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Ninja Summer, giovedì 16 agosto 2018

L'inchiesta su Google Maps e altre notizie utili per restare aggiornati anche sotto l'ombrellone

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Sorpresa: il papà di WhatsApp non ha ancora lasciato Facebook

Il co-founder di WhatsApp, Jan Koum, aveva annunciato il suo addio a Facebook lo scorso aprile, dopo lo scandalo Cambridge Analytica, ma risulta ancora dipendente dell’azienda di Palo Alto. Lo riporta il Wall Street Journal. Secondo la testata statunitense, Koum starebbe approfittando di una pratica comunemente nota nella Silicon Valley come "rest and vest", in cui i dirigenti rimangono sul libro paga e aspettano di incassare le stock option. Un portavoce di Facebook ha fatto sapere che Koum è impiegato e lavora a "vari progetti e aiuta il passaggio di leadership interno a WhatsApp".

Il colosso digitale di Mark Zuckerberg ha acquistato WhatsApp per 19 miliardi di dollari nel 2014, la sua più grande acquisizione di sempre. Dal suo ingresso in Facebook, il patrimonio azionario di Koum ha superato i 400 milioni di dollari di guadagni.

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Google conosce sempre la nostra posizione, anche se la funzione è disattivata

Secondo un’inchiesta di Associated Press, Google traccerebbe la posizione degli utenti (o meglio, dei loro smartphone) anche quando questi ultimi hanno esplicitamente disattivato la funzione di tracciamento per Google Maps. Il dito è puntato contro la funzione chiamata “Cronologia delle posizioni”, che memorizza la posizione dello smartphone anche quando l'app non è attiva.
“C'è un numero di modi differenti in cui Google può usare la posizione per migliorare l'esperienza dell'utente” - ha motivato un portavoce di Mountain View - incluso la cronologia delle posizioni, l'attività del web e delle app e un servizio di localizzazione attraverso i dispositivi. Noi ci preoccupiamo di dare la descrizione più chiara possibile di questi strumenti e dei controlli robusti in modo che la gente possa attivarli, disattivarli o cancellare la cronologia in ogni momento”.

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Divieto di usare Huawei per i dipendenti statali Usa

Dopo l’allarme lanciato dalle maggiori agenzie di Intelligence statutitensi, circa la possibilità che i dispositivi dell’azienda cinese Huawei avrebbero preso informazioni da loro, il Presidente degli Stati Uniti ha adottato una soluzione drastica: si chiama Defense Authorization Act, e proibisce a qualsiasi funzionario USA di utilizzare dispositivi provenienti dall’azienda cinese. Il ban colpisce anche ZTE, che finora era stata la più colpita dal governo.
Secondo quanto stabilito dalla nuova legge, tutti i dipendenti, le società, le agenzie e anche gli appaltatori Usa, saranno tenuti a cambiare il proprio smartphone così come gli altri dispositivi, se prodotti da queste aziende. Si tratta, in vero, di una soluzione bi-partisan, poiché anche il Partito Democratico americano aveva consigliato in passato di evitare l’uso di alcuni device Huawei.

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