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Twitter: il badge non ha funzionato. E allora profili verificati per tutti

Il social network di Jack Dorsey è al lavoro per rivedere policy e funzionamento del badge con la spunta blu

"L'intenzione è di aprire la verifica a tutti e farlo in un modo scalabile". Twitter vuole che tutti abbiano il profilo con la spunta blu e a dirlo è proprio il padrone di casa, il  CEO Jack Dorsey. La premessa è che il sistema di verifica dell'identità non ha funzionato benissimo, confondendosi con una sorta di patente di certificazione aziendale. Che ha creato anche imbarazzo. Come nel caso del profilo del badge dato agli organizzatori di un raduno di suprematisti bianchi che si è tenuto a Charlottesville, in Virginia. Le polemiche che si sono scatenate hanno portato la società a sospendere il programma di verifica dei profili.

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Badge da ripensare

Jack Dorsey ha dato il via alle operazioni giovedì, nel corso di una diretta Periscope, a cui ha partecipato anche il product director di Twitter David Gasca, che si occuperà direttamente della faccenda.  Dorsey né Gasca hanno condiviso informazioni specifiche su come rendere la verifica di Twitter aperta a tutti né quando sarà operativa. In passato, la verifica stata concessa dall'azienda a utenti i cui account erano considerati di "interesse pubblico". La maggior parte degli utenti di Twitter con il badge sono personaggi pubblici: politici, celebrità, atleti e giornalisti. Ma gli standard che Twitter ha utilizzato sono sempre rimasti piuttosto vaghi.

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