Libertà di parola

L’algoritmo di Facebook censura per sbaglio la Dichiarazione di Indipendenza per incitazione all’odio

Da qualche parte nella Dichiarazione di Indipendenza americana ci sono contenuti che Facebook ha ritenuto offensivi (ma che poi sono stati sbloccati)

La Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti contiene parti che incitano all'odio, contenuti bollati come "hate speech"? Secondo l'algoritmo di Facebook, sì.

Il problema è venuto alla luce quando un quotidiano locale in Texas ha iniziato a postare estratti del testo sulla sua pagina Facebook, in vista dei festeggiamenti per il 4 luglio.

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Quando il The Liberty County Vindicator ha tentato di pubblicare il decimo estratto del documento datato 4 luglio 1776, che fa riferimento ai nativi americani, ha ricevuto un avviso che spiegava che il post era contrario agli standard della community perché incitava all'odio. Facebook successivamente si è scusato e ha autorizzato la pubblicazione. I sistemi automatici di moderazione dei contenuti avevano ritenuto inadeguate alcune parti del testo, bloccandone la diffusione sulla pagina ufficiale del giornale.

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I contenuti che il social network tenta di bloccare, ostacolandone la diffusione, sono quelli che rappresentano un attacco diretto alle persone, basato su caratteristiche individuali come etnia e credo religioso. Il confine tra rispetto del prossimo e censura si fa sempre più sottile.

Le parole di Thomas Jefferson censurate da Facebook

Casey Stinnett, l'editore del giornale, ha raccontato l'incidente sul sito web del The Vindicator: "Da qualche parte nei paragrafi 27-31 della Dichiarazione d'Indipendenza, Thomas Jefferson ha scritto qualcosa che Facebook trova offensivo. Le prime nove parti sono state pubblicate come programmato, ma il decimo post, composto dai paragrafi 27-31 della Dichiarazione, non è apparso".

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"Sembra che abbiamo commesso un errore e rimuovendo un contenuto pubblicato su Facebook che non viola affatto gli standard della nostra comunità", ha risposto la società al The Liberty County Vindicator. "Vogliamo scusarci e comunicare che abbiamo ripristinato i contenuti e rimosso eventuali blocchi sull'account relativi a questa azione scorretta."

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Casey Stinnett, l'editore del giornale, ha raccontato l'incidente sul sito web del The Vindicator: "Da qualche parte nei paragrafi 27-31 della Dichiarazione d'indipendenza, Thomas Jefferson ha scritto qualcosa che Facebook trova offensivo.

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