di mettere in rete realtà, persone, giovani, imprese locali ed internazionali.

    In questo clima di grande imbarbarimento non mi sembra strano che al prof de Masi (stimatissimo dal sottoscritto pur non avendo nessun tipo di connessione e/o amicizia nè con lui nè con il suo gruppo) venga resa vita difficile. Non mi sembrò strano, anzi, quando consegnò le sue dimissioni a due giorni del mandato come Asessore al Turismo della Regione Campania.
    Troppo libero, tropo onesto, troppo capace…. per un paese ed un territorio che ormai ha fatto dello “stato di emergenza” la panacea dove far prosperare corruzione, imbrogli, personalismi…

    Da quest’anno tengo un corso all’unviersità a Roma. Moltoi giovani sono meridionali, campani. A molti di loro, per ora, dico di scappare dall’Italia se ne hanno la possibilità. Vorrei cambiare rotta ed invitarli a costruire sul proprio territorio. Ma mi prenderò questa responsabilità solo quando ci saranno uomini ed amministrazioni che lavoreranno in questa direzioni. Io ci sono e siamo in tanti (sparsi per il mondo e per l’Italia) pronti a ritornare, al momento ci sentiamo rappresentati dal Prof De Masi.

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Lettera Aperta

    Polla, 20 luglio 2008

    Presidente Silvio Berlusconi,

    Le invio questa mia tramite l’On.le Benedetto Della Vedova che ……………………………………………………., anche stavolta vorrà dare un valido contributo personale a mantenere vivo il perenne dibattito che cerca di poter aiutare ad arginare “il potere per il potere”.

    ……………………………………………………………….. (omissis) ……………………………………………………………….

    Fatto.

    ……………………………………………………………….. (omissis) ……………………………………………………………….

    Riflessioni e conclusioni.

    La disponibilità a dimettersi di De Masi andava sicuramente interpretata come il voler sottolineare un proprio apporto non fazioso, ma squisitamente tecnico e scientifico.

    Il semplice silenzio del Suo Ministro poteva anzi voler dire: – Guardi che La seguo e, se non darà il meglio di quello che sappiamo essere capace, non indugeremo ad attivarci per sostituirla –

    Converrà con me, Presidente, che non poteva esserci, migliore garanzia per il “Popolo della Libertà” e di tutti, come pure il rischio di facili polemiche contro lo stesso De Masi che naturalmente avrà già accettato come possibili.

    Ora, almeno dal punto di vista dell’immagine, ne esce certamente non bene il suo Ministro, senz’altro mal consigliato, ottimamente il De Masi che aveva saputo far precedere il tutto con la sua disponibilità. Di sicuro, ne esce con una pessima immagine, lo stesso territorio del Parco Nazionale che, in nome di una, chiaramente strumentale, pretesa di originaria provenienza, ne ha chiesto la destituzione.

    “Che morto un Papa se ne faccia un altro” è indubbio. Lo stesso De Masi, con una sicura battuta di spirito, aveva già proferito che se il Pricipe di Savoia chiedeva il proprio posto, non gli restava che abdicare.

    In poche parole, io credo che Lei debba intervenire per reintegrare il De Masi, e per accontentare tutti, venga a trovarci qualche volta, almeno durante l’estate, magari informandone prima o subito dopo, la stampa, a cui si darà comunque qualche foto.

    Del resto, lo stesso De Masi aveva già posto la questione molto apertamente quando, in una pubblica assemblea tenuta coi sindaci locali, aveva “consigliato” loro di non nominare gli assessori al turismo tra gli eletti poiché il loro “principale scopo” sarebbe stato di “altra natura” durante il mandato. Naturalmente, la sostituzione di De Masi con qualcuno, anche più o meno chiaramente, schierato con il Popolo della Libertà, darà sempre e comunque il sospetto che il suo Ministero, all’occorrenza, non possa rimuoverlo liberamente e serenamente. Una cosa è la nomina attraverso lo spoil system dei propri stretti collaboratori ad una carica elettiva ed un’altra cosa è la nomina a governare un ente esterno che assume più le vesti di una carica subordinata, e quindi passibile di un evidente conflitto di interessi. Il controllore, certamente non può avere a che fare con il controllato.

    ……………………………………………………………….. (omissis) ……………………………………………………………….

    La presente sarà inviata anche al Presidente della Repubblica poiché, come Lei ha avuto già modo di ricordare pubblicamente, nell’impianto Costituzionale Italiano, il Governo è comunque subordinato, sia alla maggioranza parlamentare che al Presidente della Repubblica quale custode di una continuità.

    La prego, ancora una volta, e, nel possibile, di far presto. Grazie.

    Colgo l’occasione per inviare cordiali saluti e l’augurio di buon lavoro.

    Giacinto Curcio

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Lettera Aperta

    Polla, 20 luglio 2008

    Presidente Silvio Berlusconi,

    Le invio questa mia tramite l’On.le Benedetto Della Vedova che ……………………………………………………., anche stavolta vorrà dare un valido contributo personale a mantenere vivo il perenne dibattito che cerca di poter aiutare ad arginare “il potere per il potere”.

    ……………………………………………………………….. (omissis) ……………………………………………………………….

    Fatto.

    ……………………………………………………………….. (omissis) ……………………………………………………………….

    Riflessioni e conclusioni.

    La disponibilità a dimettersi di De Masi andava sicuramente interpretata come il voler sottolineare un proprio apporto non fazioso, ma squisitamente tecnico e scientifico.

    Il semplice silenzio del Suo Ministro poteva anzi voler dire: – Guardi che La seguo e, se non darà il meglio di quello che sappiamo essere capace, non indugeremo ad attivarci per sostituirla –

    Converrà con me, Presidente, che non poteva esserci, migliore garanzia per il “Popolo della Libertà” e di tutti, come pure il rischio di facili polemiche contro lo stesso De Masi che naturalmente avrà già accettato come possibili.

    Ora, almeno dal punto di vista dell’immagine, ne esce certamente non bene il suo Ministro, senz’altro mal consigliato, ottimamente il De Masi che aveva saputo far precedere il tutto con la sua disponibilità. Di sicuro, ne esce con una pessima immagine, lo stesso territorio del Parco Nazionale che, in nome di una, chiaramente strumentale, pretesa di originaria provenienza, ne ha chiesto la destituzione.

    “Che morto un Papa se ne faccia un altro” è indubbio. Lo stesso De Masi, con una sicura battuta di spirito, aveva già proferito che se il Pricipe di Savoia chiedeva il proprio posto, non gli restava che abdicare.

    In poche parole, io credo che Lei debba intervenire per reintegrare il De Masi, e per accontentare tutti, venga a trovarci qualche volta, almeno durante l’estate, magari informandone prima o subito dopo, la stampa, a cui si darà comunque qualche foto.

    Del resto, lo stesso De Masi aveva già posto la questione molto apertamente quando, in una pubblica assemblea tenuta coi sindaci locali, aveva “consigliato” loro di non nominare gli assessori al turismo tra gli eletti poiché il loro “principale scopo” sarebbe stato di “altra natura” durante il mandato. Naturalmente, la sostituzione di De Masi con qualcuno, anche più o meno chiaramente, schierato con il Popolo della Libertà, darà sempre e comunque il sospetto che il suo Ministero, all’occorrenza, non possa rimuoverlo liberamente e serenamente. Una cosa è la nomina attraverso lo spoil system dei propri stretti collaboratori ad una carica elettiva ed un’altra cosa è la nomina a governare un ente esterno che assume più le vesti di una carica subordinata, e quindi passibile di un evidente conflitto di interessi. Il controllore, certamente non può avere a che fare con il controllato.

    ……………………………………………………………….. (omissis) ……………………………………………………………….

    La presente sarà inviata anche al Presidente della Repubblica poiché, come Lei ha avuto già modo di ricordare pubblicamente, nell’impianto Costituzionale Italiano, il Governo è comunque subordinato, sia alla maggioranza parlamentare che al Presidente della Repubblica quale custode di una continuità.

    La prego, ancora una volta, e, nel possibile, di far presto. Grazie.

    Colgo l’occasione per inviare cordiali saluti e l’augurio di buon lavoro.

    Giacinto Curcio

  • http://www.parteattiva.ilcannocchiale.it Antonio

    Riporto il commento che ho fatto sul blog del comitato Pro De Masi.

