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Week in Social: la versione dark di Messenger e la Bird Box Challenge su Instagram

La prima rubrica del 2019 di Week in Social preannuncia un anno all’insegna di cambiamenti e novità.

Scopriamo subito cosa è successo tra la fine del 2018 e i primi giorni di questo nuovo anno alle piattaforme più famose del web.

Libertà di parola su Facebook

Quante volte vi è capitato di leggere un commento diffamatorio nel post del politico di turno? Ecco, sì diciamocelo: a volte i toni sono troppo accesi e qualcuno potrebbe non gradire.

Capita spesso che un politico blocchi un commentatore seriale per evitare che alcune parole stonino con il resto del contesto; quindi nulla di più facile che fermare l’utente e via.

E no! Questo non è sempre possibile. In America lo ha dimostrato il caso di un cittadino che ha postato critiche sulla pagina Facebook della Presidente di un Consiglio di supervisori della Contea di Loudoun. Quest’ultima ha pensato bene di rimuovere il post e bloccare l’utente, ma secondo la Corte d’Appello Federale viene meno così la libertà di parola e informazione.

In soldoni si tratta di una grave violazione del primo emendamento. Luca La Mesa, sulla questione:

Una sentenza veramente storica. Vedremo se gli utenti utilizzeranno positivamente questa opportunità per commentare con post a valore aggiunto o se diventerà un mancato freno a tanti tweet senza alcuna sostanza e che vanno solo a creare un clima negativo.

L’algoritmo sui suicidi

In Europa, l’algoritmo sulla prevenzione del suicidio non è più attivo per via di alcune restrizioni sulla privacy personale introdotte dal regolamento sulla protezione dei dati generali (GDPR). In merito a ciò, la normativa prevede infatti che gli utenti debbano fornire un consenso specifico ed esplicito.

La funzionalità, attiva dal 2017 analizzava post e comportamenti social degli utenti cercando di scovare atteggiamenti sospetti; questo stop ora sembra non essere una buona notizia. Vediamo cosa ne pensa l’esperto Luca La Mesa:

L’utilizzo della tecnologia a fin di bene (evitare ad esempio circa 3.500 suicidi, ad oggi) è sicuramente qualcosa di molto importante.
Il tutto va fatto nel rispetto delle regole per cui sono fiducioso che si troverà una soluzione che generi impatto positivo e che rispetti tutte le regole dei vari paesi.

Facebook e la lettura della mente

Ne abbiamo parlato spesso a Singularity University (NASA Ames Research Center) e sicuramente nei prossimi anni ci saranno diversi test più avanzati su questo fronte.
È evidente come ci sia una profonda differenza in base all’area di applicazione. Sono favorevole ai test medici se generano vantaggi a chi è rimasto ai margini mentre sono più preoccupato su eventuali utilizzi militari o commerciali

Commenta così la notizia Luca La Mesa. A cosa ci riferiamo? Mark se n’è inventata un’altra e l’ha già testata sulle scimmie.

Finanziandolo con oltre 5 milioni di dollari, il founder di Facebook sta cercando di implementare un dispositivo che analizzi gli impulsi elettrici del cervello legati ai movimenti.

Stiamo parlando di Wand, un lettore di onde cerebrali  in grado di monitorare il segnale di 128 punti diversi del cervello tramite degli appositi elettrodi. Come andrà finire, lo stiamo già pensando tutti.

Su Instagram parte la challenge

Avete mai sentito parlare di Bird Box challenge? Esatto, proprio come il film lanciato da Netflix. Ed ecco infatti che l’hashtag #birdboxchallenge sta impazzando sul web dove migliaia di utenti su Instagram, proprio come nel film, con gli occhi bendati provano ad affrontare una determinata situazione.

L’hashtag #birdboxchallenge è la moda del momento ma alcuni stanno sottovalutando la pericolosità di questa “sfida”.

Messenger e la versione dark

Dalla testimonianza diretta di alcuni utenti, Messenger in versione dark starebbe arrivando, con contrasti soft per utilizzare al meglio Messenger anche al buio.

Luca La Mesa si dice:

Assolutamente favorevole ad ogni test che vada a migliorare l’esperienza utente, la durata della batteria e, aggiungerei, anche l’impatto ambientale.
Questa news mi ha fatto venire in mente un’analisi che avevo letto in ambito universitario dell’impatto che si avrebbe, a livello globale, se la home page di Google fosse scura invece che bianca. Meno luminosità, meno energia, meno inquinamento. Sarebbe curioso recuperare dati a riguardo e capire se altri portali testeranno soluzioni simili.

Eleonora Tricarico

Animo irrequieto, ogni mese in modalità backpacker alla scoperta del mondo. Poche ore di sonno a notte e mille cose da fare di giorno: salentina doc impegnata nella dura battaglia del turismo responsabile. Amante del buon vino e dell’odore dei libri, tra un film di Woody Allen e un aggiornamento di marketing, si chiede ancora quando imparerà a non bruciare il caffè, ogni mattina.

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