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Coca-Cola: in Medio Oriente contro le etichette

In Medio Oriente Coca-Cola ha rimosso il suo logo dalle lattine per incoraggiare le persone a non giudicarsi a vicenda in base alle apparenze. Questo, apprendiamo, da un pezzo uscito su Business Insider UK. I prodotti senza il marchio rientrano in un’iniziativa valida per tutto il mese del Ramadan (che, iniziato lo scorso 18 giugno, si protrarrà fino al 17 luglio).

No logo

Da una parte, nessuna scritta; dall’altra, si legge: labels are for cans not for people (“le etichette sono per le lattine, non per le persone”). No logo non è, dunque, solamente il titolo di un celebre libro di Naomi Klein.

La campagna è stata realizzata da FP7 Dubai insieme con Memac Ogilvy ed è stata lanciata attraverso un filmato, in cui compaiono sei persone che non si conoscono, invitate ad una cena al buio.

Indovina chi viene a cena

Gli uomini (sì, sono tutti uomini: probabilmente l’unica pecca del bel video) parlano di vari argomenti e di ciò che hanno in comune. Fino a che si riaccendono le luci e possono scoprire i volti dei convitati: un uomo dal viso completamente tatuato, due uomini in abbigliamento tradizionale arabo, un uomo vestito elegante, un ragazzo in sedia a rotelle e un altro ragazzo dai capelli rossi.

Pubblicità e società

L’iniziativa fa parte di un progetto su scala globale di Coca-Cola, dal titolo “Let’s Take An Extra Second”, contro gli stereotipi e i tabù più inveterati. Si tratta di un tema, questo, molto sentito in giorni di dibattiti molto accesi (spesso anche parecchio sterili) su uguaglianza e diritti: là dove le leggi non sono ancora arrivate, è la società stessa a dover intervenire. La società, la pubblicità.

Agli ultimi Cannes Lions la campagna “Love Has No Labels” creata da R/GA per Ad Council ha vinto ben otto premi: un Oro, tre Argenti e quattro Bronzi. Un trionfo assolutamente meritato, a vedere il video.

Love Has No Labels

L’idea, tanto semplice quanto geniale, è stata quella di “nascondere” i corpi di alcune persone che si amano e si vogliono bene dietro ad uno schermo a raggi X. In questo modo, ogni differenza di sesso, di età, di colore veniva meno, annullata nell’identica appartenenza al genere umano. Che è uno, per tutti.

LEGGI ANCHE: “Love Has No Labels”: una bella campagna contro le discriminazioni

Yuto Kuroi

Siciliano d'origine, emiliano per formazione, nomade nel sangue. Laurea in Lettere e Master in Marketing e Comunicazione, da piccolo volevo fare l'archeologo o il dj. Credo nel Tao, in Mourinho e nel pessimismo.

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