Analisi

Android story, da scommessa a vero (e unico) rivale del sistema operativo di Apple

Il primo decennio del robottino verde, unico vero rivale di iPhone

Il 23 settembre del 2008, Google annuncia il primo smartphone con a bordo il sistema operativo Android, che viene prodotto da HTC e commercializzato da T-Mobile negli Stati Uniti, chiamato appunto T-Mobile G1 (in Europa noto anche come HTC Dream).

Ed è questo il momento in cui tutto ha avuto inizio.

Il G1, lanciato 10 anni fa in una domenica qualunque, ha segnato l'inizio di un'era che oggi coinvolge la vita di milioni di persone in tutto il mondo. Con oltre 2 miliardi di dispositivi Android attivi oggi e nove dispositivi su dieci che eseguono il software del robottino verde, si può dire che Android è, senza dubbio, un colosso del settore tecnologico, che ha contribuito a rivoluzionare il concetto di smartphone moderno, rendendolo un fenomeno di massa.

T-Mobile G1, il primo smartphone con Android

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Fonte @Androidofficial - Facebook

Il form factor era quello di uno smartphone con tastiera fisica scorrevole QWERTY e display touch capacitivo da 3,2".
Lo smartphone usciva con la prima versione di Android rilasciata pubblicamente (v1.1), a cui mancavano alcune importanti funzionalità come un lettore video nativo e una tastiera virtuale QWERTY, che venne però aggiunta con l' aggiornamento ad Android 1.5 Cupcake. Il sistema era allora equipaggiato con l'Android Market, antenato dell'attuale Play Store. Ma la cosa importante era che Android offriva personalizzazioni non disponibili su iPhone 3G (seconda generazione del device della concorrente Apple).

Ad oggi, dato il suo successo, è facile dimenticare la forte dose di scetticismo che Android ha dovuto affrontare all'inizio. Il sistema operativo, all'epoca sconosciuto, veniva visto come un progetto coraggioso dai sostenitori di Nokia, Windows Mobile e BlackBerry, mentre l'iPhone di Apple, che aveva catturato l'attenzione di tutti, sembrava ormai di un'altra categoria.

Il G1, infatti, ebbe un successo moderato e Android non raggiunse subito le cime delle classifiche. Se da un lato, questo nuovo dispositivo fu molto criticato per quanto riguarda il design, dall'altro, il sistema operativo iniziò a destare curiosità e consensi.

Il ri-lancio con Motorola Droid

Fonte @Androidofficial - Facebook

Fonte @Androidofficial - Facebook

Il vero successo arrivò esattamente un anno dopo, quando Google, in collaborazione con Verizon e Motorola, lanciò il Droid, con una campagna di marketing da circa 100 milioni di dollari e con l'unione di più forze: il potenziale marketing e vendita di Verizon, il know-how di Motorola e persino un piccolo aiuto da Star Wars. Sí, avete capito bene: Verizon dovette pagare Lucasfilm per poter usare il nome "Droid".

Dieci anni dopo, il panorama degli smartphone è drasticamente cambiato. A quei tempi, non tutti potevano permettersi un costoso smartphone, o comunque era un dispositivo diffuso tra gli esperti di tecnologia. Oggi, probabilmente, la maggior parte di voi ci sta leggendo dal proprio device.

Nel 2017 sono stati venduti circa 1,5 miliardi di smartphone. Di questi, oltre l’85% aveva come sistema operativo Android. Con il passare degli anni Google ha praticamente divorato i propri concorrenti, addirittura in alcuni casi qualcuno ha dovuto persino alzare bandiera bianca. È il caso di Microsoft con il suo Windows Phone, un progetto che ha riscosso un certo successo anche in Italia, ma che poi non ha saputo tenere il passo, fino a essere praticamente accantonato.

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Il Microsoft Windows Mobile (in seguito rinominato Windows Phone), il sistema operativo BlackBerry e il software Symbian di Nokia sono spariti, dato che ogni competitor si è mosso troppo lentamente per poter raggiungere il livello imposto da Apple e Google. Entrambe queste aziende, sono basate sull'idea di un app store, che ha assunto un ruolo guida per lo sviluppo e il supporto agli sviluppatori che altri concorrenti non potevano eguagliare.