    Con il presidente De Masi l’Ente Parco ha preso coscienza dei limiti e delle carenze strutturali che caratterizzano il carrozzone cilentano. Clientelismo e mancanza di progettualità a medio-lungo termine sono gli elementi su cui si basa la politica dell’Ente Parco ormai da troppo tempo. Di sicuro c’erano le premesse per una svolta nella gestione del parco, ma in concreto anche il buon De Masi ha fatto poco. Troppo poco tempo per poter giudicare… Rendere trasparente l’azione amministrativa e gestionale del Parco mediante la pubblicazione su internet di tutti gli incarichi e delle retribuzioni è di sicuro una buona azione, ma trasparenza e buon andamento sono principi cardini dell’amministrazione pubblica che dovrebbero operare ipso facto. Non mi meraviglio più di tanto di questo cambio al vertice, del resto anche De Masi era il frutto della lottizzazione. Piuttosto rischiamo di pagare la mancanza di continuità gestionale. Il Cilento è agonizzante e troppe volte gli artefici di questo declino si propongono come la cura.
    C’era una vaga speranza, dalle mosse operate dal Presidente De Masi, di riportare l’Ente alla sua funzione e di responsabilizzare tutti i rappresentanti delle varie amministrazioni ad operare per la collettività e non per un becero campanilismo. Ma evidentemente queste idee sane e scevre da vincoli politici hanno pestato i piedi a qualcuno, per cui il buon Prof. De Masi, che aveva fiutato il vento ha compiuto un atto di estrema onestà e di responsabilità politica evidenziando così che la scelta di una persona che deve reggere una Istituzione non viene fatta per qualità e meriti professionali, ma soltanto per privilegi partitici.

  • http://www.parteattiva.ilcannocchiale.it Antonio

    Riporto il commento che ho fatto sul blog del comitato Pro De Masi.

    Con il presidente De Masi l’Ente Parco ha preso coscienza dei limiti e delle carenze strutturali che caratterizzano il carrozzone cilentano. Clientelismo e mancanza di progettualità a medio-lungo termine sono gli elementi su cui si basa la politica dell’Ente Parco ormai da troppo tempo. Di sicuro c’erano le premesse per una svolta nella gestione del parco, ma in concreto anche il buon De Masi ha fatto poco. Troppo poco tempo per poter giudicare… Rendere trasparente l’azione amministrativa e gestionale del Parco mediante la pubblicazione su internet di tutti gli incarichi e delle retribuzioni è di sicuro una buona azione, ma trasparenza e buon andamento sono principi cardini dell’amministrazione pubblica che dovrebbero operare ipso facto. Non mi meraviglio più di tanto di questo cambio al vertice, del resto anche De Masi era il frutto della lottizzazione. Piuttosto rischiamo di pagare la mancanza di continuità gestionale. Il Cilento è agonizzante e troppe volte gli artefici di questo declino si propongono come la cura.
    C’era una vaga speranza, dalle mosse operate dal Presidente De Masi, di riportare l’Ente alla sua funzione e di responsabilizzare tutti i rappresentanti delle varie amministrazioni ad operare per la collettività e non per un becero campanilismo. Ma evidentemente queste idee sane e scevre da vincoli politici hanno pestato i piedi a qualcuno, per cui il buon Prof. De Masi, che aveva fiutato il vento ha compiuto un atto di estrema onestà e di responsabilità politica evidenziando così che la scelta di una persona che deve reggere una Istituzione non viene fatta per qualità e meriti professionali, ma soltanto per privilegi partitici.

  • http://ilabirintidellospirito.blogspot.com/;http://circoloancapaccio.blogspot.com/ enzodisirio

    La mia posizione non è pregiudizialmente contro De Masi. Ammiro l’intellettuale ma non nasconde delle perplessità.

    De Masi è iperimpegnato e la sua presenza sul territorio e nell’istituzione Parco del tutto marginale e secondaria.

    Vorrei ricordare gli incarichi e gli impegni da me accertati delle stakanovista De Masi:

    E’, infatti, DOCENTE di Sociologia del Lavoro alla Sapienza di Roma dal 1961, PRESIDENTE della Sit (Società italiana del telelavoro), ha fondato anche la S3-Studium, Scuola di specializzazione in Scienza organizzative della quale riveste il ruolo di DIRETTORE SCIENTIFICO, è inoltre DIRETTORE della rivista Next Strumenti per l’innovazione, e CURA per la Franco Angeli Editore la collana “La Società” senza trascurare le numerose COLLABORAZIONI con quotidiani e periodici e naturalmente le pubblicazione di saggi e studi, è tralaltro PAST-PRESIDENT NAZIONALE dell’Aif, Associazione italiana formatori, e dell’In/Arch, Istituto nazionale di Architettura.

    Dimenticavo ……è anche PRESIDENTE della Fondazione Ravello (Festival).

    Per uno che ha scritto un’opera intitolata “Ozio creativo” certo non sta con le mani in mano.

    La questione non è la qualità del lavoro che il De Masi potrebbe svolgere come Presidente del Parco del cilento.

    Il punto è che la sua presenza non può essere continuativa e operosa quanto il nostro territorio merita.

    In verità la sua Presidenza assentista non fa che il gioco proprio di quei sindaci e amministratori,
    di cui in più di un’occasione non ha mancato di esprimere il proprio arroccamento in un campanilismo sfrenato, cieco e sordo, legato al piccolo meschino interesse, lontano da un vero sviluppo integrale ed integrato del territorio, e soprattutto inadeguato al governo di una realtà così complessa come il Cilento ed il Vallo di Diano.

    Al di la del programmato ciclo di conferenze, qualche estemporanea iniziativa, che è cosa ben diversa dal governo di un territorio nell’ambito delle attribuzione dell’ente Parco, cosa ha prodotto?

    In programmi, idee di sviluppo e progetti concreti quali il suo contributo?

    Fatemi per cortesia degli esempi.

    In compenso nei suoi primi 100 giorni sembrerebbe che si sia fatto solo un “giretto” per i paesi cilentani. Alla fine ha sentenziato: “Ritengo che ci siano tre livelli di sviluppo possibile: quello altissimo da Costa Smeralda, dove potrebbe investire anche l’Aga Khan, quello di medio livello, e infine quello delle famiglie. Ma penso a Rimini non a Mondragone e alle seconde case”.

    Grazie, professor De Masi cento e passa giorni per dirci quanto noi poveri aborigeni sapevamo già da tempo senza avere un titolo cattedratico. E pensare che la paghiamo 60.000 euro all’anno per darci queste perle di saggezza. Francamente da uno come Lei ci saremmo aspettati di più!

  • http://ilabirintidellospirito.blogspot.com/;http://circoloancapaccio.blogspot.com/ enzodisirio

    La mia posizione non è pregiudizialmente contro De Masi. Ammiro l’intellettuale ma non nasconde delle perplessità.

    De Masi è iperimpegnato e la sua presenza sul territorio e nell’istituzione Parco del tutto marginale e secondaria.

    Vorrei ricordare gli incarichi e gli impegni da me accertati delle stakanovista De Masi:

    E’, infatti, DOCENTE di Sociologia del Lavoro alla Sapienza di Roma dal 1961, PRESIDENTE della Sit (Società italiana del telelavoro), ha fondato anche la S3-Studium, Scuola di specializzazione in Scienza organizzative della quale riveste il ruolo di DIRETTORE SCIENTIFICO, è inoltre DIRETTORE della rivista Next Strumenti per l’innovazione, e CURA per la Franco Angeli Editore la collana “La Società” senza trascurare le numerose COLLABORAZIONI con quotidiani e periodici e naturalmente le pubblicazione di saggi e studi, è tralaltro PAST-PRESIDENT NAZIONALE dell’Aif, Associazione italiana formatori, e dell’In/Arch, Istituto nazionale di Architettura.

    Dimenticavo ……è anche PRESIDENTE della Fondazione Ravello (Festival).

    Per uno che ha scritto un’opera intitolata “Ozio creativo” certo non sta con le mani in mano.

    La questione non è la qualità del lavoro che il De Masi potrebbe svolgere come Presidente del Parco del cilento.

    Il punto è che la sua presenza non può essere continuativa e operosa quanto il nostro territorio merita.

    In verità la sua Presidenza assentista non fa che il gioco proprio di quei sindaci e amministratori,
    di cui in più di un’occasione non ha mancato di esprimere il proprio arroccamento in un campanilismo sfrenato, cieco e sordo, legato al piccolo meschino interesse, lontano da un vero sviluppo integrale ed integrato del territorio, e soprattutto inadeguato al governo di una realtà così complessa come il Cilento ed il Vallo di Diano.

    Al di la del programmato ciclo di conferenze, qualche estemporanea iniziativa, che è cosa ben diversa dal governo di un territorio nell’ambito delle attribuzione dell’ente Parco, cosa ha prodotto?

    In programmi, idee di sviluppo e progetti concreti quali il suo contributo?

    Fatemi per cortesia degli esempi.

    In compenso nei suoi primi 100 giorni sembrerebbe che si sia fatto solo un “giretto” per i paesi cilentani. Alla fine ha sentenziato: “Ritengo che ci siano tre livelli di sviluppo possibile: quello altissimo da Costa Smeralda, dove potrebbe investire anche l’Aga Khan, quello di medio livello, e infine quello delle famiglie. Ma penso a Rimini non a Mondragone e alle seconde case”.

    Grazie, professor De Masi cento e passa giorni per dirci quanto noi poveri aborigeni sapevamo già da tempo senza avere un titolo cattedratico. E pensare che la paghiamo 60.000 euro all’anno per darci queste perle di saggezza. Francamente da uno come Lei ci saremmo aspettati di più!

