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“Quando le parole sono un ponte”: al via la seconda edizione di Parole Ostili

Il 7 giugno a Trieste sarà il momento giusto per portare avanti pensieri, spunti e proposte che si contrappongano a messaggi di chiusura, divisione, esclusione sempre più frequenti

Parole Ostili è un progetto nato per sensibilizzare ed educare contro l’ostilità delle parole, nel mondo vero (offline, per alcuni) e in quello virtuale della rete. Senza una distinzione tra i due mondi, perché, come dice lo stesso manifesto di Parole Ostili, “virtuale è reale” e ciò che accade in rete può avere conseguenze concrete e permanenti nella vita delle persone.

Questa seconda edizione, esattamente un anno e mezzo dopo la prima, nasce per continuare il dialogo su questi temi ed capire quali trasformazioni abbiano subito le nostre relazioni digitali.

Il 7 giugno a Trieste sarà una giornata di confronto con professionisti della rete e della comunicazione, ma anche giuristi e politici, esperti di risorse umane e marketing su questi temi attraverso una sessione plenaria e ben otto panel dedicati al giornalismo, la politica, la disinformazione, per citarne alcuni, ed un corso speciale di Google News labs per apprendere ad usare i loro strumenti per fare fact checking, verificare cioè notizie e informazioni, per combattere le fake news, le notizie false.

Il programma di Parole Ostili

parole ostili programma

Se volete cogliere l’opportunità e visitare Trieste, bellissima città con la favolosa piazza Unità che abbraccia l’Adriatico, e arrivare un giorno prima, la sera precedente l’evento, ci sarà la presentazione del libro “Parole Ostili, con la presenza di Annamaria Testa, Rosy Russo ed alcuni degli autori. La presentazione non poteva che tenersi in un locale storico di Trieste, il Caffè San Marco, ritrovo di scrittori come Svevo, Saba e Joyce, mercoledì 6 giugno alle ore 18:00.

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Il libro attraverso 10 racconti di 10 autori della narrativa contemporanea come Tommaso Pincio, Diego De Silva, Christian Raimo, Simona Vinci ed Helena Janeckzec illustra i 10 principi del manifesto della comunicazione non ostile presentati alla prima conferenza. Giordano Meacci, Giuseppe Genna, Alessandra Sarchi insieme con Fabio Geda e Nadia Terranova, completano con i loro racconti questo bel libro.

Una giornata, il 7 giugno, in cui sarà possibile anche essere parte attiva di un cambiamento necessario. Verrà lanciata infatti l’iniziativa #paroleinformazione, per invitare i giornalisti italiani a contribuire alla creazione di una raccolta di consigli, punti di vista ed esempi sullo stile con cui un giornalista (tutti, in realtà) dovrebbe stare in rete.

Molto interessante l’approccio scelto, ma Rosy Russo, promotrice e organizzatrice di questa importante conferenza ci ha oramai abituato alla sua pratica originalità e creatività: i contributi dovranno essere dati commentando nello spazio di un tweet (quindi massimo 280 caratteri) uno dei dieci principi del Manifesto della Comunicazione non Ostile. Tutti i commenti ricevuti saranno pubblicati in una pagina dedicata, una selezione di essi sarà distribuita, attraverso i canali social, come Ebook.

Da segnalare, tra gli eventi collaterali, la presentazione del manifesto per il business, dedicato ad aziende e brand e pensato per gestire al meglio il dialogo sui social media e i rapporti online in generale.

In momenti difficili in cui proliferano messaggi di chiusura, divisione ed esclusione, questa edizione di Parole Ostili ha scelto come filo conduttore il quinto punto del manifesto: quando le parole sono un ponte. E noi speriamo che sempre di più lo siano, grazie ad iniziative come questa.

Come partecipare

La partecipazione all'evento è completamente gratuita, puoi iscriverti ai singoli panel o alla sessione plenaria cliccando QUI.

Piazza Unit d'Italia, Trieste

Qual è la tua parola ponte? Quel termine che solitamente utilizzi per comprendere, farti capire e avvicinarti agli altri?

In momenti difficili in cui proliferano messaggi di chiusura, divisione ed esclusione, questa edizione di Parole Ostili ha scelto come filo conduttore il quinti punti del manifesto: quando le parole sono un ponte. E noi speriamo che sempre di più lo siano, grazie ad iniziative come questa.

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