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Coworking, smart working e flessibilità: il vocabolario del lavoratore digitale

Breve guida ragionata per capire (veramente) i termini che caratterizzano oggi il mondo del lavoro

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Daria D'Acquisto 

Editor & Social Media Manager

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Pubblicato il 21/05/2019

Il mondo del lavoro di oggi non assomiglia quasi per nulla a quello di qualche decennio fa. In questo passaggio generazionale, sempre più veloce, infatti tantissimi nuovi fattori sono entrati in gioco, a partire dal digitale.

Così i cambiamenti sono stati profondi e sono avvenuti a livello globale. E non parliamo solo del modo in cui quotidianamente lavoriamo oggi, ma anche degli spazi e dei luoghi di lavoro, dei rapporti aziendali, con i colleghi e con i dirigenti, delle relazioni con i clienti, della comunicazione.

Le tradizionali strutture gerarchiche hanno lasciato il posto a sistemi più flessibili e piatti, con ordini organizzativi orizzontali prevalenti rispetto al passato.

Abbiamo così assistito a un mutamento complessivo del concetto convenzionale del posto di lavoro e della forza lavoro: nel bene e nel male, tutti possiamo lavorare in qualsiasi posto e in qualsiasi momento.

Dall'introduzione di nuove tecnologie e strumenti, alla crescente tendenza del lavoro a distanza, anche l'ufficio moderno si è adattato per far fronte ai cambiamenti nelle esigenze dei dipendenti e negli stili di lavoro. Il luogo di lavoro contemporaneo è incentrato sulla collaborazione sociale e sull'evoluzione dei trend tecnologici: dai software video come Skype ai social media, Internet, smartphone, condivisione di file online, cloud, sono oggi il nostro pane quotidiano.

Allo stesso tempo anche il vocabolario del mondo del lavoro è cambiato e si è evoluto, con l'introduzione di nuove definizioni e nuovi termini, e a volte generando anche un po' di confusione in chi li adopera.

Per fare il punto (e fare un po' di chiarezza) abbiamo provato a preparare un elenco di alcuni dei termini più usati nel mondo del lavoro di oggi.

Agile Work

Per anni i termini di lavoro agile e lavoro flessibile sono stati usati in modo intercambiabile. Ciò ha portato a una certa confusione nelle organizzazioni e tra dipendenti e datori di lavoro.

In realtà secondo la Legge 81/2017 il lavoro agile è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa. Si tratta dunque di un concetto strettamente collegato a quello di Smart Working, che vedremo più avanti.

La prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all'interno di locali aziendali e in parte all'esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

Il datore di lavoro, inoltre, è in questo caso responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell'attività lavorativa.

Lavoro flessibile

Quello di lavoro flessibile è un'espressione in circolazione ormai da molto tempo e fa riferimento in genere a orari di lavoro flessibili.

La flessibilità lavorativa, in maniera più ampia, è il concetto teorico in base al quale un lavoratore non rimane costantemente al proprio posto di contratto di lavoro a tempo indeterminato, ma muta più volte, nell'arco della propria vita, la propria attività occupazionale e/o il datore di lavoro.

In un'ottica evolutiva e di accrescimento, la flessibilità dovrebbe prevedere un costante miglioramento delle conoscenze del lavoratore e di conseguenza del livello occupazionale raggiunto, sia per quanto riguarda il profilo economico sia per quanto riguarda quello delle competenze professionali.

Se utilizzato in modo corretto, il lavoro flessibile è un modo di lavorare che si adatta alle esigenze del dipendente, come lavorare da casa, avere orari di inizio e fine della giornata lavorativa flessibili, condividere il lavoro o accedere al lavoro part-time in particolari fasi della propria vita personale e professionale.

La flessibilità in senso più lato è intesa in termini di orario, sede di lavoro e mansione: come disponibilità, rispetto alle esigenze e richieste del datore di lavoro, o ad un trasferimento della sede di lavoro.

In Italia esistono diverse forme di lavoro flessibili previste per legge.

Il concetto di flessibilità rischia di trasformarsi in instabilità e precariato quando questo si traduce ad esempio nella mancanza di continuità nella partecipazione al mercato del lavoro e nella mancanza di un reddito adeguato per la pianificazione della propria vita presente e futura.

Secondo l'ultimo report annuale Global Workspace Survey di IWG, il 30% degli intervistati rinuncerebbe a ferie e permessi pur di poter scegliere il luogo da cui lavorare, mentre per il 50% le forme di flessibilità previste da un'azienda sono valutate con un’importanza maggiore del prestigio dell’azienda stessa. Un dato che conferma l'importanza strategica della flessibilità per attrarre talenti e aumentare la produttività.

Copernico ufficio flessibile

Remote Working

Si parla più semplicemente di remote working, o lavoro da remoto, quando il lavoro viene svolto dal dipendente o dal professionista in qualunque luogo diverso dall'ufficio di un’azienda.

Il lavoro quindi può essere svolto da casa, da un coworking, da una caffetteria, da una spiaggia, insomma da qualsiasi luogo nel quale sia disponibile una connessione a Internet.

