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HBO manda re Joffrey al rogo su Twitter

Dite la verità: quanto avete goduto quando Joffrey ha preso quel manrovescio dalla madre Cercei? Io, assai.

E non dimentichiamo il fondamentale apporto formativo fornito dallo zio Tyron.

Al di là delle simpatie o antipatie personali, una cosa che accomuna tutti i fan di Games of Thrones è l’odio per l’insopportabile Joffrey. Non stiamo parlando di quella generica antipatia che si può provare per uno che non esiste. Ma di quell’odio esaltato che ti fa immaginare i modi più sadici per fare soffrire una persona.

Devono essersene accorti la HBO e l’agenzia 360i, a cui la rete via cavo americana ha affidato l’ideazione della nuova campagna social destinata a mantenere viva l’attenzione su Games of Thrones.

Prima di decidere cosa fare, l’agenzia ha condotto ricerche approfondite sul sentiment in Rete. Secondo i dati raccolti attraverso Sysomos, tool per il social media monitoring, Joffrey è risultato in assoluto il personaggio tv più odiato sui social. Provate a mettere insieme le parole “odio” e “Joffrey” e troverete 30.000 menzioni del giovane virgulto di casa Lannister. Un volume 3,5 volte superiore rispetto al secondo cattivo più odiato delle serie tv: Walter White di Breaking Bad.

Quale modo migliore quindi di aggregare i fan sui social network che chiamarli a raccolta per fare la festa a Joffrey? Il 12 dicembre scorso HBO ha dato il via a quello che è stato definito “the first ever internet roast”, il primo rogo collettivo mai celebrato su Twitter.

Come è nata l’idea

Sabrina Caluori, social media strategist di HBO, ha spiegato ad Adage.com che ad ispirare la campagna è stato “Red Wedding“, l’episodio della scorsa stagione che ha impressionato milioni di fan con un twist degno delle migliori tragedie shakespeariane.

L’episodio è stato lo show HBO più commentato su Twitter nella storia della rete televisiva e ha inscritto definitivamente Games of Thrones nell’immaginario collettivo. Da qui l’idea di coinvolgere i fan sul social network nel periodo di latenza dello show in un modo che non tirasse in ballo la trama.

I creativi dell’agenzia 360i hanno deciso allora di esporre Joffrey al pubblico ludibrio su Twitter, contando sulla passione tutta americana per le gogne mediatiche: “la cosa interessante che abbiamo imparato – ha detto Caluori – è che il rogo è davvero un concetto americano”.

A Salem ne sanno qualcosa.

Come è stata strutturata la campagna

La campagna ha preso il via con un video teaser lanciato su YouTube e un tweet di HBO che ha invitato tutti i fan della serie a fare la festa a Joffrey con l’hashtag #RoastJoffrey. I contributi migliori sono stati fatti scorrere in un apposito feed inserito nel sito RoastJoffrey.com.

L’agenzia 360i e HBO hanno lavorato su più fronti per creare contenuti-miccia che facessero divampare l’incendio. La rete televisiva ha sfruttato gli attori Maisie Williams (Arya Stark) e Kristian Nairn (Hodor), noti per essere molti attivi sui social media, ha promosso l’iniziativa nei campus universitari e ha contattato le molte “celebrities” che sono fan della serie per chiedere loro un contributo. 360i agency non si è fatta scrupolo di contattare spregiudicati social-media creator come Funny or Die – quelli dietro le divertenti parodie Gay of Thrones” – e filmaker attivi su Vine e Instagram.

Il risultato è notevole, alcuni tweet sono davvero esilaranti:

 

 

 

 

 

La partecipazione dei grandi brand

La cosa curiosa, all’occhio di un osservatore italiano, è vedere come altri grandi brand hanno partecipato in maniera divertita all’iniziativa apportando valore:

 

Menzione speciale per i creativi di Oreo che non se ne fanno sfuggire una per dire la loro facendo del grande instant marketing:

 

 

E il vero Joffrey?

Ma la domanda che tutti si sono posti è: Jack Gleeson, l’attore che interpreta il Lannister più odiato del Continente Occidentale, cosa ha pensato della simpatica iniziativa allestita intorno al suo personaggio? Ad Adge Calori ha dichiaro che Gleeson, ben noto per essere una persona molto attenta alla privacy, ha gentilmente declinato l’invito di HBO a partecipare alla campagna.

Non c’è che dire, la parte dell’insopportabile gli riesce proprio bene.

Daniele Crocelle

Vendo parole a metro, come si vendevano i film tanti anni fa. Word e conteggio caratteri sono la mia falce e martello. Si ostinano a chiamarmi copywriter, ma non mi attribuirei cose che non so spiegare a mio padre. Scrivendo per il web ho imparato la SEO, la nobile arte di piacere a Google. Piango davanti alle serie tv americane. Mi mancano molto i Fisher. I puntini sospensivi sono la prova incontrovertibile dell'apocalisse imminente. Una civiltà che fa uso dei puntini sospensivi è destinata a perire. Qualcuno sostiene che non ho mai imparato a scrivere autobiografie. Fondamentalmente perché sono in costruzione perenne. Particolari trascurabili: laurea in filosofia e compleanno bisesto.

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