Perché Pepsi ha ritirato il suo ultimo spot con Kendall Jenner?

Parlare di pace, uguaglianza e unità con una pubblicità non è una questione da poco e non è per tutti. Probabilmente avrebbero dovuto pensare al messaggio con maggiore attenzione, rispetto e profondità anche i creativi di Pepsi, che con il suo ultimo spot ha fatto infuriare il web.

Lo spot con Kendall Jenner

Nello spot, la top model, Kendall Jenner, è impegnata in un servizio fotografico, ma vedendo un corteo di manifestanti proprio accanto al set, decide di trasformarsi in una sorta di eroe contemporaneo (questa forse l’intenzione nella mente dei pubblicitari) e di placare gli animi offrendo a un agente di polizia una Pepsi fresca. Stop.

La bibita riporta la pace e tutti vissero felici e contenti.

Pepsi: messaggio recepito vs. intenzioni

Nulla di male nel reinterpretare i famosi motti pacifisti degli anni Sessanta? Sì, se non fosse che nella pubblicità di Pepsi tutto è virato verso lo scopo commerciale, senza contenuto e senza valore.

Non una presa di posizione verso uno dei tanti problemi di giustizia sociale che oggi affliggono il mondo, non un impegno da parte del brand.

Solo lo sfruttamento di un trend per mettere in primo piano il prodotto.

E allora? Possibile che sia ancora necessario spiegare cosa cercano oggi le persone da parte dei brand? Non consumatori, ma persone appunto, che pretendono di affrontare con serietà i problemi che sentono vicini.

“Volevamo dare un messaggio di pace e unità. Abbiamo sbagliato e ci scusiamo“. Con queste parole di scuse Pepsi ha cercato di placare la rete, ma stavolta le parole – insufficienti e inefficaci perché a posteriori – non sono bastate. La campagna pubblicitaria è stata rimossa.

Le critiche sono quindi passate direttamente sulla protagonista dello spot, Kendall Jenner, modella e sorellastra delle Kardashian, simbolo di una vita fatta di lusso e di eccessi, senza nessun rapporto con l’impegno politico e sociale.

Insomma una scelta davvero fuori contesto quella di Pepsi, nata però da un’idea diversa, forse interpretata con troppa leggerezza dai creativi. #PepsiMoment, in questo hashtag, che avrebbe dovuto accompagnare la campagna, è racchiuso il senso della comunicazione di Pepsi: cogli l’attimo e vivi per il momento, fai ciò che non avresti mai pensato di poter fare e fallo in questo momento.

Seguendo il trend dei moments, insomma, Pepsi ha finito con il realizzare un memorabile fail.

E nessuna conclusione sembra essere più giusta di quella di Stephen Colbert al The Late Show:

“Fino ad ora non sappiamo perché tutte quelle “belle comparse” americane si siano riversate in strada, ma immagino che sia per la protesta “Attractive Lives Matter”

Naturalmente anche per il messaggio live for now Colbert ha una interpretazione:

“Live for now, soprattutto se sei del reparto marketing di Pepsi, perché non credo che quei ragazzi staranno lì ancora a lungo.”

Daria D'Acquisto

Amo i libri, ma non solo la lettura, sono appassionata di innovazione e startup. Mi piacciono le belle idee, ma seguo solo quelle che poi diventano realtà. Scrivere è per me una vera necessità e così la passione si è trasformata da quasi dieci anni in un lavoro. Come Copywriter mi occupo dei blog di alcune aziende del panorama emergente del Marketing in Italia e come Editor cerco di dare il mio stile e la mia voce ai contenuti su Ninja e quelli del blog di Ninja Academy. Oggi sono anche Social Media Manager per Ninja.

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