Social media

Social TV: aumenta l’impatto del “second screen” in Italia

Il report social TV 2017 ci mostra come gli italiani siano sempre più divisi, durante la fruizione del mezzo televisivo, fra TV e smartphone

All’Auditorium del MAXXI di Roma, l’Osservatorio Social TV ha presentato la ricerca annuale sull’evoluzione della pratiche di visione e le modalità di engagement della audience televisive. In hangover dalla prima puntata di Twin Peaks e torturati dall'attesa nella nuova stagione di OITNB e Games of Throne, riempiti con sapienza con  1993, Ballando con le stelle, Report, Amici e una spadellata di TvTalk, il titolo segna con chiarezza una svolta nel consumo televisivo: “TV INTORNO. Tecnologie, setting, rituali e bisogni per un’esperienza di consumo espansa".

Secondo il report la sentenza delle nostre nonne secondo cui "stiamo sempre con uno schermo in mano" è sostanzialmente vera, e con una maggiore offerta abbiamo aumentato sensibilmente il tempo che dedichiamo al mezzo. Del resto con Netflix, Sky Go, Sky, Wow TV, Vodafone TV, MyMovies Live, Tim vision e famiglia la possibilità di vedere contenuti è pressocchè illitata.

Farò di te un twittatore di uomini (e donne)

Un trend interessante rilevato dal report è che per le generazioni più giovani la visione è su un doppio schermo, la cosiddetta modalità second screen: non la tanto auspicata (da diverse coppie sposate) soluzione di divisione dello schermo tra Empoli - Sampdoria e Mastercheft, bensì la possibilità di commentare live i propri programmi preferiti su Twitter. Stiamo parlando di cifre da capogiro: 89,3% per i Millennials, 86,2% per la Generazione Z e 87,1% per i teen e early teen. Ai Baby Boomers invece piace farsi i selfie mentre guarda la tv: 30,4% lo fa sempre mentre il 30,4% abbastanza spesso. Ah, le nuove generazioni! Anche i trentenni li seguono a ruota con percentuali piuttosto simili: 29% sempre e 43% abbastanza spesso.

Report Social TV, 2016/2017

Report Social TV, 2016/2017

 

Ed è subito meme

Tuttavia l’espansione dell’esperienza di consumo non si esaurisce nei commenti e nelle interazioni on line. La ricerca mostra una crescente esperienza personalizzata dello show tv, come la sperimentazione creativa e produzione di “contenuti generati dagli utenti” (UGC) per la cui funzione è, però, quella di contribuire alla circolazione del contenuto televisivo all’interno delle piattaforme on line. Insomma, meme, screenshot e gif. Del resto "Mario io esco" è diventato il contenuto base nel kit del commentatore medio, diventando anche un'icona generazionale della comunicazione online.

 

Fact-cheking? Google it!

L'interazione online non è solo una cosa da Isola dei famosi perchè durante i talk show politici i social s'infiammano. Infatti il 53,4% degli spettatori usa i diversi devices per verificare in tempo reale che le informazioni trasmesse sono vere o false. È capitato spesso, infatti, che la rete s'infammiasse per le affermazioni parziali o errate di un politico o di una personalità di rilievo.

Insomma, grazie alla tecnologia e a una tv sempre più ampia il sogno del fact checking in tempo reale sta diventando una realtà. Attenti a quello che dite in TV, potreste diventare un meme o potrebbe rispodervi in live twitting direttamente il Ministro della Salute.

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