  • http://circoloancapaccio.blogspot.com/ enzodisirio

    Scusate il commento fuori dal coro.
    E grazie per il rispettoso affossatore per chi non la penza come te.

  • http://circoloancapaccio.blogspot.com/ enzodisirio

    Scusate il commento fuori dal coro.
    E grazie per il rispettoso affossatore per chi non la penza come te.

  • alfredo scafuri

    Ringrazio Ivan per l’ invito rivoltomi! Ho letto il tuo post: di questa notizia avevo letto qualcosa su qualche giornale locale! La mia battagla, iniziata da qualche mese su vari siti, è rivolta alle “ingiustizie” che il mondo odierno ci propina: mi riferisco al fatto che si vada avanti “solo ed esclusivamente per tessera di partito” e non “per le reali capacità” che una persona ha acquisito sul campo, in anni di esperienza! Non conosco il prof. De Masi, né tantomeno posso giudicare una vicenda di cui “si è parlato poco”! Ma credo che se la persona è valida, debba andare avanti, aldilà del colore della tessera elettorale che ha in tasca, se ce l’ ha!

  • alfredo scafuri

    Ringrazio Ivan per l’ invito rivoltomi! Ho letto il tuo post: di questa notizia avevo letto qualcosa su qualche giornale locale! La mia battagla, iniziata da qualche mese su vari siti, è rivolta alle “ingiustizie” che il mondo odierno ci propina: mi riferisco al fatto che si vada avanti “solo ed esclusivamente per tessera di partito” e non “per le reali capacità” che una persona ha acquisito sul campo, in anni di esperienza! Non conosco il prof. De Masi, né tantomeno posso giudicare una vicenda di cui “si è parlato poco”! Ma credo che se la persona è valida, debba andare avanti, aldilà del colore della tessera elettorale che ha in tasca, se ce l’ ha!

  • http://www.ninjamarketing.it ALEX

    @enzodisirio: caro enzo i tuoi dubbi sono leciti, mi sono sorti anche a me quando in passato il prof de Masi (ti ripeto al quale non siamo legati da nessun tipo di vincolo, neanche di conoscenza) fu nominato assessore alla cultura della Regione Campania. Ma riflettendo: il suo ruolo sarebbe quello di presidente, non di amministratore. Un ruolo “politico” (nella sua + nobile accezione), di visione, di guida… E in questo il fatto di essere interconnesso con una serie di realtà che possono tornare utili ad un progetto di sviluppo mi pare che sia un assett strategico altamente ompetitivo! meditate gente, meditate…

    PS: per il resto è lecito che tu abbia un’opinione diversa!

  • http://www.ninjamarketing.it ALEX

    pps: finchè ci li lasciano esprimere… ;)

  • http://www.ninjamarketing.it ALEX

    @enzodisirio: caro enzo i tuoi dubbi sono leciti, mi sono sorti anche a me quando in passato il prof de Masi (ti ripeto al quale non siamo legati da nessun tipo di vincolo, neanche di conoscenza) fu nominato assessore alla cultura della Regione Campania. Ma riflettendo: il suo ruolo sarebbe quello di presidente, non di amministratore. Un ruolo “politico” (nella sua + nobile accezione), di visione, di guida… E in questo il fatto di essere interconnesso con una serie di realtà che possono tornare utili ad un progetto di sviluppo mi pare che sia un assett strategico altamente ompetitivo! meditate gente, meditate…

    PS: per il resto è lecito che tu abbia un’opinione diversa!

  • http://www.ninjamarketing.it ALEX

    pps: finchè ci li lasciano esprimere… ;)

  • clients

    mi riferivo al sistema Viralbeat che abbiamo scelto da qualche mese di adottare.

  • clients

    mi riferivo al sistema Viralbeat che abbiamo scelto da qualche mese di adottare.

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Appello: Convento di Sant’Antonio a Polla (SA). Un ponte-viadotto che imbruttisce, inutile e da non ricostruire.
    http://www.meetingartfestival.it/ponte inutile e abbattuto.htm
    Al Sindaco del Comune di Polla
    Rag. Massimo Loviso
    Sede di Polla (Salerno)

    Polla, 04/08/2008

    Oggetto: Conferimento della Cittadinanza Onoraria, Ambasciatore e Assessore Onorario al prof. Domenico De Masi.

    Egregio Signor Sindaco,

    vista la richiesta di destituzione del Dott. Domenico De Masi da Presidente del Parco Nazionale Cilento e Vallo di Diano in nome di una mancanza di appartenenza allo stesso territorio, proprio per evitare e superare una stupida polemica, e soprattutto per sottolineare i sicuri meriti scientifici e culturali del medesimo, chiedo che venga conferita al Prof. Domenico De Masi, la Cittadinanza Onoraria del Comune di Polla; comunicandola tempestivamente anche al Presidente del Consiglio dei Ministri.

    Chiedo altresì, che contestualmente gli venga conferita ad honorem la nomina ad Ambasciatore Onorario perenne di codesto comune e di Assessore Onorario al turismo per la consiliatura in corso.

    La presente richiesta viene avanzata anche ai sensi dello Statuto Comunale e che, in mancanza di una comunicazione nel giro di 2 giorni di inserimento immediato fra gli argomenti all’ordine del giorno del Consiglio Comunale, si provvederà a richiederlo con una raccolta di firme ai sensi dello stesso Statuto. La stessa comunicazione dovrà essere inviata anche al Presidente del Consiglio e al competente Ministro in carica, onde evitare dannosi provvedimenti durante il necessario, seppur ristretto, tempo di convocazione e pubblicità.

    Vista l’attualità del caso, resto in attesa di un celere riscontro e con la presente, colgo l’occasione per inviare cordiali saluti.

    Giacinto Curcio

    Appello: Convento di Sant’Antonio a Polla (SA. Un ponte-viadotto che imbruttisce, inutile e da non ricostruire.
    http://www.meetingartfestival.it/ponte inutile e abbattuto.htm

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Appello: Convento di Sant’Antonio a Polla (SA). Un ponte-viadotto che imbruttisce, inutile e da non ricostruire.
    http://www.meetingartfestival.it/ponte inutile e abbattuto.htm
    Al Sindaco del Comune di Polla
    Rag. Massimo Loviso
    Sede di Polla (Salerno)

    Polla, 04/08/2008

    Oggetto: Conferimento della Cittadinanza Onoraria, Ambasciatore e Assessore Onorario al prof. Domenico De Masi.

    Egregio Signor Sindaco,

    vista la richiesta di destituzione del Dott. Domenico De Masi da Presidente del Parco Nazionale Cilento e Vallo di Diano in nome di una mancanza di appartenenza allo stesso territorio, proprio per evitare e superare una stupida polemica, e soprattutto per sottolineare i sicuri meriti scientifici e culturali del medesimo, chiedo che venga conferita al Prof. Domenico De Masi, la Cittadinanza Onoraria del Comune di Polla; comunicandola tempestivamente anche al Presidente del Consiglio dei Ministri.

    Chiedo altresì, che contestualmente gli venga conferita ad honorem la nomina ad Ambasciatore Onorario perenne di codesto comune e di Assessore Onorario al turismo per la consiliatura in corso.

    La presente richiesta viene avanzata anche ai sensi dello Statuto Comunale e che, in mancanza di una comunicazione nel giro di 2 giorni di inserimento immediato fra gli argomenti all’ordine del giorno del Consiglio Comunale, si provvederà a richiederlo con una raccolta di firme ai sensi dello stesso Statuto. La stessa comunicazione dovrà essere inviata anche al Presidente del Consiglio e al competente Ministro in carica, onde evitare dannosi provvedimenti durante il necessario, seppur ristretto, tempo di convocazione e pubblicità.

    Vista l’attualità del caso, resto in attesa di un celere riscontro e con la presente, colgo l’occasione per inviare cordiali saluti.

    Giacinto Curcio

    Appello: Convento di Sant’Antonio a Polla (SA. Un ponte-viadotto che imbruttisce, inutile e da non ricostruire.
    http://www.meetingartfestival.it/ponte inutile e abbattuto.htm

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Pardon. Link cliccabile automaticamente. Grazie. Saluti.

    http://www.meetingartfestival.it/ponte%20inutile%20e%20abbattuto.htm

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Pardon. Link cliccabile automaticamente. Grazie. Saluti.

    http://www.meetingartfestival.it/ponte%20inutile%20e%20abbattuto.htm

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Da: http://www.meetingartfestival.it .

    Polla, 6 Agosto 2009.

    Sull’onda dell’attualità, da cui volgere sempre al meglio, Meetingartfestival ha deciso di conferire
    la Presidenza Onoraria del Comitato Promotore a
    Silvio Berlusconi,
    e la Presidenza Onoraria del Comitato Scientifico a
    Domenico De Masi.

    Visitate http://www.meetingartfestival.it : – Aderire all’iniziativa, sarà, per tutti, un modo sicuro per promuovere cultura e testimoniare civiltà. Grazie. Saluti. A presto -

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Da: http://www.meetingartfestival.it .

