Buongiorno!

Ninja Morning, il buongiorno di lunedì 30 luglio 2018

Marchionne, Google, Facebook , Gaming, Telegram e altre notizie Ninja che potrebbero interessarti per iniziare questa giornata

Google

Dopo Apple, anche Google ha messo al bando le applicazioni che fanno mining di criptovalute. La compagnia di Mountain View ha aggiornato le linee guida per gli sviluppatori, in modo da non consentire più la presenza di queste app sul Play Store. "Sono vietate le app che consentono il mining di criptovaluta sui dispositivi. Sono consentite le app che gestiscono da remoto il mining di criptovaluta" si legge nel centro norme per gli sviluppatori.

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Facebook

E' stata presentata la scorsa settimana la prima azione legale contro Facebook e il suo amministratore delegato Mark Zuckerberg per il tonfo in Borsa di giovedì, quando i titoli hanno bruciato 120 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato.

Comunicazioni fuorvianti. L'azionista James Kacouris presenta una causa al tribunale di New York, accusando Facebook, Zuckerberg e il chief financial officer David Wehner di comunicazioni fuorvianti sul rallentamento della crescita dei ricavi, il calo dei margini operativi e quello degli utenti attivi. Il colosso social ha accusato un rallentamento dei ritmi di crescita, con una flessione costata un milione di utenti unici al mese su scala europea.

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Gaming

Cyberattacchi e tentativi di truffa non risparmiano i siti di giochi online. Lo ha segnalato la piattaforma Akamai, secondo cui i di videogiochi perdono più del 40% dei loro profitti a causa della criminalità informatica. "Non è solo l'intero business a subire questa nuova ondata di criminalità, ma l'impatto sta diventando significativo anche per i giocatori - ha ricordati la società - per esempio i tempi di inattività, dovuti alle violazioni, possono innervosire chi si aspetta un gioco veloce e reattivo. Peggio ancora, se i database dei giocatori vengono violati, oltre ad essere compromessi, i dati personali possono essere venduti e ne può essere fatto cattivo uso".

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credits icoexaminer.com

Telegram

Telegram vuole fare da intermediario per l'autenticazione degli utenti sui servizi di terze parti. È stato presentato la scorsa settimana Telegram Passport, servizio che si propone come sistema di autenticazione unificato per dimostrare la propria identità previo inserimento di un documento di riconoscimento.

Crittografia end-to-end. Telegram Passport utilizza la crittografia end-to-end: i documenti personali inviati non saranno accessibili da nessun altro soggetto, se non dal gestore del sito web o dell'applicazione sulla quale ci si sta autenticando. Neppure gli sviluppatori di Telegram, seppure i documenti vengano memorizzati sui server dell'azienda in forma cifrata, possono accedere al contenuto delle informazioni caricate.

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