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Luna | L’India rimanda i suoi sogni spaziali da 146 milioni di dollari

Secondo Reuters , il successo della missione Chandrayaan 2 (costo 10 miliardi di rupie, 146 milioni di dollari) avrebbe messo l’India al fianco degli Stati Uniti, dell’ex Unione Sovietica e della Cina tra gli unici paesi al mondo ad aver completato un atterraggio morbido sulla superficie lunare. L’India sarebbe insomma diventata la quarta nazione nella storia a essere riuscita a raggiungere la Luna. E invece no. Per il momento il Paese dovrà ridimensionare le sue ambizioni di potenza spaziale. Che cosa è successo? La Indian Space Research Organization (ISRO), l’agenzia spaziale indiana, ha interrotto la missione lunare proprio oggi, dopo che appena un’ora prima del lancio è emerso un “intoppo tecnico”. L’annuncio del fermi tutti (almeno per ora) di Chandrayaan 2, che significa veicolo lunare  in hindi, è stato dato su Twitter 56 minuti prima che il razzo fosse pronto per il decollo.

Il più potente. Il veicolo spaziale doveva essere lanciato sul Geosynchronous Satellite Launch Vehicle Mark-III, o GSLV Mk-III, che l’agenzia indiana aveva definito come “il lanciatore più potente dell’India”.

Chandrayaan2 aveva il compito di cercare tracce di acqua e di altri minerali sul suolo, nella zona del Polo Sud lunare, e di misurare le eventuali scosse sismiche nella zona.

Le altre missioni fallite

Tra missioni mai partite e veri e propri fallimenti, la corsa alla Luna è anche una storia di clamorosi flop. La più recente ha per protagonista Beresheet, piccola sonda spaziale israeliana che aveva l’obiettivo di effettuare un atterraggio morbido sulla Luna. A metà aprile la sonda si è schiantata sulla superficie lunare dopo che, appena prima del previsto touchdown, si sono verificati problemi al motore e di comunicazione. Il veicolo, progettato da un’organizzazione no profit israeliana chiamata SpaceIL, sarebbe stata la prima navicella spaziale privata ad atterrare sulla Luna, e avrebbe reso Israele (appunto) il quarto paese a farlo, dopo Stati Uniti, ex Unione Sovietica e Cina.

 

Alessio Nisi

Giornalista per missione, fotografo quando posso. Mi occupo di digitale, ma anche di atomi, cucina, musica, cinema. Bevo caffè e mi piacciono i film di Woody Allen

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