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Oggi, nove smartphone su ogni 10 venduti sono device Android, mentre Apple interpreta la parte del leone dei profitti del settore rivolgendosi ai consumatori di fascia alta. È ormai una corsa a due cavalli.

Sul mercato ci sono ancora nuovi cellulari BlackBerry e Nokia in uscita, ma tutti funzionano su Android, e non sono nemmeno costruiti dalle aziende originali. Una società cinese, TCL, ha pagato i diritti per utilizzare il nome BlackBerry, mentre una startup formata da veterani Nokia, denominata HMD Global, costruisce i nuovi dispositivi Nokia.

Da Android Cupcake a Android Pie

HTC Dream è arrivato sul mercato equipaggiato con Android 1.0, si chiamava solo così. Dalla versione successiva, ovvero la 1.5, Google ha deciso di aggiungere alla numerazione, un vero e proprio nome, ispirato ai tipici dolci degli States, in rigoroso ordine alfabetico:

  1. Android 1.5 – Cupcake (2009)
  2. Android 1.6 – Donut (2009)
  3. Android 2.0 / 2.1 – Eclair (2009)
  4. Android 2.2 – Froyo (2010)
  5. Android 2.3 – Gingerbread (2010)
  6. Android 3.0 – Honeycomb (2011)
  7. Android 4.0 – Ice Cream Sandwich (2011)
  8. Android 4.1 / 4.2 / 4.3 – Jelly Bean (2012)
  9. Android 4.4 – KitKat (2013)
  10. Android 5.0 / 5.1 – Lollipop (2014)
  11. Android 6.0 – Marshmallow (2015)
  12. Android 7.0 / 7.1 – Nougat (2016)
  13. Android 8.0 / 8.1 – Oreo (2017)
  14. Android 9.0 – Pie (2018)

I sistemi operativi mobili, hanno raggiunto una tale maturità in termini di completezza e affidabilità, nonché in funzionalità, da essersi ormai quasi bloccati in quanto a novità davvero rivoluzionarie. Google e Apple continuano a cercare di migliorare quelli che potremmo definire piccoli dettagli di Android e iOS, la cui esperienza utente è a questo punto sostanzialmente la stessa da diverse versioni.

Google, da parte sua, non si è fermato solo agli smartphone. Ha creato una variante di Android chiamata Wear OS per potenziare i dispositivi indossabili, nonché Android Auto per le automobili, e si è tuffata in altre aree, come gli Smart Speaker (Google Home) abbinati al suo Assistente Google.

Il mercato, tuttavia, aspetta una ventata di vera novità, qualcosa di davvero originale e innovativo che possa migliorare ancora un po' tutte le nostre vite.

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Google sembra essere già al lavoro su quello che potrebbe diventare il proprio cavallo di battaglia per i prossimi anni. Ci riferiamo a Fuchsia OS, ovvero l'erede designato di Android.

A differenza dei precedenti sistemi operativi sviluppati da Google, ovvero Android e Chrome OS, basati su kernel Linux, Fuchsia OS è basato su un nuovo microkernel denominato Magenta, che gli permetterà di essere il primo sistema operativo modulare cioè il primo OS ad essere progettato per funzionare su qualsiasi tipologia di dispositivo.

Il lavoro necessario a dare alla luce un sistema del genere, che possa anche solo pensare di rimpiazzare Android, sarà davvero immenso. Non tanto per l'importanza che l'OS del robottino verde ha ormai acquisito, ma perché l’ecosistema del Market con tutte le applicazioni che gli ruotano attorno, è troppo grande e troppo diffuso per essere messo da parte, al punto che solo un OS compatibile potrebbe un giorno pensare di sostituire Android.

Oggi, nove smartphone su ogni 10 venduti sono device Android, mentre Apple interpreta la parte del leone dei profitti del settore rivolgendosi ai consumatori di fascia alta. È ormai una corsa a due cavalli.

Scritto da

Donatello Palmisano 

Chi sono? Bella domanda. Se dovessi definirmi dando un'occhiata al mio curriculum avrei difficoltà: ragioniere, educatore, sviluppatore, marketer...troppa roba. Meglio presen… continua

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