    Polla, 6 Agosto 2009.

    Sull’onda dell’attualità, da cui volgere sempre al meglio, Meetingartfestival ha deciso di conferire
    la Presidenza Onoraria del Comitato Promotore a
    Silvio Berlusconi,
    e la Presidenza Onoraria del Comitato Scientifico a
    Domenico De Masi.

    Visitate http://www.meetingartfestival.it : – Aderire all’iniziativa, sarà, per tutti, un modo sicuro per promuovere cultura e testimoniare civiltà. Grazie. Saluti. A presto -

  • alex

    è solo un pensiwero personale, ma questa mi sembra una scelta populista.
    Non vi chiedi di portarmi in discussioni politiche, ma mi sa che è il momento di re-esistere. Di tornare ad esistere (latino: ex-sistere uscire dalla stasi, avere autonomia…)ad avere una nostra dignità spesse volte calpestata da una classe politica corrotta ed interessata. Mi spiace ma…

  • alex

    è solo un pensiwero personale, ma questa mi sembra una scelta populista.
    Non vi chiedi di portarmi in discussioni politiche, ma mi sa che è il momento di re-esistere. Di tornare ad esistere (latino: ex-sistere uscire dalla stasi, avere autonomia…)ad avere una nostra dignità spesse volte calpestata da una classe politica corrotta ed interessata. Mi spiace ma…

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Ti ringrazio del commento poiché mi dà lo stimolo e l’opportunità di chiarire.
    Se ci riflettiamo un attimo, notiamo che lo schema dei conferimenti ad honorem, attuati dal Meetingartfestival, riproduce, in piccolo, quello che dovrebbe essere comunque la situazione auspicata a livello nazionale del caso De Masi-Presidente Parco Nazionale-Governo Italiano. Quindi, per favore, non si perda di vista che il Presidente Berlusconi e i suoi Ministri, rimarranno comunque legalmente in carica, anche se, per assurdo, tutto il territorio del Parco non lo volesse.
    Il problema vero di questi territori è, ed è stato, proprio un isolamento fisico e culturale dal resto del Paese e dal centro Europa.
    Il miglior modo di “resistere” è proprio quello di tornare ad essere al centro di un’attenzione che ci “interconnetta” al resto del mondo, proprio come ai tempi di Elea e di Paestum.
    Questo territorio regredisce poiché si è rimasti prigionieri del “divide et impera” di un modo da “cupola mafiosa” (cioè in perenne, sistemica violazione delle leggi e regolamenti esistenti, compresi quelli comunali) tipico di una economia parassitaria ove tutti s’illudono di poterci lucrare, trarre il meglio o per semplicemente sopravvivere. Il nostro compito per “tornare ad esistere” deve essere quello di confrontarci col mondo, con tutti: per creare, scambiare, il meglio di tutto.
    Grazie. Passo e non chiudo. Saluti.

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Ti ringrazio del commento poiché mi dà lo stimolo e l’opportunità di chiarire.
    Se ci riflettiamo un attimo, notiamo che lo schema dei conferimenti ad honorem, attuati dal Meetingartfestival, riproduce, in piccolo, quello che dovrebbe essere comunque la situazione auspicata a livello nazionale del caso De Masi-Presidente Parco Nazionale-Governo Italiano. Quindi, per favore, non si perda di vista che il Presidente Berlusconi e i suoi Ministri, rimarranno comunque legalmente in carica, anche se, per assurdo, tutto il territorio del Parco non lo volesse.
    Il problema vero di questi territori è, ed è stato, proprio un isolamento fisico e culturale dal resto del Paese e dal centro Europa.
    Il miglior modo di “resistere” è proprio quello di tornare ad essere al centro di un’attenzione che ci “interconnetta” al resto del mondo, proprio come ai tempi di Elea e di Paestum.
    Questo territorio regredisce poiché si è rimasti prigionieri del “divide et impera” di un modo da “cupola mafiosa” (cioè in perenne, sistemica violazione delle leggi e regolamenti esistenti, compresi quelli comunali) tipico di una economia parassitaria ove tutti s’illudono di poterci lucrare, trarre il meglio o per semplicemente sopravvivere. Il nostro compito per “tornare ad esistere” deve essere quello di confrontarci col mondo, con tutti: per creare, scambiare, il meglio di tutto.
    Grazie. Passo e non chiudo. Saluti.

  • alex

    Caro Giacinto,
    convengo su molto di quel che dici e mi rendo conto di non essere stato chiato. Tuttavia credo che questa discussione, così come la promozione del meetingartsfestival non abbiano tanto senso su un blog tematico come qeusto.
    Magari ci prendiamo un caffè insieme e possiamo parlare a ruota libera di politica, di magna graecia, di passato, di futuro, e dell’isolamento culturale e politico che un manipolo di “fetienti” al potere può provocare…

  • alex

    Caro Giacinto,
    convengo su molto di quel che dici e mi rendo conto di non essere stato chiato. Tuttavia credo che questa discussione, così come la promozione del meetingartsfestival non abbiano tanto senso su un blog tematico come qeusto.
    Magari ci prendiamo un caffè insieme e possiamo parlare a ruota libera di politica, di magna graecia, di passato, di futuro, e dell’isolamento culturale e politico che un manipolo di “fetienti” al potere può provocare…

  • alfredo scafuri

    Il fattore politico è uno dei motivi per cui una zona così bella come il Cilento, e la Provincia di Salerno più in generale, non ha lo sviluppo che merita! Chissà se per “incapacità politica”, “scarsa lungimiranza” o cosa! Si può fare meglio, se solo ci fosse impegno e volontà, cose che la sola tessera di partito non può essere una garanzia!

  • alfredo scafuri

    Il fattore politico è uno dei motivi per cui una zona così bella come il Cilento, e la Provincia di Salerno più in generale, non ha lo sviluppo che merita! Chissà se per “incapacità politica”, “scarsa lungimiranza” o cosa! Si può fare meglio, se solo ci fosse impegno e volontà, cose che la sola tessera di partito non può essere una garanzia!

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Lettera aperta al Sindaco del Comune di Polla e a tutti i Sindaci dei Comuni ricadenti nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ed aree contigue. Pubblicata tramite il Blog Pro_De_Masi.

    Polla, 13 agosto 2008

    In riferimento alla possibilità di conferire la cittadinanza onoraria al Prof. Domenico De Masi, si ricorda che, oltre ad una delibera consiliare, e salvo il caso di un divieto specifico da parte dello statuto comunale, è sufficiente anche una delibera di Giunta Comunale.
    Visto che anche il comitato Pro_De_Masi ha colto ed esteso la mia proposta, mi permetto di far notare che, concedere la cittadinanza onoraria, è straordinariamente opportuno in quanto risponde direttamente all’ostacolo invocato: naturalmente, anche in modo ironico e plateale. Le dimissioni non sono state chieste in relazioni a carenze o mancanza di stima ben spiegate e riscontrabili per cui, star lì a parlare dei meriti del De Masi aizza solo qualcuno a “cercar il pelo nell’uovo”.
    La cosa fondamentale è che la forma è oltremodo sbagliata ed avvilente per la popolazione sana del Cilento e Vallo di Diano anche se ci trovassimo in assenza di una legge, che già oggi, comunque ed ovviamente, regola in modo diverso.
    Non si deve cadere nella trappola del “De Masi pro o contro”, sul niente, visto anche il brevissimo mandato espletato.
    O meglio, se proprio vogliamo farlo, facciamolo molto più approfonditamente sul nostro stesso caso concreto per cercare anche le cause e i perchè di una tale richiesta di destituzione. Facciamone un’occasione per “capire” meglio le problematiche, le frizioni e i vuoti socio-culturali del Cilento e Vallo di Diano e non solo una semplicissima ed inutile discussione sul curriculum di De Masi o altri, come se noi, tutti, “certamente”, disponessimo di mezzi superiori o in assoluto per conoscerlo e valutare meglio di Alfonso Pecoraro Scanio e Antonio Bassolino. Di conseguenza, le espressioni di solidarietà e le richieste di conferma che, per carità, nessuno disdegna, ma che non colgono e men che mai, risolvono alla radice la problematica.
    La stessa Prestigiacomo, non è caduta nella facile trappola procedurale che esprimesse inopinate valutazioni sul De Masi: ha semplicemente recepito, scaricato su altri, e si è comportata da “mero notaio”. Almeno speriamo con tenacia che i fatti siano succeduti in questo modo, per non facilmente pensar male del tutto. La procedura infranta è proprio la “foglia di fico”, e cioè nell’aver cercato di nascondere le proprie responsabilità.
    Il Cilento e il Vallo di Diano, come tutti i territori, non hanno bisogno di santi e neppure di eroi, ma semplicemente di uomini che favoriscano e non ostacolino le naturali spinte del buon vivere, delle buone relazioni, che ogni uomo porta in se.
    Colgo l’occasione per inviare cordiali saluti.
    Giacinto Curcio
    Alla presente, segue la lettera aperta inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, all’indomani dei fatti, che spiega ulteriormente la mia posizione.
    La lettera non viene pubblicata su questo blog poiché vi è già stata pubblicata precedentemente ed ancora reperibile alla data odierna.

