Droni

Facebook abbandona il progetto di portare internet dove non arriva con un aereo solare

Un progetto ad alto costo che può essere sostituito da infrastrutture realizzabili più facilmente

Facebook ha annunciato ufficialmente che interromperà il progetto Aquila: la costruzione del gigantesco aereo alimentato a energia solare che avrebbe dovuto portare internet nelle zone poco servite del mondo.

Le motivazioni? Semplicemente è poco pratico e troppo costoso rispetto alle alternative disponibili.

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In un post Yael Maguire di Facebook ha dichiarato "abbiamo deciso di interrompere la produzione del veicolo e di chiudere la nostra struttura a Bridgewater."  Anche se molti aspetti relativi alla chiusura del progetto non sono stati resi noti, sono 16 le persone che si si sono occupate, fino a ora, dello sviluppo e della manutenzione dell'aeromobile. La compagnia comunque terrà in piedi le partnership con cui stava sviluppando Aquila, continuando a fornire supporto per la creazione di "piattaforme di alta quota".

Aquila, l'aereo di Zuckerberg, costa troppo

Il programma era iniziato ufficialmente nel 2014 con l'acquisizione di Ascenta e il primo test di volo, con conseguente fallimento strutturale, non aveva dato buone indicazioni. Il secondo tentativo ha dato invece migliori risultati ma ancora non accettabili, anche se pare che il veicolo in sé, una enorme V alimentata da celle solari, abbia funzionato abbastanza bene.

"Abbiamo lavorato duramente in questo settore e quindi è stato emozionante vedere le aziende leader nel settore aerospaziale iniziare a investire in questa tecnologia - compresa la progettazione e la costruzione di nuovi velivoli ad alta quota", ha scritto Maguire.

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Considerando la notevole entità degli investimenti necessari per costruire un prodotto come questo da zero e l'enorme divario di competenze e competenze basiche tra un social network e una compagnia aerospaziale esperta, non sorprende che Facebook abbia deciso di chiudere il progetto e ridurre le perdite.

La decisione è stata preceduta da un rapporto di Business Insider che affermava che il progetto fosse fermo: il capo e l'ingegnere capo di Aquila avrebbero infatti lasciato il team dopo che alcune richieste per ampliare i mezzi a disposizione erano stati respinte.

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Il progetto Aquila è stato pensato in un momento magico per Facebook, un picco di crescita in un periodo in cui gli scandali legati a Cambridge Analytica e al trattamento dei dati personali erano ben lontani. Maguire comunque afferma che il lavoro continuerà, anche se in modo meno diretto: "In futuro continueremo a collaborare con partner come Airbus e sulle altre tecnologie necessarie per far funzionare il sistema HAPS, come l'hardware e il software di controllo per il volo e le batterie ad alta densità".

L'annuncio del progetto Aquila aveva riscontrato gran successo, ma è realistico pensare, e sono in molti a farlo, che il budget miliardario da investire nel gigantesco veicolo sarebbe meglio speso nella creazione di infrastrutture di base come la posa di fibra.

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Il capo e l'ingegnere capo di Aquila avrebbero infatti lasciato il team dopo che alcune richieste per ampliare i mezzi a disposizione erano stati respinte.

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