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Terremoto Huawei: nei guai Meng Wanzhou, CFO e figlia del founder

E’ stata arrestata a Vancouver in Canada Meng Wanzhou, direttrice finanziaria di Huawei, vicepresidente del board (dallo scorso marzo), e figlia del founder Ren Zhengfei. L’accusa è di aver violato l’embargo nei confronti dell’Iran. La direttrice finanziaria ora rischia l’estradizione negli Stati Uniti. Il ministero degli Esteri cinese ne ha chiesto l’immediato rilascio. Per domani è prevista un’udienza che stabilirà se la CFO può essere rilasciata su cauzione.

L’arresto della donna contribuirà ad infiammare di nuovo le tensioni tra Washington e Pechino. E’ dal 2016 che le autorità Usa mostrano preoccupazione nei confronti del gruppo. Huawei è considerata in Usa una minaccia: secondo Washington sarebbe in grado di installare nelle sue attrezzature le backdoor con cui spiare i consumatori. Anche se il gruppo ha respinto tali accuse, il Pentagono ha smesso di offrire ai suoi soldati i dispositivi di Huawei e la catena di elettronica Best Buy non li vende più. Appena ieri era circolata la notizia, riportata dal Financial Times, che l’operatore mobile britannico British Telecom avrebbe eliminato nel giro di un paio di anni le apparecchiature di rete Huawei dal “cuore” delle sue reti 4G (dove ci sono le informazioni sensibili sui clienti), per mettersi in linea con una policy interna che prevede di collocare il costruttore cinese ai margini dell’infrastruttura di telecomunicazioni.

La replica di Huawei

“In occasione di un suo viaggio d’affari – ha spiegato Huawei – il CFO Meng Wanzhou è stata provvisoriamente detenuta dalle autorità canadesi a nome degli Stati Uniti d’America – che ne chiedono l’estradizione – per far fronte ad accuse non specificate del distretto orientale di New York All’azienda – si legge ancora – sono state fornite poche informazioni riguardo le accuse e non è a conoscenza di alcun illecito da parte della signora Meng. Siamo convinti e fiduciosi che le autorità canadesi e statunitensi raggiungeranno senza dubbio una conclusione corretta e imparziale. Huawei rispetta tutte le leggi e le regole dei Paesi in cui opera, incluse quelle in materia di controllo delle esportazioni delle Nazioni Unite, degli Stati Uniti e dell’UE”.

Alessio Nisi

Giornalista per missione, fotografo quando posso. Mi occupo di digitale, ma anche di atomi, cucina, musica, cinema. Bevo caffè e mi piacciono i film di Woody Allen

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