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Psicologia e social media: 7 cose che devi sapere

La nostra audience come si comporta sui social media? Una risposta a questa domanda arriva dalla psicologia. Diversi studi scientifici recenti hanno individuato alcune peculiarità psicologiche che possiamo utilizzare per migliorare le nostre comunicazioni social… ecco 7 cose che devi sapere!

1. Scrivere un post o un commento e poi cancellarlo

Sono proprio queste due attività su Facebook quelle in cui ci censuriamo di più. Perché?

Secondo i ricercatori, cancelliamo un post o un commento quando non sappiamo come verrà accolta dagli altri la nostra interazione. Su Facebook abbiamo contatti eterogenei, non abbiamo un audience specifico.

Consiglio: Invece di puntare su tutti, immagina chi è il tuo target, pensa alla tua audience come fatta da persone con caratteristiche peculiari! Vuoi sapere come? Ecco un link utile. 

2. Le emozioni online sono contagiose (soprattutto la gioia!)

Se scriviamo un post triste in un giorno di pioggia questa emozione verrà trasmessa anche ai nostri contatti che vivono in un luogo dove, quel giorno, non sta piovendo; tuttavia i post con emozioni positive hanno maggiore possibilità di condivisione.

Consiglio: Comunica in maniera positiva e rendete i tuoi clienti felici; tieni i tuoi problemi fuori dal Web e cerca di gestire velocemente le lamentele pubbliche dei tuoi customer.

3. La foto profilo dice chi sei

Guardando una foto, ci facciamo un’impressione di come sia quella persona in 40 millisecondi.

Consiglio: Scegli con cura le foto profilo; potresti prenderti anche la briga di fare qualche test per capire quale sia la migliore. Ecco come valutarlo.

4. Paese che vai condivisione che trovi

Nel mondo circa il 24% delle persone condivide “tutto” o “molte cose”; il 19% non condivide mai niente. Ma questo dato cambia nazione per nazione.


Consiglio: Bisogna conoscere gli atteggiamenti culturali delle persone rispetto al tuo messaggio. Un consumatore italiano e uno giapponese provengono da tradizioni diverse: bisogna conoscerle per penetrarvi, non puoi affidarti al caso.

5. L’interazione crea appartenenza

Quando ai nostri post seguono dei feedback sentiamo un maggior senso di vicinanza al brand, quando invece siamo ignorati proviamo un senso di leggera insoddisfazione.

Consiglio: Gli utenti vogliono interazione e risposte; progetta di dedicare parte del tuo tempo a conversazioni che creino valore, sviluppino opinioni o divertimento.

6. La stimolazione crea condivisione

Se pubblichiamo un filmato emozionante o delle foto evocative, le persone sono più propense a condividere un articolo sugli argomenti rappresentati nei video o nelle foto.

Consiglio: Dai agli utenti contenuti per loro utili e/o emotivamente coinvolgenti. In questo modo li spingerai all’azione.

7. Siamo programmati per condividere

Quando parliamo di noi stessi, nel nostro cervello, si “accendono” le stesse aree legate al piacere dovuto a cibo o alle ricompense. L’80% degli stati su Facebook riguardano quello che ci sta accadendo in quel momento.

Consiglio: Dai spazio alle storie dei tuoi utenti. Ti saranno grati per questo.

Koshiro

Classe 81,Viterbo, Psicologo, psicoterapeuta. Ho fondato i siti www.lopsicologodiinternet.it e www.lopsicologodelrock.it. Integro nella mia prassi professionale psicologia, rock e social media. Lavoro come clinico presso il mio studio privato e come psicologo scolastico presso diversi istituti della provincia di Viterbo. Formatore in competenze relazionali con più di 500 ore di esperienza. Ho scritto con Edoardo Giusti "Facebook per psicologi", primo libro italiano che fonde clinica e marketing riguardo i social network.

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