Cosa c’entrano davvero Facebook e Dyson (sì, quelli degli aspirapolvere) con l’automotive?

Se uno dei top player nel mondo degli aspirapolvere annunciasse:

“Abbiamo 2.7 miliardi di dollari da investire per costruire un’auto elettrica!”

Tu, a cosa penseresti? Io, a prima vista, ad un gran bel pesce d’Aprile (in anticipo)!

Se poi Sheryl Sandberg, COO di Facebook, tenesse un keynote prima di Angela Merkel al Salone dell’Auto di Francoforte… beh, potremmo essere in qualche puntata di Scherzi a Parte senza nemmeno sfigurare. Invece… è tutto vero!

Anche Dyson farà automobili

Con un post su Twitter, James Dyson, l’uomo che nel 1978, dopo 5.127 prototipi, inventò il primo aspirapolvere senza sacchetto al mondo, ha annunciato di essere al lavoro su un’auto elettrica di segmento premium, che sarà venduta a partire dal 2020.


Dopo aver tentato invano di risolvere il problema dell’inquinamento da particolato e avendo sviluppato delle batterie ad alta capacità ed innovativo utilizzo dell’energia, Dyson ha annunciato di essere al lavoro su una vettura elettrica per la quale non darà ulteriori dettagli (data l’estrema competitività del mondo automotive) ma che impiega attualmente 400 ingegneri, con l’idea di assumerne molti altri in breve tempo.

Sempre sul tema auto e mondo tech, al Salone dell’Auto di Francoforte Sheryl Sandberg ha tenuto un keynote speech durante la cerimonia di apertura.

“No, non svilupperemo un’auto a guida autonoma, siamo gli unici nella (Silicon) Valley a non produrne una.”

Ha esordito il COO di Facebook, smorzando immediatamente ogni possibile speculazione a riguardo. Piuttosto, l’interesse di Facebook è quello di portare al centro del mondo automotive i “consumatori connessi“.

Questo perché, con la mole di advertising utilizzata sulla piattaforma e la profilazione degli utenti, l’azienda di Palo Alto ha evidenziato come la rincorsa all’auto autonoma ha portato fino ad ora i giganti dell’automotive a pensare più all’auto connessa che ai consumatori che la guideranno – al momento decisamente più connessi tra loro grazie ai social.

Consumatori che già ora affrontano, ad esempio, il processo dell’acquisto di una nuova auto direttamente online e, solo successivamente, dal concessionario.

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Cosa accadrebbe se tutta questa mole di dati che Facebook possiede fosse combinata, ad esempio, con un Car Configurator? Potrebbe anticipare o persino creare da zero il veicolo ideale e taylor made per ognuno, come un SUV con due grandi sedili posteriori per i bambini e lo spazio necessario per la tavola da snow board, in base alle fotografie di un weekend invernale!

Oppure implementare nuove idee che, inevitabilmente, si svilupperanno una volta che l’auto autonoma sarà realtà. Con più tempo a disposizione mentre non sei alla guida e con le mani libere, cosa ti impedisce di avere un salotto all’interno dell’auto, magari con la tua rivista online preferita pronta ad accoglierti?

The Renault Symbioz electric concept car. Photograph: Armando Babani/EPA. Source: theguardian.com

Hardware contro software, o insieme

Quello di Dyson e di Facebook sono due approcci completamente opposti, che vanno però verso una direzione comune: il futuro dell’automobile.

Dyson parte da un’esigenza hardware, dato che non esiste (al momento) una vera alternativa senza punti deboli all’annunciato declino dell’auto a combustione fossile. Questo nonostante le vendite di auto plug-in (ibride più elettriche) stiano rapidamente crescendo rispetto agli anni precedenti:

Source: ev-volumes.com

I veicoli plug-in sono più che triplicati dal 2013 ad oggi e continuando con questo tasso di crescita, si stima che nel 2030 ben 8 auto su 10 saranno elettriche o ibride. Un’enormità rispetto alla situazione attuale, che posiziona questo tipo di auto a poco più dell’1% del market share globale, ma che è in rapida crescita e, secondo un report di McKinsey, genererà un business di 750 milioni di dollari sempre entro il 2030.

… e Facebook gli algoritmi e la user experience

Facebook non è, notoriamente, un produttore hardware e quindi sta guardando oltre, legando l’Autonomous Driving all’esperienza a 360 gradi dei guidatori e dei passeggeri dell’automobile. L’esperienza di Facebook non si limita infatti ai social: con l’acquisizione di Oculus, il team di Zuckerberg ha dimostrato di credere nella Realtà Virtuale e Aumentata per abilitare un nuovo tipo di interazioni sociali.

Cosa succederà infatti quando chi salirà sull’auto porterà a bordo i propri devices? Avrà molti altri modi di interagire, non essendo più impegnato nella guida della propria vettura e la Realtà Aumentata potrebbe rappresentare un nuovo paradigma.

Il tutto non si fermerà qui: dalle parole della Sandberg infatti, si capisce come l’Intelligenza Sistemica di Facebook potrà rappresentare un supporto alle soluzioni hardware dei costruttori. Magari coinvolgendo i futuri guidatori nella progettazione dei veicoli, a partire dal Day 1.
Oppure processando la realtà durante la guida, esattamente come viene fatto attualmente con le fotografie e i video presenti sul social, aprendo nuove interessanti soluzioni in tema di sicurezza, advertising ed interazione.

Del resto, le auto autonome saranno dotate di molte telecamere e sensori, profondamente connessi.
Che Facebook possa rappresentare il motore della futura Intelligenza Artificiale dell’Autonomous Driving, e che, magari, possa salire a bordo ed essere il cuore pulsante dei costruttori, proprio come Dyson?

Andrejko

Appassionato di tutto ciò che è tecnologico, a 14 anni i miei amici elaboravano i motorini, io i loro computer. Dieci anni più tardi mi sono laureato in Economia, con una tesi di laurea realizzata in Silicon Valley e riguardante il "Web 2.0" applicato alle imprese. Sono responsabile della Digital Communication di Magneti Marelli, brand del gruppo FCA, e mi occupo di sviluppare l'innovazione in tutti gli aspetti del nostro brand. Adoro le serie TV americane, viaggiare e la mia Nikon. Fiero possessore di iPod Photo U2 Special Edition.

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