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Deliveroo lancia una campagna di sponsored meme su Twitter

Subito tra le tendenze di Twitter attraverso una campagna creativa, irriverente e native

Deliveroo, la società inglese che offre un servizio di food delivery in diverse città in Europa, ha sperimentato una nuova azione di comunicazione su Twitter, al confine tra una campagna di social media marketing e una attenta operazione di digital PR.

Lo scorso 6 luglio, infatti, sul social cinguettante sono improvvisamente aumentate le menzioni e i retweet che citavano la startup londinese: un aumento un po' troppo rilevante per essere completamente organico e naturale.

Andando più a fondo, infatti, abbiamo scoperto che era in atto una vera e propria campagna di meme sponsorizzati realizzata da Deliveroo con il supporto dell'agenzia The Social Chain (Manchester). Ma approfondiamo. Nell'ottica di trovare contenuti stimolanti per gli utenti, divertenti, pubblicizzati senza sembrare spam, la sinergia tra le due realtà ha realizzato una campagna vincente attraverso alcuni account Twitter con molti follower attivi e uno stile e un tono di voce del profilo un po' irriverente e, ovviamente, dominato dai meme.

Una volta scelti i profili (parliamo di account con oltre 70.000 follower o profili seguiti da più di 400.000 utenti) è stato chiesto loro di pubblicare dei tweet con meme piacevoli legati ai servizi di Deliveroo (N.B. non si hanno ancora notizie certe sulla spontaneità o meno dei post pubblicati). Ed ecco che quindi hanno cominciato ad apparire foto di Gandalf che, assorto tra mille documenti, afferma di essere indeciso su cosa ordinare attraverso Deliveroo, o riferimenti a personaggi di Harry Potter assolutamente contrariati al pensiero che qualcuno non possa apprezzare il servizio di consegna a domicilio.

Un altro segreto della campagna? Niente #hashtag, niente @handle, niente link. Solo il riferimento all'azienda nella descrizione del tweet, per rendere il contenuto ancora più native e vicino agli utenti. Scelta vincente!

Il rischio delle campagne di comunicazione digitale, infatti, è spesso quello di inviare messaggi estremamente sponsorizzati e di portare l'utente a non vivere in prima persona l'esperienza, ma invece di farlo sentire all'interno di un messaggio pilotato, in pratica in un turbine di spam.

Cosa certo non accaduta in questa campagna che sembra anche essere stata apprezzata in termini numerici, tra tweet, follower e nuove menzioni.

E a voi è piaciuta questa campagna?

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Il rischio delle campagne di comunicazione digitale è spesso quello di portare l'utente a non vivere in prima persona l'esperienza, ma di farlo sentire all'interno di un messaggio pilotato

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