Estate

Perché ci piace tanto il tormentone estivo (e come se ne crea uno)

Non importa se in spagnolo, in inglese o in italiano, ogni estate ha il suo tormentone estivo, un vero e proprio successo in cui niente è lasciato al caso

Avete presente quel motivetto che canticchiate, a volte anche storpiandolo, per tutta la vostra estate e che ogni volta che viene riesumato durante il periodo invernale vi ricorda piacevoli momenti, il mare e il sole? Bene, parleremo proprio di quello: il famigerato tormentone estivo.

Una canzone tanto aspettata, essendo il simbolo dell’inizio dell’estate, ma che subito si trasforma in un odiato refrain per quante volte viene passata alla radio in una sola giornata. A sorpresa, però, per considerare una semplice melodia in un vero e proprio tormentone servono delle caratteristiche e degli studi pre-lancio che lo trasformino nella hit dell’estate.

Vero è che alcuni tormentoni sono stati tramandati di generazione in generazione, tanto da trasformarsi nei simboli dell’estate italiana e nelle migliori citazioni Instagram per il pubblico 2.0. Basti pensare alla celebre “A-A-Abbronzatissima” o al “Vamos a la playa, oh oh oh oh oh” dei Righeira, gruppo che per la metà di noi è sconosciuto, a differenza del loro ritornello che scatena sempre il pubblico in danze sfrenate.

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colori pantone

Le regole d’oro per ottenere un tormentone perfetto

Il passo fondamentale da seguire per realizzare il nuovo tormentone estivo, oltre ad avere un paio di milioni di euro a disposizione per testi, studio marketing di lancio e pubblicità, video musicali e programmazione radiofonica, sono creare un motivo semplice e leggero, gli ascoltatori in estate cercano qualcosa che scateni i loro muscoli sulla pista da ballo e le loro ugole fuori dal finestrino. Al bando tematiche tristi o pesanti.

Per essere inserito nella playlist di Spotify denominata “Le Hits dell’estate” un pezzo musicale deve:

  • essere semplice, con frasi banali, orecchiabili e canticchiabili che uniscano e scatenino i cori del pubblico;
  • avere un ritmo “estivo”, chiunque lo ascolti e lo riascolti anche d’inverno deve sentirsi in vacanza o ricordare l’estate;
  • avere un ritmo radiofonico, insomma una canzone radio-friendly
  • deve essere lanciata prima dell’estate, idealmente in primavera, così che il pubblico si possa abituare al testo e al ritmo ed essere pronto a sfoderarlo in piena estate;
  • profumare di ritmi latini e avere una coreografia semplice di accompagnamento è considerato un vero plus.

Inoltre da una recente ricerca degli studenti della Bicocca in merito alla musica più ascoltata su Spotify, per il periodo estivo vincono i ritmi raggeton cantati da un maschio giovane, sui vent’anni. Ma per fortuna Elettra Lamborghini e Baby K tengono alto il potere femminile.

Le hits estive del passato

La storia del tormentone, in realtà, inizia molto prima di Louis Fonsi e di Alvaro Soler, tra la fine dell’800 e gli inizi del 900 con la nascita e la diffusione della musica leggera che durante il ‘900 si diffonde sempre più andando a creare i tormentoni estivi che, in fondo, un po’ evergreen sono diventati.

I più famosi tormentoni tramandati fino a noi sono quelli degli anni ‘90, come la celebre Macarena, diventata uno dei balli di gruppo più ballati nei villaggi turistici del 1996, o Scatman (Ski Ba Bop Ba Dop Bop) di Scatman John (1995) e Barbie Girl degli Aqua, il gruppo probabilmente meno longevo della storia, che lancia il suo più famoso capolavoro nel 1997.

Poi ci sono le canzoni legate ai mondiali, evento calcistico sempre molto sentito tra il pubblico, che vedono nel 1998 il successo di Ricky Martin con La Copa de la Vida, nel 2006 con la vittoria dell’Italia il coro Po-po-po-po-po-po-poo si è trasformato nel nuovo coro della vittoria, nel 2010 è Shakira con Waka Waka e la sua coreografia ad animare le tifoserie, l’anno 2014 è l’anno di We Are One (Ole Ola) degli artisti più estivi del momento come Pitbull e Jennifer Lopez, infine per quest’anno i mondiali di Russia sono accompagnati dalla canzone Live it Up di Nicky Jam e Will Smith.

Continuando la carrellata per gli anni 2000 iniziano a farsi strada artiste mondiali come Katy Perry, tormentone estivo per 2 anni, e Lady Gaga; oltre che ai primi tormentoni italiani come il Pulcino Pio nel 2012 e Maria Salvador di J-Ax e il Cile nel 2015.

Con l’avanzare degli anni il raggeton ed il latino prendono sempre più il loro spazio con El Mismo Sol di Alvaro Soler, El Perdon di Enrique Iglesias e Louis Fonsi con il suo successo Despacito trasformatosi nel video più visualizzato in assoluto su YouTube.

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Tormentoni estivi 2017 e 2018 a confronto

Sia per quest’anno che per lo scorso i tormentoni più tormentosi sono quelli caratterizzati dal ritmo latino e reggeton che scatenano tutti in balli sexy e testi inventati.

Ma mettendo a confronto i due ultimi anni troviamo anche diversi successi italiani, come il duo J-Ax e Fedez che tra Senza Pagare nel 2017 ed Italiana nel 2018 si aggiudicano un posto nella platea più tormentata dell’estate diventando anche la colonna sonora di un celebre gelato italiano, appunto. Regge bene anche Giusy Ferreri voce italiana cantatrice di tormentoni sia per il 2017 che per il 2018.

Re indiscusso poi dei ritmi latini è Luis Fonsi che dopo il suo featuring con Daddy Yankee per il successo Despacito (2017) ci riprova per il 2018 con un nuovo duo con Demi Lovato per Echame La Culpa. A lui ovviamente si affiancano Alvaro Soler ed Enrique Iglesias per chiudere il podio del latino americano.

L’estate 2018 è appena iniziata e il canale di riferimento per la musica internazionale MTV ci anticipa le classifiche dei successi estivi.

Una canzone tanto aspettata, essendo il simbolo dell’inizio dell’estate, ma che subito si trasforma in un odiato refrain per quante volte viene passata alla radio in una sola giornata

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