Chi di voi non ha visto la propria home di Facebook tutta colorata di arcobaleno in questi ultimi due giorni?!
È il frutto del tool implementato da Facebook per impostare il filtro arcobaleno alla propria foto profilo. Il colosso di Menlo Park ha voluto rendere omaggio in primis al Pride Month (giugno, il mese dell’orgoglio LGBT) ed in secundis alla sentenza della Suprema Corte USA che ha dichiarato il matrimonio egualitario un diritto costituzionale garantito in tutti i 50 Stati dell’Unione.
La decisione della Corte è stata accolta con enorme fervore su tutti i social network. Oltre a Facebook infatti, LoveWins è entrato subito nella top trend mondiale di twitter e tantissime sono state le reazioni positive e gli endorsement da parte di tante personalità nei confronti di questa notizia. Chiaramente, anche i brand hanno fatto la loro parte tingendosi di arcobaleno ed omaggiando il fenomeno. Com’è ormai tradizione per i fenomeni di instant marketing, Ninja ha realizzato questa gallery raccogliendo tutte le reazioni dei marchi più creativi.
Da personalità più dichiaratamente a favore del matrimonio per tutti, a entità meno conosciute, si può dire che tra venerdì e sabato hanno festeggiato praticamente tutti. Particolarmente festante è stata la reazione di Hillary Clinton, candidata alla presidenza degli Stati Uniti 2016, che ha fatto del matrimonio egualitario uno dei quattro pilastri della sua campagna elettorale. Oltre a lei, lo stesso Barack Obama ha twittato a favore.
In questi due intensi giorni, i brand che hanno festeggiato sono stati davvero tanti, e tutti hanno riscoperto la propria anima in favore dei diritti civili. Ma c’è da dire che ci sono stati marchi gay friendly da sempre, prima di queste notizie, prima che fosse cool, insomma, before it was mainstream. Eccone alcuni.
Comincio citando Althea poichè ha avuto una storia molto particolare. L’azienda parmense di sughi pronti infatti è stata la prima in Italia a lanciare uno spot dove si vedevano due uomini e due donne darsi un bacio. La campagna dal claim “Amore e Sughi” però, ha avuto un polverone mediatico altissimo, tale da essere spostata in seconda serata, in onda solo dopo le 23 per “contenuti non adatti ai minori”.
Già nel 2011 e nel 2012 Google è stata inserita tra le dieci compagnie più gay friendly del mondo, ma in tutti i Paesi da anni ormai sostiene la causa LGBT in modo vero e diretto. Per i dipendenti di Big G è ormai usuale ricevere ogni anno l’invito al Pride della propria città. Nella foto qui sopra vediamo un autobus di dipendenti di Google al Pride di Madrid del 2014 ma quest’anno ha voluto fare di più. E in Italia ha finanziato il Milano Pride con portando anche delle magliette con il proprio logo arcobaleno.
LEGGI ANCHE: Google sposa la causa LGBT per My Business Division
Come dice il sito ufficiale: “Ben & Jerry’s has a long history of commitment to social justice & human rights, including gay marriage and marriage equality.” Ed infatti, sul portale si può leggere di come l’azienda dolciaria sostenga dal 1999 il matrimonio egualitario, avendo creato già dal 1996 un dipartimento interno contro la discriminazione di gay e lesbiche.
L’impegno di questo marchio è forse quello maggioritario in questo ambito e per spiegarlo ha creato una cronistoria dei propri contributi con l’area “equality for all“.
“Sign of Love” è la campagna di LUSH Worldwide che da sempre sostiene la causa LGBT. Sin dalla sua creazione il brand di cosmetici naturali si è distinto per la creazione di saponette e profumi che recassero le scritte “gay is ok“, stringendo partnership con All Out, associazione di fama mondiale contro le discriminazioni. Anche qui, sul portale ufficiale dell’azienda c’è un’area dedicata alla causa con un invito a sostenere la popolazione gay russa vessata dalle leggi omofobiche recentemente varate dal governo nazionale.
“Siamo aperti a tutte le famiglie. Noi di Ikea la pensiamo proprio come voi: la famiglia è la cosa più importante. Ed è per questo che abbiamo pensato alla carta Ikea Family“. Con questo slogan Ikea ha pubblicizzato già nel 2011, su un cartellone, l’apertura del nuovo negozio di Catania. L’immagine è semplice: due uomini che si tengono per mano, uno di loro porta un sacco pieno di prodotti Ikea. La campagna creò molto scalpore ma valse già all’epoca il bollino di gay friendly all’azienda svedese.
Proprio a questo proposito, a questi brand, intendo aggiungerne un altro. È Ninja Marketing, che già nel 2011 a seguito delle polemiche generate da questa campagna di Ikea, ha sostenuto il flash mob in favore delle famiglie egualitarie.
Schizzato sui diversi social come trend topic di questi giorni, troviamo il nuovo spot Esselunga…
Oggi i social media sono i primi canali, in ordine di importanza, quando si tratta…
Lo spot di Esselunga è perfetto per il suo target di consumatori, forse è per…
I video, si sa, rappresentano un potente strumento di comunicazione. Creano connessioni immediate, reali e…
La nona edizione di Ecommerce HUB®, evento completamente dedicato all’ecommerce che si terrà il prossimo…
Nessun brand italiano di lusso prima di Gucci era riuscito ad ottenere la Certificazione della…
ll sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per proporti messaggi pubblicitari in linea con le tue preferenze e cookie analytics per ottimizzare il sito. Cliccando "OK" o proseguendo la navigazione, accetti l'uso dei cookie. Per maggiori informazioni e disattivazione consulta l'informativa cookie completa.
Leggi di più