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11 decadi di rosso Campari omaggiate dalla street art

Questo articolo è a cura di INWARD, osservatorio che svolge ricerca e sviluppo nell’ambito della creatività urbana (street art, urban design, graffiti), operando con un proprio modello di valorizzazione, attraverso attività di Ricerca e azioni di Sviluppo nei settori Pubblico, Privato, No profit e Internazionale. La sua unità Streetness, omonima di questa rubrica, sostiene i migliori street artisti nel sistema dell’arte contemporanea e verso le imprese italiane e internazionali per produzioni innovative in edizione limitata.

(di Francesca Cartolano)

Fin dalla sua nascita, il Campari ha legato i suoi valori alla passione per l’arte e per l’innovazione strizzando l’occhio, ammiccante, al mutamento dei costumi, del gusto, dell’estetica e della comunicazione visuale.
Nei suoi 110 anni di attività di produzione su scala industriale, i più grandi nomi dell’arte d’avanguardia italiana hanno lasciato la loro firme impresse sui manifesti pubblicitari e sulle etichette delle edizioni limitate che, inevitabilmente, hanno finito per influenzare il posizionamento nel mercato del marchio stesso.

Anima contemporanea, la vita Red Passion è indissolubilmente legata al mondo dell’arte, della comunicazione e dell’impresa.
Per ricordare i 110 anni dell’edificio a Sesto San Giovanni – sede storica dell’azienda – e per lanciare ancor più forte il messaggio di un’anima che, oscillando fra tradizione e innovazione, si conferma tra i top player del mondo del beverage, Campari ha deciso di dar lustro a 11 decadi di produzione artistica utilizzando la creatività urbana come strumento di riqualificazione territoriale, nel quartiere che da sempre ha ospitato la sua ascesa.

Grazie anche al patrocinio del Comune, le 11 decadi, affidate ad altrettanti street artisti dell’area milanese, sono divenuti un percorso di arte esposta lungo il muro perimetrale dell’edificio storico, a Milano.
Gli artisti, ognuno con il suo stile e con la propria personale reinterpretazione dei ricordi storici e campagne pubblicitarie rievocate, si sono espressi tra Arte e Poesia.
C’è davvero l’imbarazzo della scelta a voler descrivere gli interventi: Pao con “Ama, Impara”, rende omaggio Bruno Munari che negli anni 50 declinò graficamente il nome del brand in occasione dell’inaugurazione della prima linea metropolitana di Milano. Osservate la foto: non vi pare di vedere una metro in corsa?

Nais, ancora, ricorda con leggiadria le campagne di inizio secolo di Marcello Dudovich; gli ORTICALNOODLES con “la rissa” del futurista Fortunato Depero; Tv Boy, con “Better Urban Art”, lo Spiritello del Bitter creato dal grande Ugo Nespolo: la scorza d’arancia diventa il segno di uno spray.

Ancora Neve, che omaggia Fellini per il decennio ‘74/84, e poi Ivan, Tawa, Boris Veliz, Imen, Geometric Bang, Seacreative.
Con grande rarità tanti creativi urbani hanno collaborato a un simile progetto di arte pubblica e collettiva.

Redvolution 2.0, il progetto di riqualifica urbana a cura di Jacopo Perfetti, conferma con grande successo (artistico e di pubblico) lo spirito classico contemporaneo e carismatico del marchio Campari.
In occasione della realizzazione delle opere, ancora, presso Galleria Campari è stata allestita la mostra “1904 – 2014 La Fabbrica del Campari 110 anni di innovazione e successo per migliorare la città”, con l’obiettivo di esporre gli elementi di innovazione – architettonici e costruttivi – che hanno contraddistinto lo stabilimento Campari.

Approfittatene per andare a visitare le opere e la mostra, ovviamente accompagnando la visita a un brindisi: cosa sarebbe la vita senza la Rossa Passione?

Streetness

INWARD è un osservatorio che svolge ricerca e sviluppo nell’ambito della creatività urbana, operando con un proprio modello di valorizzazione nei settori pubblico, privato, no profit e internazionale.

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