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Attento a come usi Slack, ora il tuo capo può leggere i messaggi che mandi ai colleghi

Cambia la policy di Slack che fornirà una funzione di accesso per l'esportazione dei dati

Se la tua azienda utilizza Slack per le comunicazioni interne, ti è probabilmente capitato di pensare, con curiosità, alle conversazioni private tra i colleghi e a quante (private) informazioni contengano.

Ecco la novità: ora Slack consente agli amministratori delle chat di esportare tutto il contenuto scambiato in essa, comprese le conversazioni private. La policy è cambiata in questo senso, anche per adeguarsi alle numerose direttive presenti nel GDPR che a breve diventerà operativo. Insieme ai piani Plus e Enterprise Grid, verrà fornita la funzione di accesso all'esportazione di tutti i contenuti del canali.

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Come non essere controllati su Slack

Visitando questa pagina e inserendo il proprio nome è possibile controllare in quale piano si trova il nostro gruppo di lavoro: https://YourTeamNameHere.slack.com/account/team

Ma, anche se il tuo team non fosse in lista, non pensare di essere completamente al sicuro: gli amministratori dei gruppi aziendali possono richiedere a Slack l'esportazione dei dati in diverse maniere, ad esempio fornendo il consenso esplicito dei partecipanti.

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Come se non bastasse, esistono delle app che compiono operazioni di esportazione dei canali di Slack anche su account totalmente free; per controllare quali app sono associate al tuo gruppo controlla qui: https://YourTeamNameHere.slack.com/apps/manage

Una parziale è utilizzare la funzione che permette di cancellare periodicamente la cronologia dei messaggi privati. Ha però il limite di richiedere un tempo minimo di 24 ore, finestra temporale nella quale il processo di esportazione può avvenire diverse volte. Siamo sicuri di voler rischiare?

Chi difende questo cambiamento sostiene che Slack va considerato come un luogo di lavoro, in cui andrebbe tenuto un comportamento adeguato. Non diresti mai qualcosa di terribilmente sbagliato ad alta voce, in ufficio. Non è un punto di vista sbagliato: non fidarsi ciecamente di nessuna tecnologia è un ottimo principio da seguire, ma molto difficile da applicare.

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I sostenitori di questo cambiamento dicono che Slack è il tuo posto di lavoro e non dovresti dire nulla che non diresti ad alta voce in ufficio. Questo non è totalmente sbagliato; dobbiamo tutti renderci conto che queste piattaforme di comunicazione che usiamo sono grandi macchine di sorveglianza e che i dati che affidiamo a queste società potrebbero essere inevitabilmente utilizzati contro di noi. Utilizzare la messaggistica privata crittografata come Signal con i colleghi per le questioni sensibili è la soluzione migliore, ma anche questo non è infallibile. Non fidarsi di nessuna tecnologia è un grande principio, ma è difficile da vivere.

Insomma, se hai intenzione di sparlare dei colleghi o del tuo capo, meglio scegliere uno strumento più sicuro, come Telegram ed evitare Slack.

Chi difende questo cambiamento sostiene che Slack va considerato come un luogo di lavoro, in cui andrebbe tenuto un comportamento adeguato.

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