Il concetto di remote working si specifica meglio, poi, considerando i supporti tecnologici legati a questa tipologia di lavoro: il confronto e la relazione con collaboratori, colleghi e clienti avviene principalmente attraverso software e app come Skype, Google Drive, Slack, Trello etc.

A questo termine del mondo del lavoro è direttamente collegabile anche quello di home working e di mobile working, cioè del lavoro effettuato da casa o in mobilità.

Copernico ufficio flessibile

Coworking

Si tratta di uno dei termini che ha avuto più grande diffusione nell'ambito del lavoro digitale negli ultimi anni, ma sei sicuro di sapere esattamente a cosa faccia riferimento?

Il coworking è uno stile lavorativo che prevede la condivisione di un ambiente di lavoro come un ufficio, pur mantenendo un'attività lavorativa indipendente.

A differenza del tipico ambiente d'ufficio, chi fa coworking in genere non è impiegato nella stessa organizzazione (anche se questo trend sta cambiando velocemente e vedremo a breve perché).

I primi coworker sono stati professionisti e liberi professionisti, persone che viaggiano frequentemente e che lavorano spesso da luoghi diversi, con la necessità di avere un ufficio in ogni città nella quale si trovano per le loro attività.

Oggi sono molti i nomadi digitali che grazie a Internet, possono portare il lavoro ovunque con loro.

Spesso nello spazio di coworking nascono network di contatti e dunque collaborazioni lavorative nate proprio dalla condivisione dell'ambiente professionale quotidiano. I coworker condividono valori e visioni e non è raro che tra i loro talenti si inneschino nuove sinergie.

Il primo spazio di coworking propriamente detto è nato a San Francisco nel 2005 ad opera di Brad Neuberg, ma oggi sono sempre di più anche le aziende che proprio grazie a lavoro agile e smart working, scelgono il coworking come alternativa al classico ufficio.

Flessibilità degli spazi, possibilità di accesso ad una struttura in diverse città, connessioni veloci sono solo alcuni dei vantaggi per le imprese. Tra gli altri vi sono quelli legati ai costi di gestione: si pensi al risparmio sulle spese energetiche, sulla gestione delle mense aziendali, sulla pulizia.

Senza dimenticare che gli spazi flessibili del coworking diventano fattori abilitanti per la crescita dell'azienda stessa, in cui trovare innovazione e networking, ma anche nei quali poter lavorare sulla brand reputation e sul talent retention.

Smart Working

Il concetto di smart working è connesso quello di lavoro agile, ma si configura in modo più preciso in Italia, grazie alla specifica normativa in merito.

Si potrebbe definire lo smart working come un approccio all'organizzazione del lavoro che mira a incrementare l'efficienza e l'efficacia nel raggiungimento dei risultati di lavoro attraverso una combinazione di flessibilità, autonomia e collaborazione, in parallelo con l'ottimizzazione degli strumenti e degli ambienti di lavoro per i dipendenti (CIPD).

Lo Smart Working, cioè, mette insieme tutti i concetti elencati finora, dalla tecnologia agli spazi di lavoro, dagli orari flessibili alla condivisione del lavoro.

Il lavoro non è più legato al numero di ore trascorse alla scrivania, ma agli obiettivi da raggiungere, attraverso un rapporto di fiducia con i colleghi e con i vertici aziendali, al fine di raggiungere un migliore equilibrio tra vita professionale e vita personale del lavoratore.

Anche lo Smart Working in Italia fa riferimento alla Legge 81/2017 e per questo lo stipendio e il trattamento normativo del lavoratore fanno riferimento al contratto collettivo. La retribuzione però non viene più modulata sulla base dell’orario di lavoro ma dell’obiettivo lavorativo fissato con il datore.

Per molte aziende lo smart working (così come il coworking) può rappresentare anche un modo di tagliare costi oltre che di ottimizzare la produttività.

Secondo i dati raccolti dall'Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2018 i lavoratori dipendenti che in Italia hanno goduto di flessibilità e autonomia nella scelta dell’orario e del luogo di lavoro sono stati 480 mila, in crescita del 20%.

Più della metà delle grandi imprese e l’8% delle PMI ha oggi iniziative concrete di Smart Working, anche nel settore pubblico.

VUOI APPROFONDIRE L'ARGOMENTO?
  • How The World Of Work Is Changing
  • Global Workspace Survey di IWG
  • Cresce lo Smart Working: una realtà nel 56% delle grandi imprese e 8% delle PA

Gli spazi flessibili del coworking diventano fattori abilitanti per la crescita dell'azienda stessa, in cui trovare innovazione e networking, ma anche nei quali poter lavorare sulla brand reputation e sul talent retention.

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Copernico è smart working: una rete di luoghi di lavoro, uffici flessibili e servizi in grado di accelerare lo sviluppo di business e la crescita di freelance, professionisti, start-up e aziende grazie alla condivisione di risorse, conoscenza, alla contaminazione di idee e al networking. Copernico gestisce attualmente 12 edifici pari a 62.000 mq. Oltre 800 aziende che quotidianamente utilizzano gli spazi di Copernico come sede di lavoro e luogo preferenziale per meeting e organizzazione di eventi.

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