Categories:

“Non è sostenibile”. Dyson dice addio al suo progetto di auto elettrica

É più difficile realizzare un’auto elettrica che un aspirapolvere. Dyson aveva promesso di investire 2,5 miliardi di dollari in veicoli elettrici ora (dopo quattro anni) ha deciso di gettare la spugna perché il progetto non è “commercialmente praticabile”, insomma non è sostenibile. Nonostante sua azienda abbia “sviluppato un’auto fantastica”, ha comunicato ai 500 e passa dipendenti, che non riesce a vedere un modo per guadagnarci.

LEGGI ANCHE: Dyson (sì, quello degli aspirapolveri) produrrà le sue auto elettriche a Singapore

Qui Singapore

Dyson voleva creare a Singapore un polo proprio per le vetture elettriche. Ci hanno lavorato 500 dipendenti, che “cercheremo di ricollocare all’interno dell’azienda destinandole ad altro incarico”. Non solo Singapore. Dyson aveva ha voluto anche uno stabilimento in Inghilterra: un’ex base militare nei dintorni di Chippenham nelle Cotswold. La decisione porterà alla chiusura delle due strutture (in Inghilterra era stato depositato anche il marchio “Digital Motors”).

LEGGI ANCHE: Cosa c’entrano davvero Facebook e Dyson (sì, quelli degli aspirapolvere) con l’automotive?

Batterie allo stato solido

Dyson avrebbero dovuto vedere la luce tra la fine del 2020 e il 2021. Punto di forza sarebbe stato l’utilizzo di batterie allo stato solido, le stesse che stanno sperimentando anche altri costruttori, tra cui Toyota. Proprio per questo nel 2015 Dyson aveva acquistato la Sakt13, società specializzata in questi accumulatori.

Nuove strade per la ricerca

La tecnologia che è stata sviluppata per le batterie non andrà comunque dispersa. “L’innovativo accumulatore che stiamo studiando ci sarà di grande beneficio in futuro e ci aiuterà a tentare ancora nuove strade” ha spiegato Dyson. Le batterie a stato solido un giorno potrebbero consentire a tutti i tipi di prodotti, inclusi automobili e aspirapolvere, di andare più lontano rispetto ai loro cugini agli ioni di litio. Per ora, tuttavia, le batterie a stato solido sono molto più costose da produrre.

La lettera nel dettaglio

“La decisione di rinunciare all’elettrica – ha scritto Dyson – non dipende da problemi tecnici, anzi il nostro team ha creato una vettura innovativa ed eccitante. Il problema nasce però dalla difficoltà di conquistare spazio nel mercato, trovando degli acquirenti. Abbiamo studiato molte soluzioni, ma non siamo riusciti a escogitare il modo di rendere il progetto profittevole”.

Il mondo è cambiato

Nella lettera di “addio all’auto elettrica”, Dyson ha detto anche che il mondo è cambiato da quando il progetto è iniziato nel 2015 e anche da quando Dyson lo ha annunciato al mondo nel 2017. Da allora, case automobilistiche più grandi e affermate come Volkswagen, Daimler, General Motors e Honda hanno presentato piani ambiziosi. I primi frutti di quegli investimenti sono già disponibili: veicoli di lusso come la Jaguar I-Pace , la Audi E-tron e la Mercedes-Benz EQC, e altri sono stati sviluppati per attrarre il mercato di massa, come la Chevrolet Bolt, Hyundai Kona Electric e Nissan Leaf. Ebbene, i Big hanno semplicemente spinto Dyson fuori dalla gara.

Anche i grandi fanno fatica

Anche i costruttori di automobili più affermati e più attivi però hanno avuto difficoltà a guadagnare con i veicoli elettrici, finora. Una ricerca della società di consulenza AlixPartners ha messo in evidenza che i grandi investimenti delle case automobilistiche nell’elettrificazione potrebbero portare a un calo di 60 miliardi di dollari negli utili al lordo delle imposte fino al 2023.

Musk. Come ha osservato il CEO di Tesla Elon Musk, insomma, il settore automobilistico non è per i deboli di cuore. Il settore della produzione di auto elettriche è ancora meno.

 

 

Alessio Nisi

Giornalista per missione, fotografo quando posso. Mi occupo di digitale, ma anche di atomi, cucina, musica, cinema. Bevo caffè e mi piacciono i film di Woody Allen

Share
Published by

Recent Posts

Perché lo spot di Esselunga ha spaccato in due l’opinione del pubblico

Schizzato sui diversi social come trend topic di questi giorni, troviamo il nuovo spot Esselunga…

28/09/2023

Aumenta vendite e conversioni con il Community Commerce

Oggi i social media sono i primi canali, in ordine di importanza, quando si tratta…

28/09/2023

La pesca di Esselunga e le polemiche: è il colpo finale al brand activism?

Lo spot di Esselunga è perfetto per il suo target di consumatori, forse è per…

27/09/2023

Abbiamo provato Clipchamp, il nuovo editor video integrato in Microsoft 365

I video, si sa, rappresentano un potente strumento di comunicazione. Creano connessioni immediate, reali e…

26/09/2023

“Un mercato da 8 mila miliardi nel 2026”, anche Davide Casaleggio all’Ecommerce HUB 2023

La nona edizione di Ecommerce HUB®, evento completamente dedicato all’ecommerce che si terrà il prossimo…

25/09/2023

Gucci riceve la certificazione per la parità di genere: è il primo luxury brand italiano

Nessun brand italiano di lusso prima di Gucci era riuscito ad ottenere la Certificazione della…

25/09/2023

ll sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per proporti messaggi pubblicitari in linea con le tue preferenze e cookie analytics per ottimizzare il sito. Cliccando "OK" o proseguendo la navigazione, accetti l'uso dei cookie. Per maggiori informazioni e disattivazione consulta l'informativa cookie completa.

Leggi di più