La rete è ormai il luogo dove gli utenti si infomano sui prodotti prima di decidersi all’acquisto, sia che questo avvenga nei punti di vendita del mondo reale sia che infine si acquisti online. La diffusione del mobile, smartphone e tablet, ha solo reso più celere questo scambio di informazioni e ampliato lo shopping in rete.
Il mondo del fashion ha subito intuito – primo tra tutti, creando contenuti e campagne non adattati, bensì progettati appositamente per il digitale – che in rete si gioca la nuova sfida: quella di uscire rafforzati dalle sfavorevoli congiunture economiche degli ultimi anni.
Tra le marche citate o analizzate nel volume che hanno deciso di ampliare il reale con il virtuale, passando dalla communication alla conversation, figurano: Dior, Cartier che ha lanciato il suo corto Odyssèe su Youtube, Burberry che risponde alle domande dei fan attraverso Facebook, Gucci, Louis Vuitton, Ferrari, Tiffany che utilizza Instagram per la sua campagna “What Makes Love True”.
[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=yaBNjTtCxd4′]
L’accessibilità nel web 2.0 non fa assolutamente a pugni con la rarità e l’unicità dei prodotti. Soprattutto adesso che gli utenti sempre connessi dei mercati emergenti – Cina, India, Russia, Brasile -sono pronti a lasciarsi conquistare dalle icone del lusso, trasformandosi in ambassador e infine in clienti fidelizzati.
Ai brand il compito di coltivare una desiderio di massa, ma riuscire a soddisfare solo la domanda selettiva di intenditori, capaci di apprezzarne e comprenderne l’estetica e l’artigianalità.
«I brand del lusso hanno l’opportunità di diventare la quintessenza di questo paradigma: desiderati da tutti, posseduti da alcuni, realmente compresi da pochi».
D’altro canto, gli utenti devono ricevere dalla marca un’esperienza di acquisto personalizzata, unica, e l’assicurazione che diventeranno possessori di qualcosa di eterno e autentico in una società dove tutto e fluido, superficiale o virtuale.
Per coltivare il desiderio di massa, sul web, la marca diventa media ed editore di se stessa con contenuti accattivanti, originali e progettati ad hoc, storie multimediali e multipiattaforma capaci di trasferire i sogni dal reale al virtuale, uno storytelling rispettoso della cultura e dell’immaginario dei luoghi.
In Lusso 2.0. I nuovi paradigmi della comunicazione dei marchi di alta gamma. Evoluzione digitale di Jarvis Macchi, edito da Lupetti Editore, apprendiamo, tramite case history, le innovazioni apportate dai più famosi heritage brand, dai digital ai department store, per veicolare i messaggi di marca al giorno d’oggi.
L’autore del libro – esperto di comunicazione digitale e founder di LuxRevolution e Intelligent Luxury – con dati statistici di McKinsey e Fondazione Altagamma in mano, ci guida alla scoperta della comunicazione e delle nuove strategie marketing messe in atto.
All’interno del volume l’intervento di Manfredi Ricca, managing director di Interbrand, e le interviste a Paolo Iabichino, Executive Creative Director di OgilvyOne e OgilvyAction Italia.
Un viaggio affascinante, anche per non addetti ai lavori desiderosi di sapere cosa si muove dietro le quinte del settore, nei nuovi mercati e nei diversi modi di percepire e comunicare il fashion e i brand di lusso.
Schizzato sui diversi social come trend topic di questi giorni, troviamo il nuovo spot Esselunga…
Oggi i social media sono i primi canali, in ordine di importanza, quando si tratta…
Lo spot di Esselunga è perfetto per il suo target di consumatori, forse è per…
I video, si sa, rappresentano un potente strumento di comunicazione. Creano connessioni immediate, reali e…
La nona edizione di Ecommerce HUB®, evento completamente dedicato all’ecommerce che si terrà il prossimo…
Nessun brand italiano di lusso prima di Gucci era riuscito ad ottenere la Certificazione della…
ll sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per proporti messaggi pubblicitari in linea con le tue preferenze e cookie analytics per ottimizzare il sito. Cliccando "OK" o proseguendo la navigazione, accetti l'uso dei cookie. Per maggiori informazioni e disattivazione consulta l'informativa cookie completa.
Leggi di più