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Tre strategie di monetizzazione per la tua app

Hai appena creato la tua app. L’idea è geniale e il lavoro è pronto ad essere lanciato. È proprio arrivato il momento di porsi una delle domande più importanti nel lancio di un nuovo prodotto: qual è il modo migliore per monetizzare la mia applicazione?

Trovare un modo per trasformare l’idea e il prodotto in soldi è una delle più grandi sfide delle startup ed è anche il problema che proprio in nessun modo può essere ignorato. Ma se ti muovi nel modo giusto, puoi davvero assicurarti un ottimo ritorno sull’investimento fatto, recuperando anche le finanze necessarie a costruire la tua squadra, mettere in piedi nuovi progetti, migliorare quelli già in cantiere e continuare a crescere.

Qual è quindi il modo migliore per monetizzare la tua app e che cosa è necessario prendere in considerazione?

1. Pubblicità nell’app senza rovinare l’esperienza di utilizzo

A nessuno piacciono gli annunci, certo. Sono fastidiosi ostacoli tra gli utenti e la soddisfazione dell’ intrattenimento. Questo però non significa che i clienti non li sopporteranno se proprio devono esserci, soprattutto se vengono utilizzati correttamente.

 

Gli ads all’interno delle app sono uno dei modi più semplici e diffusi per monetizzare applicazioni di ogni tipo, ma ogni startup deve considerare bene come utilizzarli. Annunci molto lunghi che compaiono di continuo, faranno perdere la pazienza velocemente anche all’utente con i nervi più saldi. Allo stesso modo, pop-up che interferiscono con l’uso dell’app si riveleranno odiosi per chi usa l’applicazione e allontaneranno l’utente.

Per questo hai bisogno di trovare un modo più naturale e meno invasivo per integrare pubblicità nel tuo prodotto. Considerando ad esempio i modi possibili per migliorare la tua app proprio attraverso gli ads. Pandora è un buon modello di come sia possibile integrare la pubblicità, offrendo Playlist “sponsorizzate” all’interno del normale servizio musicale. Anche l’app immobiliare Trulia fornisce un elenco di annunci per gli agenti che possono essere richiamati a fianco dei loro contenuti.

 

2. Acquisti intelligenti ed etici nella tua app

La possibilità di acquisto In-app, cioè pagando all’interno di una applicazione gratuita, è ancora un’opportunità controversa. Angry Birds di Rovio è finito sotto attacco per aver fatto pagare anche fino a 100 dollari. I genitori, preoccupati che i loro figli facessero acquisti inconsapevolmente, si sono rivolti direttamente ai fornitori di rete per avere garanzie restrittive ed evitare questo inconveniente. Il servizio clienti Vodafone, ad esempio, ha rilasciato una app Vodafone Guardian, introducendo così un “safe mode” per i minori.

D’altra parte, gli sviluppatori di applicazioni che hanno tentato di inserire acquisti In-app in maniera meno invasiva spesso hanno fallito nell’intento di monetizzare. Il gioco Punch Quest, per esempio, offrendo troppi premi gratuiti, ha ridotto l’incentivo all’acquisto nell’applicazione.

Trovare un equilibrio tra i due estremi è difficile, ma chi ci è riuscito ha spesso visto la sua app crescere, sia come numero di utenti, che come successo finanziario. Quando si considera questo approccio come sistema per monetizzare una applicazione, è necessario capire cosa offre il proprio prodotto e come i servizi possano essere utilizzati al minor costo possibile, in modo che diventi vantaggioso sia per sé che per i propri clienti.

 

3 . Pay Wall – Quanto offrire?

Il concetto di Pay Wall è molto semplice: lascia provare il prodotto prima di chiedere di pagare per usarlo. Il gioco New Star Soccer è uno degli esempi più popolari di come questo metodo possa essere utilizzato per monetizzare una applicazione. Infatti, si ha la possibilità di giocare qualche partita, poi per andare avanti nel gioco è necessario acquistare la versione premium.

Allo stesso modo degli acquisti In-app, Pay Wall è una strategia complessa da adottare. Se gli utenti non possono utilizzare abbastanza l’app, è improbabile che vorranno continuare a utilizzarla. Se invece gli si lascia usare l’applicazione gratuitamente troppo a lungo, si corre il rischio che non riterranno giusto di dover pagare per utilizzarla ancora. Ma quando si trova il giusto punto di equilibrio, il Pay Wall è uno dei sistemi più efficaci per monetizzare l’app e incoraggiare i clienti ad acquistare il prodotto.

Fabio Casciabanca

Senior Digital Consultant - Managing Editor Ninja Marketing. Nomade digitale e smart-worker molto prima che diventasse mainstream, ho iniziato costruendo mondi virtuali su Second Life. Oggi mi occupo di strategia, organizzazione e coordinamento di team per la produzione di contenuti testuali e multimediali. La mia impronta verde: sono presidente dell'Associazione "Missione Girasole".

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