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Le bugie che le agenzie dicono ai clienti

 

Una recente ricerca ha rivelato la spiccata tendenza umana a mentire: ogni giorno siamo vittime di circa 200 bugie, la maggior parte sono bugie piccole, inutili, innocue… per questo chiamate bugie bianche -pure e candide- dette a fin di bene, per abitudine, convenienza o guadagno. Siamo tutti colpevoli di raccontare piccole bugie per garantire che le cose proseguano sulla nostra strada o, più spesso, per evitare situazioni di disagio o di confronto.

Se c’è qualcuno che conosce come rivestire di zucchero la verità… queste sono le agenzie! Per mantenere i clienti felici e soddisfatti a volte le bugie creative hanno le gambe lunghe, molto lunghe. Te ne presentiamo alcune tra le più diffuse, così marketing manager che ci stai leggendo, la prossima volta che sarai in una riunione o ad una call conference con la vostra agenzia, e sentirai una di queste piccole mezze-verità, conoscerai il significato che nascondono!

Bugie versus Verità: la verità sta sempre nel mezzo?

La bugia: “Questa è una grande idea!”
La verità: “Questa non è una grande idea!” A volte è difficile dire ad un cliente che la sua idea non è accettabile, in quel caso bisogna migliorarla o proporne una migliore, senza farglielo notare, ovviamente” dice un creativo.

La bugia: “Sì! tutta l’agenzia sta lavorando insieme, siamo una squadra completamente integrata.”
La verità: “Nelle agenzie il tempo è vario per ogni reparto, la pianificazione, i media, i creativi… non hanno idea di cosa l’altro stia facendo e soprattutto non gli piace!” – Ha ammesso un dipendente di una nota agenzia.

La bugia: “Sei il cliente con maggior priorità nell’agenzia.”
La verità: “Diciamo così a tutti i nostri clienti!” – Ha confessato un account manager.

La bugia: “Ci siamo quasi, abbiamo bisogno di più di tempo per finalizzarlo, ma quando sarà concluso vi piacerà davvero.”
La verità: “Questa bugia è usata in diverse occasioni e per vari motivi” – Ha spiegato un creativo. “La verità è che abbiamo ricominciato da capo perchè piace a tutti tranne al management o che tutti stanno lavorando su progetti di altri clienti che al momento hanno priorità.”

La bugia: “Siamo davvero entusiasti di sentire i vostri commenti!”
La verità: Il sottinteso fornito da una giovane creativa è: “Siamo davvero timorosi che bocciate le nostre idee.”

La bugia: “Si certo, si può fare!”
La verità: È la tipica risposta dell’agenzia pubblicitaria a tutte le richieste di capacità o abilità “In quel momento possiamo anche non sapere a cosa abbiamo detto sì… ma capiremo come fare quella dannata cosa e la faremo, PRIMA o POI!”

La bugia: “Se ci aggiudicate il progetto questa è la squadra che lavorerà con voi.”
La verità: Come l’ annuncio di un creativo ha già spiegato: “L’agenzia non ha idea di chi sarà effettivamente attivo sui progetti, ciò che si può dire con certezza è che non sarà di certo chi vi stanno presentando durante la riunione, perché ciascuno di essi è già impegnato con altre tre cose.” Ma la motivazione è ben più complessa… e isterica: “Non abbiamo mica un team di persone sedute in attesa di attivarsi per qualche cliente, certo che no! Sarebbe un suicidio per il nostro business. Cosa ti fa pensare che possiamo permetterci questo lusso? Soprattutto visto che tu -cliente- non ci stai offrendo abbastanza soldi! Perciò, più probabilmente per questo progetto, spremeremo i nostri junior già oberati”.

La bugia: “Ecco la case study.”
La verità: “Ok, le nostre case study non sono bugie, ma sta a noi starci dietro come sotto giuramento! Stiamo cercando di raccontare la storia più avvincente possibile in 90 secondi e mentre fingiamo di guardare il monitor, controlliamo la posta elettronica e facciamo altre 2 cose insieme” afferma un creativo. “Allora non ci fate troppe domande sul progetto che la case study tratta, perché è una cosa che a malapena esiste nel mondo reale – voglio dire, è reale per noi. È questo che conta, giusto? È il modo in cui abbiamo voluto farlo, che poi… se solo ci fosse stata data la possibilità… Ehi, l’iPhone è stato un prototipo a malapena funzionante quando Steve Jobs l’ha presentato al mondo!” … A kind of…

“Dopo tutto, una bugia cos’è? Nient’altro che la verità in maschera.” George Gordon Byron, Don Giovanni

Maria Luisa Miraldi

Visual & Graphic Designer, da sempre appassionata alle Arti Visive, dopo un percorso di studi al Liceo Artistico e Laurea allo IED lavora come Art Director presso diverse Agenzie di Milano. Attiva nell'istruzione, insegna STRATEGIE DI IDEE CREATIVE e STRATEGIE DI COMUNICAZIONE ONLINE all'Istituto AFOL MODA - CFP BAUER di Milano. Apassionata di musica è da 6 anni Speaker a radio RCS nel programma di black music CoasToCoastfm93.9 e contributor per articoli redazionali e interviste in Moodmagazine.

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