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Lettera aperta al Sindaco del Comune di Polla e a tutti i Sindaci dei Comuni ricadenti nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ed aree contigue. Pubblicata tramite il Blog Pro_De_Masi.

    Polla, 13 agosto 2008

    In riferimento alla possibilità di conferire la cittadinanza onoraria al Prof. Domenico De Masi, si ricorda che, oltre ad una delibera consiliare, e salvo il caso di un divieto specifico da parte dello statuto comunale, è sufficiente anche una delibera di Giunta Comunale.
    Visto che anche il comitato Pro_De_Masi ha colto ed esteso la mia proposta, mi permetto di far notare che, concedere la cittadinanza onoraria, è straordinariamente opportuno in quanto risponde direttamente all’ostacolo invocato: naturalmente, anche in modo ironico e plateale. Le dimissioni non sono state chieste in relazioni a carenze o mancanza di stima ben spiegate e riscontrabili per cui, star lì a parlare dei meriti del De Masi aizza solo qualcuno a “cercar il pelo nell’uovo”.
    La cosa fondamentale è che la forma è oltremodo sbagliata ed avvilente per la popolazione sana del Cilento e Vallo di Diano anche se ci trovassimo in assenza di una legge, che già oggi, comunque ed ovviamente, regola in modo diverso.
    Non si deve cadere nella trappola del “De Masi pro o contro”, sul niente, visto anche il brevissimo mandato espletato.
    O meglio, se proprio vogliamo farlo, facciamolo molto più approfonditamente sul nostro stesso caso concreto per cercare anche le cause e i perchè di una tale richiesta di destituzione. Facciamone un’occasione per “capire” meglio le problematiche, le frizioni e i vuoti socio-culturali del Cilento e Vallo di Diano e non solo una semplicissima ed inutile discussione sul curriculum di De Masi o altri, come se noi, tutti, “certamente”, disponessimo di mezzi superiori o in assoluto per conoscerlo e valutare meglio di Alfonso Pecoraro Scanio e Antonio Bassolino. Di conseguenza, le espressioni di solidarietà e le richieste di conferma che, per carità, nessuno disdegna, ma che non colgono e men che mai, risolvono alla radice la problematica.
    La stessa Prestigiacomo, non è caduta nella facile trappola procedurale che esprimesse inopinate valutazioni sul De Masi: ha semplicemente recepito, scaricato su altri, e si è comportata da “mero notaio”. Almeno speriamo con tenacia che i fatti siano succeduti in questo modo, per non facilmente pensar male del tutto. La procedura infranta è proprio la “foglia di fico”, e cioè nell’aver cercato di nascondere le proprie responsabilità.
    Il Cilento e il Vallo di Diano, come tutti i territori, non hanno bisogno di santi e neppure di eroi, ma semplicemente di uomini che favoriscano e non ostacolino le naturali spinte del buon vivere, delle buone relazioni, che ogni uomo porta in se.
    Colgo l’occasione per inviare cordiali saluti.
    Giacinto Curcio
    Alla presente, segue la lettera aperta inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, all’indomani dei fatti, che spiega ulteriormente la mia posizione.
    La lettera non viene pubblicata su questo blog poiché vi è già stata pubblicata precedentemente ed ancora reperibile alla data odierna.

  • Shardanawarrior

    Domenico De Masi è stato il mio professore di Sociologia del lavoro qualche anno fa, ha inculcato in me la passione per concetti che prima vedevo in modo superficiale.
    Mi sorprende che un uomo dal pensiero così danzante (direbbe un altro filosofo) non sia tutelato come come un vero proprio tesoro di conoscenza e non si “approffitti” di lui per il rilancio di un territorio che ha preso tanti calci ultimamente…
    Il mio vuole essere solo un commento alla genialità della persona che ho avuto modo di conoscere tra le aule di via Salaria 113 (anche se so che non c’è bisogno del mio commento)non voglio spingermi sulle questioni parapolitiche campane data la mia scarsa conoscenza sul tema.

  • Shardanawarrior

    Domenico De Masi è stato il mio professore di Sociologia del lavoro qualche anno fa, ha inculcato in me la passione per concetti che prima vedevo in modo superficiale.
    Mi sorprende che un uomo dal pensiero così danzante (direbbe un altro filosofo) non sia tutelato come come un vero proprio tesoro di conoscenza e non si “approffitti” di lui per il rilancio di un territorio che ha preso tanti calci ultimamente…
    Il mio vuole essere solo un commento alla genialità della persona che ho avuto modo di conoscere tra le aule di via Salaria 113 (anche se so che non c’è bisogno del mio commento)non voglio spingermi sulle questioni parapolitiche campane data la mia scarsa conoscenza sul tema.

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Articolo su “La Repubblica” di De Masi | 20/08/2008

    Riassumo una vicenda che mi riguarda da vicino, solo per trarne alcune riflessioni di carattere generale, che riguardano la Campania e l’intero Sud.
    Il 15 gennaio scorso il Ministro dell’Ambiente in accordo con il Governatore della Regione Campania (entrambi di sinistra), mi ha nominato Presidente del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano : il secondo in Italia per ampiezza, forse il primo per complessità dei problemi organizzativi.
    Poco dopo, come è noto, vi è stato un cambio di Governo e al Ministero dell’Ambiente è subentrato un ministro di Destra. Il 10 maggio mi è parso dunque doveroso subordinare il mio mandato al gradimento del nuovo Ministro. Il quale non si è fatto vivo fino al 15 luglio, quando mi ha telefonato per chiedermi le dimissioni perché, a suo dire, ero “sgradito al territorio”. Ho fatto notare al Ministro che era male informata e ho rassegnato le dimissioni.
    Nel mese che è seguito, i dipendenti del Parco, il presidente della Provincia, numerosi sindaci, diecine di associazioni e migliaia di cittadini hanno scritto al ministro per chiedere la mia reintegrazione nella presidenza.
    Il fatto è raro se non unico nel Sud e permette alcune constatazioni di carattere più generale: 1) il Ministro ha preso una decisione importante in base a informazioni parziali, smentite dalle reazioni del “territorio”; 2) la richiesta del mio reintegro è venuta da amministratori, associazioni e cittadini non solo di sinistra ma anche di destra; 3) a sostegno di questa richiesta trasversale in mio favore, i richiedenti si appellano al fatto che, nei sei mesi della mia presidenza, ho adottato un modello di governance che ignora la consolidata egemonia dei partiti, contrasta il clientelismo e il provincialismo, punta sulla meritocrazia, sulla programmazione, sull’autostima, sullo sviluppo postindustriale; 4) il Parco, così come è stato gestito finora, benché straricco di risorse naturali e antropologiche, ha un reddito marcatamente inferiore a quello di tutte le analoghe aree del Nord, ed è afflitto da una crescente emigrazione dei giovani, soprattutto diplomati e laureati; 5) la sinistra ufficiale, durante tutto il periodo della mia presidenza, punteggiato da attacchi dell’estrema destra locale, non si è mai fatta viva in mia difesa, considerandomi dunque anomalo rispetto al suo modello di governance.
    Quali deduzioni se ne possono trarre? La prima è che nel Sud vi sono ormai grandi forze esasperate da anni di governo inaffidabile, finalmente disposte a uscire allo scoperto, denunziare soprusi a viso aperto, firmare appelli motivandoli in base alla necessità di cambiare registro.
    La seconda osservazione è che il potere dei vecchi notabilati, di destra e di sinistra, è in totale disfacimento e i cittadini sono alla ricerca non di notabili nuovi, ma di una gestione finalmente affrancata dal clientelismo e dall’incompetenza.
    La terza osservazione è che, nell’opinione crescente, la tradizionale distinzione tra destra e sinistra, ormai svuotata di contenuto, è sostituita dalla distinzione, ben più concreta, tra conservazione e modernizzazione. “Non importa se il gatto è bianco o nero – direbbe il presidente Mao – l’importante è che acchiappi il topo”. Il topo cui guarda la parte migliore del Sud è la modernizzazione, misurata in base all’andamento del Pil e al livello di felicità diffusa.
    Sia a destra che a sinistra vi sono notabili che basano il loro potere sulle aliquote residue di ignoranza e di rassegnazione. Questi notabili hanno inchiodato il Sud a un prodotto interno lordo che resta marcatamente inferiore a quello del Nord; hanno creato un sistema sanitario, un sistema scolastico, un sistema di sicurezza che, a parità di costi, sono pericolosamente inferiori a quello delle regioni settentrionali.
    La quarta osservazione è che, per questi notabili – di destra e di sinistra – ogni tentativo di modernizzazione rappresenta una minaccia letale, che va rimossa con ogni mezzo, pescando nel torbido della base e nell’incompetenza dei vertici.
    La quinta osservazione è che almeno parte del Governo centrale opera nella stessa scandalosa ignoranza e con la stessa spregiudicata arretratezza dei peggiori notabili locali, in stretta combutta con essi. Per questi governanti sbalzati ai vertici dei ministeri senza nessuna competenza specifica, far perdere altro tempo prezioso a un Parco già in gravissimo ritardo sotto tutti gli aspetti della modernizzazione, è del tutto indifferente rispetto allo scopo primario di tenere in piedi il vecchio sistema di potere, coerente con la propria incompetenza.
    La sesta osservazione, strettamente collegata alla precedente, è che decapitare una struttura delicata come il Parco senza avere pronta un’adeguata sostituzione è demenziale. Non sarebbe stato difficile al Ministro trovare una personalità di spicco, dotata di competenza strategica e organizzativa, di visione postindustriale, di esperienza internazionale e di ottica postindustriale, disposta a dirigere il Parco generosamente, con il solo rimborso delle spese. Perché non lo ha fatto prima di chiedermi le dimissioni?
    Personalità di questo livello certamente non mancano: basta individuarne rapidamente e insediarne una al più presto, dandole mandato pieno per modernizzare un Parco dotato di potenzialità invidiabili e pilotarne lo sviluppo attraverso l’innovazione tecnologica, la meritocrazia, la competenza, la partecipazione, l’estetica e l’etica.
    Scritto da : Articolo su “La Repubblica” di De Masi | 20/08/2008

