Social media

I siti web saranno “assassinati” dal mobile?

Come i siti web sono destinati a sparire per un futuro tutto mobile

Quante volte hai dovuto discutere con i clienti su come aggiornare il loro sito web preistorico o su come organizzarne uno nuovo? Con qualcuno forse avrai dovuto ancora sottolineare la necessità di essere reperibili online. Ma attenzione, potresti commettere un errore storico, del resto questo è il tempo degli smartphone!

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Sì, perché secondo Jon Lax - direttore di product design per Facebook- è tempo di accettare che come siamo migrati da mainframe a PC e da PC a laptop, ora è tempo di smartphone. Bella sorpresa, dirai. Ma solo di smartphone: alcuni utenti potrebbero non acquistare mai un computer e accedere a tutti i tipi di contenuto da mobile. Il che riduce il tutto a due piattaforme: Android e iOS.

Un mondo attualmente popolato da app, ma Facebook non ha fatto mistero di volerlo scuotere con l'arrivo dei bot "la prossima generazione di quel che consideriamo una app", ha detto Lax.

Questo non significa che tutti possano sviluppare una app, così come si apriva un sito. O meglio, è possibile certo, ma le statistiche dimostrano che ognuno di noi passa la maggior parte del tempo su sette app. Facebook e WhatsApp, ad esempio, sono quelle che usiamo maggiormente. E magari Instagram e Snapchat. È chiaro che le tre restanti devono fare i salti mortali per attirare la tua attenzione.

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Ecco perché si tende ad aggregare servizi, ad esempio utilizzando i bot e rendendo ogni app un ecosistema in grado di offrire servizi attualmente non disponibili, senza possibilmente uscirne mai. Sicuramente questa è la direzione intrapresa con ferocia da Facebook che attualmente fornisce news, ci fa socializzare, condividere live video, ci intrattiene e tutto ciò che riempie anche la tua giornata e le incornicia di blu.

Infatti,  mentre la grafica delle app e dei social media più forti tende a farsi neutra  e standardizzata, inglobando anche in modo identitario i servizi che catalizza, alcuni designer si ribellano con il "web brutalism". La rivolta dei siti brutti dice no alla semplificazione, all'omologazione e alla prevedibilità dei linguaggi HTML e PHP.

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Eppure, sempre secondo  Jon Lax, che in quest'intervista per Mashable incarna perfettamente il pensiero Facebook, sebbene il lavoro di alcuni designer sia interessante dal punto di vista artistico, il futuro è delle app. Inutile girarci attorno. Bye Bye websites.

Questo è il tempo degli smartphone!

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