Spunti

I pregiudizi che ostacolano (o favoriscono) la tua carriera

L'effetto alone, l'equazione personale, la fallacia del giocatore: "distorsioni cognitive" inconsce che influenzano le opinioni sulle persone

Livia Liberatore 

Giornalista professionista

Io non ho pregiudizi: quante volte lo abbiamo detto o pensato, ma non è vero. Secondo gli psicologi, ci sono alcuni pregiudizi inconsci che tutti abbiamo e che influenzano le nostre decisioni. Un report di McKinsey evidenzia come essere vittima di questi pregiudizi possa essere determinante per la carriera.

Per esempio, un capo potrebbe essere influenzato da queste distorsioni cognitive nel decidere a chi affidare una promozione. O un recruiter potrebbe esserne soggetto quando deve scegliere il candidato più adatto per una posizione. I pregiudizi inconsci non possono essere eliminati ma riconoscerli è un passo avanti per ridurli. Ecco i più comuni sul lavoro:

Effetto alone

Si crea quando a un soggetto viene dato un giudizio positivo o negativo in base a una caratteristica, come il fisico o il modo di vestire, e questa impressione viene allargata all'intera persona. Esempi di questo pregiudizio: pensare "se è bello è anche bravo", "se veste bene è anche un tipo preciso".

Pregiudizio della negatività

Questo pregiudizio nasce quando si attribuisce più peso agli errori di un dipendente, capo o collega e si trascurano i suoi successi e le competenze acquisite.

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Equazione personale

Chi non si è mai trovato a valutare con spirito più positivo una persona che ci somiglia nel carattere o negli interessi? In molti, secondo gli psicologi. Ma solo fra chi ha autostima. Chi tende a svalutarsi giudicherà invece in modo negativo un candidato o un dipendente che ha le sue stesse caratteristiche.

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Pregiudizio di gruppo

Porta a intensificare i legami con le persone del nostro gruppo (pensiamo per esempio a un lavoro da fare in team) e a guardare con sospetto o disprezzo gli estranei. Si tratta dello stesso preconcetto che porta a giudicare con distacco un nuovo impiegato proveniente da un'altra azienda.

Fallacia del giocatore

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Se è uscito il rosso, è probabile che uscirà il nero. Quando decide le sue puntate, un giocatore alla roulette pensa che quanto avvenuto in passato influenzi il futuro. Lo stesso meccanismo si verifica per ogni decisione. Se un dipendente è stato valutato sempre in modo positivo nel corso della carriera, tenderà a ricevere ancora un buon giudizio, anche se a volte le sue prestazioni non saranno proprio ottime. E viceversa.

Pregiudizio di conferma

Questa distorsione cognitiva fa sì che un leader dia la precedenza a chi avvalora le sue idee e appoggia i suoi progetti ed eviti le persone che lo contraddicono.

Pregiudizio dello status quo

Questo pregiudizio è invece dovuto alla resistenza al cambiamento. Porta a considerare con cautela chi propone di variare abitudini consolidate.

Se è uscito il rosso, è probabile che uscirà il nero. Quando decide le sue puntate, un giocatore alla roulette pensa che quanto avvenuto in passato influenzi il futuro. Lo stesso meccanismo si verifica per ogni decisione. Se un dipendente è stato valutato sempre in modo positivo nel corso della carriera tenderà a ricevere ancora un buon giudizio, anche se a volte le sue prestazioni non saranno proprio ottime. E viceversa

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