    Grazie Presidente, Prof. Domenico De Masi.

    Grazie per l’articolo e la sua analisi. Continuiamo così.
    La prego di analizzare ed esporre tutte le condizioni, oramai endemiche, che mirano alla emarginazione e distruzione, morale e civile, di chi innovi per davvero: seminando terrore e fughe, in una sorta degna dei peggiori “integralismi” che sono l’esatto contrario di ciò che dovrebbe essere una terra votata alla civiltà, al turismo e all’accoglienza, come già lo fu, prima della abnorme, incontrollata, devastante, “spesa pubblica”. Un “aiuto” che, come i precedenti, (ha) genera(to) e crea(to) danni su danni.
    “E le stelle stanno a guardare”.

    Mi riferisco anche alla Politica e allo Stato, in tutte le sue presenze istituzionali, che debbano essere libere e non succube degi “azzeccagarbugli”.

    Dal canto mio credo fermamente che, oltre al classico abuso edilizio, difformità, inutilità, sciatteria e bruttura nelle costruzioni, anche il modo di ricevere e spendere gli aiuti europei debba essere profondamente rivisto per non continuare ad alimentare e rafforzare, anche involontariamente (?), le “mafie” locali. Questo è il modo per evitare di cadere sempre nella fatale, manovrata, stupida, cieca, “eterna” ricerca di un “capro espiatorio”, e continuare indisturbati ad involversi, parametrandosi all’ultimo (sfortunato) imbecille; del “prendi i soldi e scappa”.
    Solo se la “classe dirigente” saprà bene da dove veniamo, eviterà di (ri)cadere nei soliti errori.

    Un caro saluto.
    Giacinto Curcio

    Polla, 21 agosto 2008

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Articolo su “La Repubblica” di De Masi | 20/08/2008

    Riassumo una vicenda che mi riguarda da vicino, solo per trarne alcune riflessioni di carattere generale, che riguardano la Campania e l’intero Sud.
    Il 15 gennaio scorso il Ministro dell’Ambiente in accordo con il Governatore della Regione Campania (entrambi di sinistra), mi ha nominato Presidente del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano : il secondo in Italia per ampiezza, forse il primo per complessità dei problemi organizzativi.
    Poco dopo, come è noto, vi è stato un cambio di Governo e al Ministero dell’Ambiente è subentrato un ministro di Destra. Il 10 maggio mi è parso dunque doveroso subordinare il mio mandato al gradimento del nuovo Ministro. Il quale non si è fatto vivo fino al 15 luglio, quando mi ha telefonato per chiedermi le dimissioni perché, a suo dire, ero “sgradito al territorio”. Ho fatto notare al Ministro che era male informata e ho rassegnato le dimissioni.
    Nel mese che è seguito, i dipendenti del Parco, il presidente della Provincia, numerosi sindaci, diecine di associazioni e migliaia di cittadini hanno scritto al ministro per chiedere la mia reintegrazione nella presidenza.
    Il fatto è raro se non unico nel Sud e permette alcune constatazioni di carattere più generale: 1) il Ministro ha preso una decisione importante in base a informazioni parziali, smentite dalle reazioni del “territorio”; 2) la richiesta del mio reintegro è venuta da amministratori, associazioni e cittadini non solo di sinistra ma anche di destra; 3) a sostegno di questa richiesta trasversale in mio favore, i richiedenti si appellano al fatto che, nei sei mesi della mia presidenza, ho adottato un modello di governance che ignora la consolidata egemonia dei partiti, contrasta il clientelismo e il provincialismo, punta sulla meritocrazia, sulla programmazione, sull’autostima, sullo sviluppo postindustriale; 4) il Parco, così come è stato gestito finora, benché straricco di risorse naturali e antropologiche, ha un reddito marcatamente inferiore a quello di tutte le analoghe aree del Nord, ed è afflitto da una crescente emigrazione dei giovani, soprattutto diplomati e laureati; 5) la sinistra ufficiale, durante tutto il periodo della mia presidenza, punteggiato da attacchi dell’estrema destra locale, non si è mai fatta viva in mia difesa, considerandomi dunque anomalo rispetto al suo modello di governance.
    Quali deduzioni se ne possono trarre? La prima è che nel Sud vi sono ormai grandi forze esasperate da anni di governo inaffidabile, finalmente disposte a uscire allo scoperto, denunziare soprusi a viso aperto, firmare appelli motivandoli in base alla necessità di cambiare registro.
    La seconda osservazione è che il potere dei vecchi notabilati, di destra e di sinistra, è in totale disfacimento e i cittadini sono alla ricerca non di notabili nuovi, ma di una gestione finalmente affrancata dal clientelismo e dall’incompetenza.
    La terza osservazione è che, nell’opinione crescente, la tradizionale distinzione tra destra e sinistra, ormai svuotata di contenuto, è sostituita dalla distinzione, ben più concreta, tra conservazione e modernizzazione. “Non importa se il gatto è bianco o nero – direbbe il presidente Mao – l’importante è che acchiappi il topo”. Il topo cui guarda la parte migliore del Sud è la modernizzazione, misurata in base all’andamento del Pil e al livello di felicità diffusa.
    Sia a destra che a sinistra vi sono notabili che basano il loro potere sulle aliquote residue di ignoranza e di rassegnazione. Questi notabili hanno inchiodato il Sud a un prodotto interno lordo che resta marcatamente inferiore a quello del Nord; hanno creato un sistema sanitario, un sistema scolastico, un sistema di sicurezza che, a parità di costi, sono pericolosamente inferiori a quello delle regioni settentrionali.
    La quarta osservazione è che, per questi notabili – di destra e di sinistra – ogni tentativo di modernizzazione rappresenta una minaccia letale, che va rimossa con ogni mezzo, pescando nel torbido della base e nell’incompetenza dei vertici.
    La quinta osservazione è che almeno parte del Governo centrale opera nella stessa scandalosa ignoranza e con la stessa spregiudicata arretratezza dei peggiori notabili locali, in stretta combutta con essi. Per questi governanti sbalzati ai vertici dei ministeri senza nessuna competenza specifica, far perdere altro tempo prezioso a un Parco già in gravissimo ritardo sotto tutti gli aspetti della modernizzazione, è del tutto indifferente rispetto allo scopo primario di tenere in piedi il vecchio sistema di potere, coerente con la propria incompetenza.
    La sesta osservazione, strettamente collegata alla precedente, è che decapitare una struttura delicata come il Parco senza avere pronta un’adeguata sostituzione è demenziale. Non sarebbe stato difficile al Ministro trovare una personalità di spicco, dotata di competenza strategica e organizzativa, di visione postindustriale, di esperienza internazionale e di ottica postindustriale, disposta a dirigere il Parco generosamente, con il solo rimborso delle spese. Perché non lo ha fatto prima di chiedermi le dimissioni?
    Personalità di questo livello certamente non mancano: basta individuarne rapidamente e insediarne una al più presto, dandole mandato pieno per modernizzare un Parco dotato di potenzialità invidiabili e pilotarne lo sviluppo attraverso l’innovazione tecnologica, la meritocrazia, la competenza, la partecipazione, l’estetica e l’etica.
    Scritto da : Articolo su “La Repubblica” di De Masi | 20/08/2008

    Grazie Presidente, Prof. Domenico De Masi.

    Grazie per l’articolo e la sua analisi. Continuiamo così.
    La prego di analizzare ed esporre tutte le condizioni, oramai endemiche, che mirano alla emarginazione e distruzione, morale e civile, di chi innovi per davvero: seminando terrore e fughe, in una sorta degna dei peggiori “integralismi” che sono l’esatto contrario di ciò che dovrebbe essere una terra votata alla civiltà, al turismo e all’accoglienza, come già lo fu, prima della abnorme, incontrollata, devastante, “spesa pubblica”. Un “aiuto” che, come i precedenti, (ha) genera(to) e crea(to) danni su danni.
    “E le stelle stanno a guardare”.

