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La prima opera d'arte interattiva con i Google Glass: "Portrait of America"

L’artista newyorkese David Datuna ha lavorato con il team di sviluppo software Brick Simple per realizzare la prima opera d’arte interattiva con la tecnologia dei Google Glass.

Si chiama “Portrait of America” ed è una parte del progetto “Viewpoint of Billions”.
Si tratta di una scultura che raffigura la bandiera americana, costruita con circa 2000 lenti da vista e 400 piccoli ritratti di persone famose, contemporanee e del passato, che hanno contribuito a rendere grande l’America. Tra i ritratti si contano quelli di George Washington, John F. Kennedy, Martin Luther King, Lady Gaga, Steve Jobs, Michael Jackson, ecc.

David Datuna

Indossando un paio di Google Glass, lo spettatore con un semplice comando vocale può far partire alcune brevi clip video informative.

L’opera è interattiva perchè “pone” anche domande allo spettatore attraverso una voce registrata. Alcune videocamere incorporate nell’opera registrano le risposte dei visitatori e scattano loro una foto.
Al termine dell’esposizione, tutto il materiale raccolto verrà unito in un grande collage digitale e condiviso con il mondo attraverso i social media.

“È un’esperienza social che utilizza la tecnologia indossabile. Uno degli aspetti più importanti è stato non lasciare che la tecnologia contaminasse l’essenza dell’arte. La tecnologia deve essere uno strumento di coinvolgimento. […] È la visione di un artista la cui storia ricorda quella della corsa al sogno americano. Quelli di “Portrait of America” sono cronistorie che raccontano il viaggio di una nazione grande e così differenziata attraverso un nuovo linguaggio visivo.”


Volete vederla amici ninja artisti?
Attualmente l’opera è esposta a Washinton DC, allo Smithsonian’s National Portrait Gallery.
Gabakeshi

Gabriella ha 31 anni, quando ne aveva 8 le piaceva scrivere i temi, fare gli esercizi di inglese e ascoltare la radio. A poco più di 20 anni di distanza le cose non sono cambiate poi tanto: fa la copywriter, adora l'accento americano e vive in simbiosi con un paio di cuffie enormi. Laureata in Comunicazione Multimediale e di Massa a Torino, per 5 anni ha collaborato con un giornale locale, poi ha conosciuto il marketing non convenzionale e ha capito che la sua penna avrebbe preso una direzione molto diversa. Per lei la vita ha senso perché esistono le lasagne, il cioccolato fondente, l'iPod, Benni e Pennac, la bicicletta, i lego, il mare, i Massive Attack e Florence + The machine, il colore ciano e la batteria.

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