Nasce un partito delle startup: «vogliamo un Ministro del Futuro in Italia»

“Dall’exit milionaria al Parlamento, storia di Andrea Dusi”. Sarebbe un ottimo titolo di riserva per questo pezzo. Poco più che quarantenne, Dusi è l’imprenditore veronese che nella primavera 2016 ha venduto – dopo 10 anni – l’azienda da lui stesso fondata, WhishDays (quelli dei cofanetti Emozione3, per intenderci), cedendola al suo principale competitor, SmartBox, per una cifra che si aggirerebbe intorno ai 20 milioni di euro.

Nasce “Italia 10 volte meglio”

La sua prossima startup non la farà sul mercato ma in politica: per i prossimi 10 anni, infatti, contro ogni previsione (o comunque è stato bravo a dissimulare) il founder vuole dedicarsi alla cosa pubblica. O almeno ci proverà.

Ha radunato intorno a sé altri imprenditori, tutti trentenni e quarantenni, per fondare un nuovo movimento politico e partecipare da subito alle prossime elezioni politiche. La nuova aggregazione si chiamerà “Un’Italia 10 volte meglio”, e sarà presentata oggi a Milano.

Non sappiamo effettivamente quanti siano gli (ex) startupper ed innovatori (scienziati, manager, giornalisti) che hanno deciso di “scendere in campo”, o “salire in politica”: dicono qualche centinaio, qualcuno dall’interno addirittura fa sapere «siamo più di 400». Si vedrà.

E qualche faccia nota tra gli addetti ai lavori probabilmente oggi si farà vedere all’evento di presentazione. Non mancheremo di aggiornarvi.

Squadra che vince non si cambia, si dice. Vicepresidente del movimento è la ex socia che con Dusi ha fondato WhishDays, Cristina Pozzi. Un secondo vicepresidente è il trentaquattrenne Stefano Benedikter, che partito dalle banche ha scelto poi di dedicarsi al Venture capital, investendo in startup in Africa.

Dalla Silicon Valley alla politica

Dare un’occhiata al manifesto programmatico di Dusi & soci, inutile nasconderlo, genera sentimenti ambivalenti: curiosità, da un lato, perché è la prima volta che alcuni temi che sino ad oggi nel nostro Paese sembravano riservati solo a nerd et similia (coding, internet of things, fintech, cybersecurity) e che, invece di essere parte residuale, diventano essi stessi il centro essenziale di un progetto politico, o meglio, il core business.

Dall’altro il dubbio, anche lecito, che questa operazione possa trasformarsi nella pezza peggio del buco che dovrebbe sanare, ovvero lo sgonfiamento innegabile dell’ecosistema startup e dell’innovazione in Italia.
Ma tra i supporters di “10 volte meglio” – a quanto ci è dato sapere – dovrebbero esserci anche molti cervelli in fuga che in questi anni sono andati a rimpolpare le casse della Silicon Valley e altri ecosistemi, quindi gente abituata a parlare poco e fatturare, poiché svezzatasi tra gli squali di un mercato lontano anni luce da quello italiano. E resta da capire, soprattutto, se nel frattempo saranno divenuti squali anche loro.

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900 mila voti per diventare “l’ago della bilancia”

Sono convinti di superare la soglia di sbarramento del 3%: «Con il Rosatellum bis si può fare, visto il tasso di astensionismo stiamo parlando di poco più di 900 mila voti», confidano.

Intanto auguri, comunque vada.

@aldopecora

Aldo V. Pecora

Aldo Vincenzo Pecora, è nato a Reggio Calabria nel 1986. È giornalista, scrittore, blogger e imprenditore nel settore della comunicazione. A Roma dal 2004, per Rai Educational ha realizzato documentari e ideato nuovi format TV, tra i quali “Lezioni di mafia”, scritto nel 2012 per Rai Storia con l’allora Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, finalista alla 64^ edizione del Prix Italia. È anche attivista antimafia: nel 2005, appena diciannovenne, ha fondato a Locri (RC) il movimento “Ammazzateci Tutti“, che tutt’ora presiede. Negli ultimi anni ha lavorato con Riccardo Luna al coordinamento della redazione di CheFuturo! e, poi, al magazine StartupItalia, dove è stato responsabile del canale di innovazione finanziaria (fintech) e criptovalute digitali (bitcoin), divenendo in breve tempo uno dei più noti divulgatori italiani in tema di startup ed economia digitale, anche grazie alla trasmissione Eta Beta di Rai Radio1, alla quale partecipa come esperto del settore.

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