    Mi riferisco anche alla Politica e allo Stato, in tutte le sue presenze istituzionali, che debbano essere libere e non succube degi “azzeccagarbugli”.

    Dal canto mio credo fermamente che, oltre al classico abuso edilizio, difformità, inutilità, sciatteria e bruttura nelle costruzioni, anche il modo di ricevere e spendere gli aiuti europei debba essere profondamente rivisto per non continuare ad alimentare e rafforzare, anche involontariamente (?), le “mafie” locali. Questo è il modo per evitare di cadere sempre nella fatale, manovrata, stupida, cieca, “eterna” ricerca di un “capro espiatorio”, e continuare indisturbati ad involversi, parametrandosi all’ultimo (sfortunato) imbecille; del “prendi i soldi e scappa”.
    Solo se la “classe dirigente” saprà bene da dove veniamo, eviterà di (ri)cadere nei soliti errori.

    Un caro saluto.
    Giacinto Curcio

    Polla, 21 agosto 2008

  • http://www.alice.it vaffa

    Stimavo il Prod. De Masi. Mi piacevano le sue lucide analisi su qualsiasi argomento. ma da quando l’ho visto abbracciato con il Ministro Brunetta, allora ho capito tutto. Per me era inimmaginabile che una persona dotta come De Masi potesse condividere qualcosa con un ignorante pulcinellesco ministro figlio di venditori ambulanti (diceva mia madre mai comparare da un ambulante sono le feccia umana). Allora ho capito che se vogliamo veramente risolvere i problemi bisogna mandare via tutti i Professori universitari dal parlamento, dalle commissioni, da presidenti, ecc. Ma poi come mi spiegate che i Professori universitari che sono dipendenti pubblici possano avere tanti incariche e latri dipendenti pubblici nessun incarico. siamo un popolo di pirla e coglioni. Ve lo meriate Brunetta

  • http://www.alice.it vaffa

    Stimavo il Prod. De Masi. Mi piacevano le sue lucide analisi su qualsiasi argomento. ma da quando l’ho visto abbracciato con il Ministro Brunetta, allora ho capito tutto. Per me era inimmaginabile che una persona dotta come De Masi potesse condividere qualcosa con un ignorante pulcinellesco ministro figlio di venditori ambulanti (diceva mia madre mai comparare da un ambulante sono le feccia umana). Allora ho capito che se vogliamo veramente risolvere i problemi bisogna mandare via tutti i Professori universitari dal parlamento, dalle commissioni, da presidenti, ecc. Ma poi come mi spiegate che i Professori universitari che sono dipendenti pubblici possano avere tanti incariche e latri dipendenti pubblici nessun incarico. siamo un popolo di pirla e coglioni. Ve lo meriate Brunetta

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Salve.
    Chi voglia conoscere meglio il dott. Domenico De Masi, può andare a questo link e scegliere cosa ascoltare fra gli interventi del professore:

    http://www.radioradicale.it/soggetti/domenico-de-masi

    Per chi, poi, voglia mantenersi estremamente aggiornato, vada diritto a spulciarsi, ben bene, mi raccomando, il novero delle persone, in questa pagina del web:
    http://www.premiocampiello.org/confindustria/campiello/istituzionale.nsf/($linkacross)/ECA49D159283140CC12573DF00579104?opendocument&language=IT

    Grazie. A presto, al

    http://www.meetingartfestival.it .

    Giacinto Curcio

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Salve.
    Chi voglia conoscere meglio il dott. Domenico De Masi, può andare a questo link e scegliere cosa ascoltare fra gli interventi del professore:

    http://www.radioradicale.it/soggetti/domenico-de-masi

    Per chi, poi, voglia mantenersi estremamente aggiornato, vada diritto a spulciarsi, ben bene, mi raccomando, il novero delle persone, in questa pagina del web:
    http://www.premiocampiello.org/confindustria/campiello/istituzionale.nsf/($linkacross)/ECA49D159283140CC12573DF00579104?opendocument&language=IT

    Grazie. A presto, al

    http://www.meetingartfestival.it .

    Giacinto Curcio

  • luigi

    “Quando il gatto non c’e’ ………..”

    L’esaltazione di De Masi e’ un fatto che sta cadendo un poco alla volta nel dimenticatoio, almeno nel blog del suo comitato, ma vorrei far notare che il malfunzionamento del Parco del Cilento ha buona parte delle colpe anche in chi e’ addetto a farlo funzionare in maniera corretta ed efficiente. Possibile che gli impiegati abbiano fatto il loro dovere solo quando c’era qualcuno che gli incuteva timore? Due piccoli esempi ma significativi:
    1) il sito internet porta la scritta da piu’ di 5 mesi “Il sito e’ in fase di aggiornamento…..”, con anche delle bandierine delle nazioni che servono soltanto a dare colore alla pagina web senza una funzione (che per coloro che non sono italiani, sarebbe molto utile). Possibile che chi viene regolarmente retribuito con danaro pubblico per questa mansione non abbia il tempo di finire questo infinito aggiornamento, tra l’altro riportando anche una Pubblicita’ Ingannevole nei confronti dei cilentani all’estero mettendo tra i progetti il “Progetto Cilento”;
    2) mi sono adoperato a scrivere all’URP per chiedere spiegazioni riguardo al “Progetto Cilento” che avrebbe dovuto dare una mano ai tanti cilentani residenti all’estero e sul quale molti sarebbero interessati. La lettera non e’ stata per niente presa in considerazione. Forse chi lavora all’URP ritiene che possa rispondere arbitrariamente a chi ritiene piu’ opportuno.

    Consultando le retribuzioni mi accorgo che chi e’ addetto a queste mansioni percepisce quasi il doppio o molto di piu’ di un insegnante, che in questa societa’ non e’ nemmeno l’ultima ruota del carro, con in piu’ che dagli insegnanti si pretende (giustamente) quotidianamente l’esito del loro lavoro indipendentemente da chi dirige la scuola in quel momento.
    Peccato che chi occupa dei posti nel pubblico impiego in Italia (spesso) pensa che non debba dar conto a nessuno del proprio operato e che una volta raggiunta la sedia su cui sedersi, sia libero di agire nel modo che ritiene piu’ opportuno, al massimo, in alcuni, spero rari, casi di dar conto a colui che lo ha aiutato a raggiungere quel posto.

    Luigi Stifano
    Promotore Culturale Ministeriale in Scozia

  • luigi

    “Quando il gatto non c’e’ ………..”

    L’esaltazione di De Masi e’ un fatto che sta cadendo un poco alla volta nel dimenticatoio, almeno nel blog del suo comitato, ma vorrei far notare che il malfunzionamento del Parco del Cilento ha buona parte delle colpe anche in chi e’ addetto a farlo funzionare in maniera corretta ed efficiente. Possibile che gli impiegati abbiano fatto il loro dovere solo quando c’era qualcuno che gli incuteva timore? Due piccoli esempi ma significativi:
    1) il sito internet porta la scritta da piu’ di 5 mesi “Il sito e’ in fase di aggiornamento…..”, con anche delle bandierine delle nazioni che servono soltanto a dare colore alla pagina web senza una funzione (che per coloro che non sono italiani, sarebbe molto utile). Possibile che chi viene regolarmente retribuito con danaro pubblico per questa mansione non abbia il tempo di finire questo infinito aggiornamento, tra l’altro riportando anche una Pubblicita’ Ingannevole nei confronti dei cilentani all’estero mettendo tra i progetti il “Progetto Cilento”;
    2) mi sono adoperato a scrivere all’URP per chiedere spiegazioni riguardo al “Progetto Cilento” che avrebbe dovuto dare una mano ai tanti cilentani residenti all’estero e sul quale molti sarebbero interessati. La lettera non e’ stata per niente presa in considerazione. Forse chi lavora all’URP ritiene che possa rispondere arbitrariamente a chi ritiene piu’ opportuno.

    Consultando le retribuzioni mi accorgo che chi e’ addetto a queste mansioni percepisce quasi il doppio o molto di piu’ di un insegnante, che in questa societa’ non e’ nemmeno l’ultima ruota del carro, con in piu’ che dagli insegnanti si pretende (giustamente) quotidianamente l’esito del loro lavoro indipendentemente da chi dirige la scuola in quel momento.
    Peccato che chi occupa dei posti nel pubblico impiego in Italia (spesso) pensa che non debba dar conto a nessuno del proprio operato e che una volta raggiunta la sedia su cui sedersi, sia libero di agire nel modo che ritiene piu’ opportuno, al massimo, in alcuni, spero rari, casi di dar conto a colui che lo ha aiutato a raggiungere quel posto.

