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Tra Storytelling, Tech e Informazione: come è nato e in cosa consiste l’Immersive Journalism

Benvenuto nell'era dell'Immersive Journalism, quando l'informazione e lo Storytelling incontrano la tecnologia

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Da qualche settimana sta girando per la rete un'importante iniziativa del The Guardian, chiamata "6x9:  a virtual experience of solitary confinement".

I numeri si riferiscono alla misura della cella di isolamento in cui, ad oggi, sono rinchiusi 100.000 detenuti americani, ai quali viene concessa una sola ora d'aria al giorno, da passare in solitudine. Le leggi americane riguardo alla detenzione in isolamento sono molto dure, e questa iniziativa vuole prendere parte alla forte protesta che negli anni viene portata avanti da moltissime associazioni che si battono per i diritti umani.

Non si tratta di un semplice documentario. Quello girato dal The Guardian, è un vero e proprio film a 360°, ovvero fruibile con qualsiasi dispositivo per la realtà virtuale. L'operazione rientra in quello che si chiama Immersive Journalism.

Un po' di storia sull'Immersive Journalism

Questo modo per raccontare i fatti servendosi delle nuove tecnologie nasce intorno al 2012 grazie anche al lavoro di Nonny De La Peña, una reporter americana che ha intuito immediatamente il potere narrativo della realtà aumentata e ne ha fatto uso per dei progetti come "Hunger in Los Angeles" (2012 il primo) o "Project Siria"(2014). Il suo scopo è quello di ricreare degli ambienti virtuali esplorabili a 360° e supportarli con l'audio originale catturato sul luogo in prima persona:

Nel 2014, il professor Dan Pacheco, docente di giornalismo della Syracuse University, ispirato dai progetti di  De La Peña, sviluppa in collaborazione con il giornale americano The Des Moines Register, un progetto per Oculus Rift chiamato Harvest Of Change. Quesa volta, l'area ricreata è esplorabile su tutti gli assi e lo spettatore ci si può muovere all'interno come in un videogame, grazie alla tecnologia Unity.

I nuovi portali di notizie in Realtà Virtuale

Il progetto "RYOT - Become the story" , invece, nasce nel 2012 dalla collaborazione tra l'Huffington Post e i giornalisti Bryn Mooser e David Darg.

L'obiettivo è quello di riuscire a far immergere la gente nei luoghi della guerra, in modo da stimolarne la sensibilità e regalare un'impatto emotivo capace di muovere all'azione.

Nell'autunno del 2015, il New York Times ha regalato un milione di google cardboards ai suoi lettori per lanciare la sua nuova app NYTVR, dove è possibile accedere a tutti i contenuti in realtà virtuale prodotti dal quotidiano.

http://int.nyt.com/data/videotape/finished/2015/10/1446152271/NYT_h264-1920.mp4

Insomma, se avevi dubbi su queste nuove tecnologie, sappi che tra non molto potrebbero diventare l'unico modo per guardare un telegiornale!

L'obiettivo è quello di riuscire a far immergere la gente nei luoghi della guerra, in modo da stimolarne la sensibilità e regalare un'impatto emotivo capace di muoverle all'azione.

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