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Google vende Motorola a Lenovo ma conserva i brevetti

Lenovo ha pagato a Google 2,91 miliardi di dollari aggiudicandosi Motorola Mobility, acquistata dal colosso americano di Mountain View per 12,5 miliardi nel 2011.

Google riceverà dunque 660 milioni di dollari in contanti, 750 milioni di dollari in titoli Lenovo e 1,5 miliardi di dollari dopo tre anni dalla chiusura dell’operazione.

Google conserva i brevetti

Ad una visione superficiale sembra che Google abbia svenduto la divisione smartphone, ma il discorso va approfondito: Lenovo è ad oggi il più grande produttore di computer al mondo e annovera tra le sue risorse un grande manager italiano come Gianfranco Lanci, nominato recentemente Chief Operating Officer.

Ma da quando Motorola è entrata in Google la discesa è stata continua: a fronte dell’intenzione di farla tornare ai vertici del settore smartphone , l’ultimo trimestre ha registrato perdite per 248 milioni di dollari, facendo precipitare la quota di mercato dal 2,3% all’1% .

La differenza di prezzo tra l’acquisto di appena due anni prima e la vendita al colosso cinese è giustificata dall’enorme mole di brevetti che non sono stati ceduti con l’operazione: circa 15mila sul totale di 17mila, il vero patrimonio di Motorola, azienda leader nella storia della telefonia e delle radio-comunicazioni made in Usa. Questo materiale prezioso ha permesso a Google di stringere un’alleanza con Samsung  che prevede la condivisione dei brevetti per i prossimi anni.

 

L’espansione di Lenovo sul mercato globale con Motorola

L’interesse principale del colosso cinese era infatti mettere le mani sui modelli di smartphone Moto X e Moto G, sulla serie Droi Ultra e sui brevetti, circa duemila, del settore mobile, puntando a diventare un forte competitor a livello globale del settore. Senza tralasciare il forte impatto di un marchio storico come Motorola nel mercato nord-americano, che permetterà a Lenovo di aggiudicarsi una quota stimata intorno al 5%, e in America latina, con la precisa intenzione di puntare anche all’aumento della presenza in Europa.

E grazie all’acquisto dei server IBM e dei processori Motorola, forte della base ampia sul mercato dei computer, Lenovo si presenta come l’unica azienda al mondo in grado di fornire hardware tecnologico a 360 gradi:  tablet e smartphone, personal computers e cloud. Un vantaggio sui concorrenti davvero non trascurabile, almeno fin quando il mercato non verrà totalmente rivoluzionato dai dispositivi tecnologici indossabili.

 

Strategia di acquisizione, da IBM a Motorola Mobility

Un altro grosso affare, quindi, per la società asiatica dopo l’accordo raggiunto per rilevare una divisione di IBM per 2,3 miliardi di dollari, considerato che, in riferimento alla piattaforma Android, motorola si classifica al terzo posto tra i brand leader di questo mercato. Una mossa ben studiata, basata anche sul vantaggio di approfittare di manodopera e materie prime a costo ridottissimo, che sembra arrivare al momento giusto, considerata il tracollo di Blackberry e la leggera flessione di Apple.

A questo proposito Yang Yanquing, Ceo del colosso cinese, ha escluso un ridimensionamento dell’organico di Motorola Mobility, circa 3500 dipendenti, già snellito dopo l’acquisto di Google nel 2011.

Fabio Casciabanca

Senior Digital Consultant - Managing Editor Ninja Marketing. Nomade digitale e smart-worker molto prima che diventasse mainstream, ho iniziato costruendo mondi virtuali su Second Life. Oggi mi occupo di strategia, organizzazione e coordinamento di team per la produzione di contenuti testuali e multimediali. La mia impronta verde: sono presidente dell'Associazione "Missione Girasole".

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