    Luigi Stifano
    Promotore Culturale Ministeriale in Scozia

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Esposto, lettera aperta

    Da Giacinto Curcio
    ………………………….. Oltre Eboli

    Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sala Consilina
    Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania
    Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno
    Alla Procura della Repubblica presso la Corte d’Appello di Salerno
    Al Tribunale Amministrativo Regionale di Salerno
    Alla Procura della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma
    Al Tribunale dei Ministri

    Polla, 20 Settembre 2008

    Premesso
    che nel nostro impianto Costituzionale, Istituzionale e Normativo, la Magistratura non possa che essere autonoma e rispondere solo alle leggi e al diritto positivo in vigore,

    in relazione allo stranissimo caso delle dimissioni espresse dal prof. Domenico De Masi, in quanto Presidente in carica del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, quando poi, attraverso la stampa e i mezzi di comunicazione di massa e modernissimi come Internet, pare assai certo che abbia fatto sapere e ribadito di voler continuare in tale incarico di presidenza,

    di voler innanzitutto immediatamente intervenire con una ordinanza per reintegrare ad horas il prof. Domenico De Masi al suo posto e non sottrarre alle già esigue forze dedite ad una illuminata gestione dell’area protetta Cilento e Vallo di Diano, un elemento di sicura qualità, voluto a tempo debito, sia dal Presidente della Regione Campania in carica che da un Governo Nazionale e nel pieno rispetto di una legalità che nessuno ha mai messo finora in dubbio,

    di voler poi esperire tutte le incombenze che si rendessero necessarie all’attuazione ed applicazione delle norme di uno Stato di Diritto.

    Vogliate poi vigilare ed intervenire immediatamente se la tanto invocata “territorialità” non venga poi di fatto attuata a rigorosa lettura delle norme statali e locali sulla Trasparenza e la Partecipazione di tutti i cittadini dell’ente Parco Nazionale Cilento e Vallo di Diano già esistenti e forse ancora non capite e applicate, pur in vigore da circa vent’anni.

    Non ultimo, anche per azioni locali, stiamo precipitando verso una pericolosa tribalizzazione della società che mette in dubbio la stessa esistenza di uno Stato di Diritto.

    Ad antiche paure e vecchi e superati tabù stiamo solo sommando le artate e naturali paure del “villaggio globale”. – Un bel modo (sic) di pensare e di fare turismo e accoglienza -

    Senza contare il possibile spreco e malversazione di danaro pubblico o a dire di molti, già avvenuto.

    Voglio ribadire, e credo di parlare a nome di molti, che il Cilento e Vallo di Diano non sono da sacrificare a fantomatiche o sapientemente artate/alimentate esigenze di “ordine pubblico”, da probabili caste di abilissimi “azzecca-garbugli” dediti al “cannibalismo sociale” comprese delle possibili vere e proprie azioni da codice penale ma ben camuffate da “giuste azioni civili”: in questo territorio, la stragrande maggioranza dei cittadini chiede solo: libertà, felicità, laboriosità, trasparenza e partecipazione alle istituzioni dello Stato di Diritto.

    Purtroppo, in loco, è molto diffusa la paura di diventare un capro espiatorio, e pare che sia una sorta di utile sport preferito da alcuni e costretti a praticarlo e subirlo dai molti. Un capro espiatorio che se non sacrificato sul piano fisico immediato, che pare sia l’unico tenuto sufficientemente sotto osservazione, lo è molto facilmente possibile sul piano esistenziale, morale, civile ed anche sul piano fisico per i ripetuti piccoli colpi o spacciati per incidenti privati ed inter-personali. Tutto questo frena comunque qualsiasi democrazia, modernità e sviluppo postindustriale.

    Ai rassegnati fatalisti, che purtroppo albergano anche fra le istituzioni dello Stato, io dico che occorre quantomeno provare a dirigersi verso quelle moderne elaborazioni del capro espiatorio che passano necessariamente attraverso la cultura e la creatività come del resto erano già molto più presenti, raffinate e variegate, in un passato non troppo lontano.

    Ci tengo a sottolineare che la presente non insegue giustizialismi di sorta e tampoco pene e men che mai di quelle esemplari, ma solo il ripristino immediato della normalità e della laboriosa, libera interattività individuale e sociale. Da ogni cosa si può “inquinare” tutto il resto. Tutta questa storia sulla Presidenza, ha già creato e sta creando, grandissimi danni all’immagine del territorio e del Parco Nazionale del C. e V. d. D. e dell’intero Meridione Italiano, quantomeno.

    Grazie. Saluti.

    Giacinto Curcio

  • http://www.meetingartfestival.it Giacinto Curcio

    Esposto, lettera aperta

    Da Giacinto Curcio
    ………………………….. Oltre Eboli

    Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sala Consilina
    Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania
    Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno
    Alla Procura della Repubblica presso la Corte d’Appello di Salerno
    Al Tribunale Amministrativo Regionale di Salerno
    Alla Procura della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma
    Al Tribunale dei Ministri

    Polla, 20 Settembre 2008

    Premesso
    che nel nostro impianto Costituzionale, Istituzionale e Normativo, la Magistratura non possa che essere autonoma e rispondere solo alle leggi e al diritto positivo in vigore,

    in relazione allo stranissimo caso delle dimissioni espresse dal prof. Domenico De Masi, in quanto Presidente in carica del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, quando poi, attraverso la stampa e i mezzi di comunicazione di massa e modernissimi come Internet, pare assai certo che abbia fatto sapere e ribadito di voler continuare in tale incarico di presidenza,

    di voler innanzitutto immediatamente intervenire con una ordinanza per reintegrare ad horas il prof. Domenico De Masi al suo posto e non sottrarre alle già esigue forze dedite ad una illuminata gestione dell’area protetta Cilento e Vallo di Diano, un elemento di sicura qualità, voluto a tempo debito, sia dal Presidente della Regione Campania in carica che da un Governo Nazionale e nel pieno rispetto di una legalità che nessuno ha mai messo finora in dubbio,

    di voler poi esperire tutte le incombenze che si rendessero necessarie all’attuazione ed applicazione delle norme di uno Stato di Diritto.

    Vogliate poi vigilare ed intervenire immediatamente se la tanto invocata “territorialità” non venga poi di fatto attuata a rigorosa lettura delle norme statali e locali sulla Trasparenza e la Partecipazione di tutti i cittadini dell’ente Parco Nazionale Cilento e Vallo di Diano già esistenti e forse ancora non capite e applicate, pur in vigore da circa vent’anni.

    Non ultimo, anche per azioni locali, stiamo precipitando verso una pericolosa tribalizzazione della società che mette in dubbio la stessa esistenza di uno Stato di Diritto.

    Ad antiche paure e vecchi e superati tabù stiamo solo sommando le artate e naturali paure del “villaggio globale”. – Un bel modo (sic) di pensare e di fare turismo e accoglienza -

    Senza contare il possibile spreco e malversazione di danaro pubblico o a dire di molti, già avvenuto.

    Voglio ribadire, e credo di parlare a nome di molti, che il Cilento e Vallo di Diano non sono da sacrificare a fantomatiche o sapientemente artate/alimentate esigenze di “ordine pubblico”, da probabili caste di abilissimi “azzecca-garbugli” dediti al “cannibalismo sociale” comprese delle possibili vere e proprie azioni da codice penale ma ben camuffate da “giuste azioni civili”: in questo territorio, la stragrande maggioranza dei cittadini chiede solo: libertà, felicità, laboriosità, trasparenza e partecipazione alle istituzioni dello Stato di Diritto.

    Purtroppo, in loco, è molto diffusa la paura di diventare un capro espiatorio, e pare che sia una sorta di utile sport preferito da alcuni e costretti a praticarlo e subirlo dai molti. Un capro espiatorio che se non sacrificato sul piano fisico immediato, che pare sia l’unico tenuto sufficientemente sotto osservazione, lo è molto facilmente possibile sul piano esistenziale, morale, civile ed anche sul piano fisico per i ripetuti piccoli colpi o spacciati per incidenti privati ed inter-personali. Tutto questo frena comunque qualsiasi democrazia, modernità e sviluppo postindustriale.

    Ai rassegnati fatalisti, che purtroppo albergano anche fra le istituzioni dello Stato, io dico che occorre quantomeno provare a dirigersi verso quelle moderne elaborazioni del capro espiatorio che passano necessariamente attraverso la cultura e la creatività come del resto erano già molto più presenti, raffinate e variegate, in un passato non troppo lontano.

    Ci tengo a sottolineare che la presente non insegue giustizialismi di sorta e tampoco pene e men che mai di quelle esemplari, ma solo il ripristino immediato della normalità e della laboriosa, libera interattività individuale e sociale. Da ogni cosa si può “inquinare” tutto il resto. Tutta questa storia sulla Presidenza, ha già creato e sta creando, grandissimi danni all’immagine del territorio e del Parco Nazionale del C. e V. d. D. e dell’intero Meridione Italiano, quantomeno.

    Grazie. Saluti.

    Giacinto Curcio

  • http://www.salaconsilina.net/meetingartfestival/?p=1 Meeting art festival

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