Troppa tecnologia: i bambini preferiscono gli schermi alle persone

Le preoccupazioni sulle conseguenze dell’abuso di tecnologia e di dispositivi come tablet e smartphone da parte di bambini e adolescenti non riguardano ormai solo gli esperti di settore.

Insegnanti, comunicatori e genitori sono particolarmente attenti al fenomeno e si stanno accorgendo di quanto la tecnologia possa avere un impatto negativo sulle competenze linguistiche e sull’interazione sociale.

I logopedisti infatti affermano che la loro preoccupazione principale è che l’uso eccessivo di dispositivi tecnologici stia sostituendo la conversazione e l’interazione umana. Se lasciati senza una guida sicura, bambini e ragazzi si ritrovano tra le mani una “bomba ad orologeria” che potrebbe danneggiare irrimediabilmente le loro capacità comunicative future.

Poiché i tablet e altri dispositivi mobili sono sempre più utilizzati anche da bambini molto piccoli– che possono guardare programmi televisivi o utilizzare app con le cuffie – il rischio di perdita dell’udito è particolarmente preoccupante. Anche una lieve perdita uditiva può interferire con lo sviluppo del linguaggio e con il loro futuro scolastico (ma non solo).

Lo sviluppo del linguaggio dipende dall’interazione verbale attraverso la parola, il canto, la lettura, il gioco e le interazioni quotidiane di base. Che si tratti di bambini che utilizzano un dispositivo da soli o di un genitore troppo legato al telefono per essere un partner valido di comunicazione, i rischi non sono da sottovalutare.

Le abilità linguistiche e sociali hanno un solo modo di essere apprese: tramite l’interazione umana.

La capacità di comunicazione sociale infatti, si sviluppano e perfezionano attraverso l’interazione quotidiana e comprendono attività trasversali: saper rispettare i turni durante una conversazione, usare le espressioni facciali, cambiare il modo in cui si comunica in base all’interlocutore, sostenere il contatto visivo e captarne segnali ed emozioni.

Queste attività appaiono gravemente limitate nei bambini e nei ragazzi che abusano dei dispositivi tecnologici, perché essi sono ormai abituati a guardare passivamente uno schermo, che non dà e non riceve risposte, soprattutto emotive.

Ma c’è di più: con l’uso dei social network la gestione dell’attesa da parte dei ragazzi è estremamente labile e inversamente proporzionale alla frustrazione che ne deriva.  In un mondo in cui la gratificazione è istantanea e il rilievo sociale di un individuo viene misurato in like – e quando controlliamo le notifiche e qualcuno ha apprezzato un nostro contenuto sui social produciamo dopamina, l’ormone “della soddisfazione e della felicità”- i like diventano una dipendenza. Perché è la dopamina stessa a dare estrema dipendenza.

Come spiega Simon Sinek, questo porta nel breve futuro a non saper costruire relazioni profonde con l’altro, e quando lo stress arriva nelle vite dei bambini che domani saranno adulti, essi non sono in grado di far riferimento o chiedere aiuto ad un essere umano, preferendo rivolgersi ad uno schermo. La tecnologia non restituisce emozioni, positive o negative, e per questo in sostanza, viene preferita all’interazione reale.

 

 

I ragazzi non imparano a gestire la frustrazione dell’attesa, dei no, degli eventi negativi. Uno smartphone, in questo, è estremamente rassicurante.

Per i bambini molto piccoli, la durata dello “screen time” dovrebbe essere limitato a un’ora di programmi di alta qualità al giorno nella fascia da 2 ai 5 anni e ulteriormente limitato per i bambini sotto i 2 anni, secondo l’American Academy of Pediatrics. È importante osservare i segni di un uso eccessivo, come la parziale o totale mancanza di comunicazione con gli altri, la mancanza di attività fisica, il sonno interrotto o persino problemi visivi.

Che si tratti di tecnologia o meno, è sempre importante che i genitori conoscano i primi segni premonitori dei disturbi del linguaggio e dell’udito. Una buona risorsa è la campagna ASHA Identify the Signs, che aiuta ad identificare le principali problematiche legate a questi ambiti e a porvi rimedio.

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Come possiamo aiutare i ragazzi ad usare la tecnologia in modo più consapevole?

1.Ritarda l’accesso. Aprire un account sui social è una responsabilità. Più ritardiamo questo momento, maggiore sarà il tempo che un bambino dovrà usare per la propria maturazione, e meglio saprà utilizzare la tecnologia da giovane adulto. Un accesso ritardato attribuisce maggiore importanza e valore allo sviluppo di relazioni personali autentiche.

 

 

2. Segui il suo account. La privacy dei social media è una bugia: niente è privato nel mondo digitale. Assicurati che le impostazioni sulla privacy siano attive, ma sappi che quelle impostazioni possono darti un falso senso di sicurezza. Incoraggia i tuoi figli ad avere conversazioni private di persona o tramite una telefonata verbale, invece di demandarlo ai social.

3. Tieni d’occhio l’orologio, i bambini non lo fanno. Sai quanto tempo il tuo bambino trascorre al giorno sui social media? Sii consapevole di questo e riduci questa durata. Un adolescente medio trascorre nove ore al giorno collegato ai social media. Puoi per esempio impostare dei momenti calendarizzati ogni giorno affinché tuo figlio possa controllare i suoi account.

4. Trascorri più tempo reale insieme. Gli adolescenti che sanno di potersi fidare dei componenti della loro famiglia mostrano più felicità e successo nella vita. Tuo figlio ha bisogno di sentire che può tornare a casa e che quello è il posto più sicuro del mondo. Vuole che lo aiuti a riscoprire il valore delle interazioni umane e di come sia bello e gratificante scorgere le emozioni negli occhi e nelle parole degli altri.

5. Pianifica momenti di interazione reale con i suoi amici. Ricorda che non hanno bisogno di 842 amici; quattro\sei amici intimi sono sufficienti per un sano sviluppo sociale. Aiutali a imparare come pianificare gli eventi di persona, come una festa, una serata in casa, i giochi da tavolo, cucinare la pizza o riunirsi al parco. Incoraggiali a vedere gli amici e se necessario dai una mano nell’organizzazione di questi piccoli eventi.

 

 

La tecnologia e i social non sono stati creati per i bambini.  I social, soprattutto, fanno parte dell’entertainment technology, ovvero  tecnologia al servizio dell’ intrattenimento. Non rendono il tuo bambino più intelligente o più preparato per la vita reale o un lavoro futuro, né sono necessari per un sano sviluppo sociale. È puro intrattenimento collegato a una piattaforma di marketing che assorbe moltissime delle sue energie e attenzione.

La differenza la facciamo noi: sta a noi aiutarli a scoprire questo mondo e guidarli in scelte sane e consapevoli.

Ella Marciello

Ha trascorso gran parte degli ultimi anni  a cercare di spiegare alle persone cosa sia un Copywriter. Un po' nerd nell'anima, scrive per necessità, ama i gatti e le conversazioni intelligenti, nel tempo libero progetta intricati piani per averne di più. Creative Director, Copy, SMM, Outgoing Introvert, Mamma, Artworker: non necessariamente in quest’ordine.

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