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Dopo il boom di articoli, post dedicati e le infinite curiosità che sono esplose su quella che sembrava essere una delle maggiori novità dell’anno, tutto è poi scorso tranquillo. Il social che, lanciato qualche mese fa, come punto di forza sbandierava la difesa della privacy, sembra non avere poi avuto molto successo.

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Si parla di Minds.com, lanciato agli inizi dell’estate fra un mare di consensi (fra cui quello di Anonymous), che si basa su una gestione trasparente dei contenuti rispetto ad altri social. Servizio di chat con crittografia, tasto “Non mi piace”, registrazione in forma anonima: tre elementi che già a primo impatto permettono di capire dove sta l’innovazione.

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Ma che fine ha fatto Minds.com?

A giugno, il fondatore di Minds.com Bill Otman parlava di una fan base iscritta al social network di 60 milioni di utenti.

Un numero interessante, se comparato ad altri social network più importanti e vecchi (si pensi al Foursquare pre-scissione del 2013).

Eppure non è semplice trovare dati aggiornati su questo tema. Vero che gli utenti di minds.com amano la privacy, ma non sapere che numero di iscritti ci sono forse è un po' troppo!

Adottiamo quindi un altro metro di misurazione per capire quanto sia effettivamente utilizzato: l'app mobile.

Nei vari comunicati stampa ed articoli di lancio del social era stata confermata la notizia che Minds.com sarebbe stato reperibile in versione app, facilmente scaricabile sia per iOS che per Android.

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Facendo una rapida prova, sull'App Store Minds.com non appare fra i primi risultati, cosa che non accade per altri social: basta infatti cliccare F che il primo risultato risulta essere Facebook, S per Snapchat, I per Instagram e così via.

Anche cambiando keyword e utilizzando "minds", il social della privacy non compare tra i primi risultati.

L'app appare qualche pagina più avanti. Nelle recensioni, si legge  questo avviso: “Non abbiamo ricevuto abbastanza valutazioni per visualizzare una media per la versione attuale di questo(a) applicazione”.
Un brutto segnale?

Minds_sviluppi-quattroSu Google Play è possibile avere una versione più chiara dei downloads: un totale di 2.105 con un giudizio ottimo di gran lunga superiore rispetto alle altre valutazioni. La maggior parte delle recensioni, tuttavia, sono riconducibili al periodo di lancio del social network. Occorre però riconoscere che, in entrambi gli stores, la versione risulta comunque essere aggiornata.

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Possiamo quindi affermare, da questi pochi, semplici dati, che se ci sono effettivamente 60 milioni di utenti iscritti, non usano molto il mobile: e quei pochi che usano minds.com da smartphone, hanno prevalentemente device supportati da SO Android.

Possiamo affermare, da queste poche certezze, che minds.com sia un buco nell'acqua? Probabilmente no, anzi.

Nel 2015 è emerso come ci sia grande interesse dall'audience verso tutto ciò che è in grado di garantire la privacy (si pensi a Telegram, rimanendo nel campo delle app mobile), e Minds.com nei primi mesi di vita ha saputo catalizzare, anche grazie il forte endorsement di Anonymous, le attenzioni di ampie fette di utenti.
Forse, se fosse nato prima di tutti gli altri saremmo stati educati ad un'altra modalità di vivere social: ma con i "se" e con i "ma" non si fa la storia, e dobbiamo limitarci ad attendere almeno fino al 2016 per avere indicazioni più credibili sul futuro di minds.com.

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