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La dura vita di uno startupper raccontata dal fondatore di Jobyourlife


Classe 1989. Tenacia, determinazione, voglia di cambiare e un pizzico di follia, quella necessaria ad avviare una startup.

Conosciamo meglio Andrea de Spirt fondatore di Jobyourlife, il primo portale di ricerca lavoro in Italia basato sulla geolocalizzazione.

Qual è l’esigenza primaria alla quale Jobyourlife vuole rispondere: facilitare le aziende nella ricerca di personale o agevolare coloro che ricercano lavoro?

Assolutamente entrambe le cose. Jobyourlife è l’unione dei due aspetti, un filo diretto e costante tra la tua carriera e le opportunità lavorative offerte sul mercato.
Quello che vogliamo è rendere il mercato del lavoro online più trasparente, meno caotico e accessibile a tutti. Le aziende grazie a Jobyourlife utilizzano una piattaforma Cloud-based che consente loro di gestire tutto il processo di recruiting, mentre gli utenti hanno la possibilità di ricevere annunci personalizzati, in linea con quello che stanno cercando. Non dovranno più candidarsi ad annunci in rete, ma saranno direttamente le aziende a contattarli.
L’idea è che Jobyourlife diventi una vera e propria esperienza, sia per utenti che per le aziende.

Hai investito i tuoi risparmi in questo progetto. Cosa spinge un ragazzo di 24 a investire tempo denaro in un’attività in cui il rischio è maggiore della possibilità di successo?

La voglia di cambiare le regole del gioco e migliorare la vita di milioni di persone. Ma anche un pizzico di follia che non guasta mai. La possibilità del fallimento c’è in tutte le cose, e per noi è solamente una spinta a fare sempre meglio. In Italia è scomparsa la cultura del fallimento come esperienza e motore per ripartire, cosa fondamentale per migliorare il paese in cui viviamo.

Quali sono le maggiori difficoltà che incontra un giovane startupper in Italia?

Purtroppo in Italia tutto è sempre più complicato del necessario e lo startupper non ha certo vita facile. Deve fare i conti con la burocrazia, con tasse elevate, con un sistema giuslavoristico complesso, con agevolazioni ridicole. Ma il mio consiglio è: fregatevene. Se ne avete la possibilità e credete veramente in quello che state facendo, scoprirete che quando iniziate sono altre le cose che contano veramente.

In una startup il team è fondamentale. Quanto è stato complesso trovare le persone “giuste”?

Il team è sicuramente fra le parti fondamentali in una startup. Ogni singolo elemento, dall’amministratore allo stagista, è un ingranaggio che fa girare la ruota. Una ruota che deve essere sempre più veloce delle altre. Noi, anche se la nostra storia è recente, abbiamo dovuto già gestire alcune riorganizzazioni.
Per fare un sito non ci vuole un programmatore, ma un programmatore che creda in un progetto. E lo stesso vale per tutto il resto. Ho dovuto spenderci tempo e impegno ma da mesi ormai siamo il team che volevo.

I tuoi collaboratori li hai trovati con Jobyourlife?

All’inizio, con molte difficoltà, ho dovuto trovarli usando altri canali, come contatti o conoscenze. Successivamente grazie a Jobyourlife abbiamo assunto tre persone all’interno del team e naturalmente le aziende che lavorano con noi stanno offrendo lavoro a tante altre.

Quali sono i prossimi passi di Jobyourlife? quali le aspettative per il 2014?

Faremo un grosso salto nel mercato del mobile, sia lato utente che aziende, e presto ci espanderemo nel mercato estero con il Messico e gli USA.
Gli attuali siti per la ricerca di lavoro sono statici e freddi, ti dicono: “Ehi, vieni qua e guarda tra dieci milioni di offerte”. Noi puntiamo sulla qualità, sull’esattezza dell’offerta. Vogliamo rendere la ricerca di lavoro un processo più semplice e diverso da quello che si è sempre visto.

Quello delle startup è un mondo ormai inflazionato, dove la concorrenza è alta, soprattutto nella ricerca di finanziamenti. Quanto è stato complicato “convincere” i business angels che hanno investito nel progetto?

E’ difficile quando ancora non hai ben chiara l’idea, il prodotto che vuoi sviluppare. Io personalmente mi sono “bruciato” alcuni possibili investitori proprio perchè non avevo ancora le idee ben chiare. E per la maggior parte delle startup è così, per questo è molto importante la flessibilità, il non affezionarsi troppo all’idea iniziale.
Come dicono gli americani: scrivi la tua idea in un biglietto da visita a “capital letters”. Se non riesci a farlo allora non hai capito quello che vuoi fare. In caso contrario sei pronto per parlare con gli investitori. Quando sono riuscito a farlo i business angels con cui ho parlato sono stati subito entusiasti.

Che consigli daresti a coloro che volessero intraprendere la tua stessa strada?

Proprio perchè quello delle startup è un mondo ormai inflazionato il consiglio è quello di pensarci bene, di non pensare assolutamente che sia facile. Bisogna analizzare bene il mercato nel quale ci si va a inserire, strutturare una strategia, mettere insieme il giusto team che comprenda capacità tecniche, economiche-strategiche e visionarie, ripensare l’idea migliaia di volte, focalizzarla all’obiettivo e, se dopo tutto questo, sarete ancora convinti dell’idea, di non pensarci un secondo di più e iniziare subito.

Il futuro di jobyourlife è in Italia o all’estero?

Sicuramente una startup non dovrebbe mai focalizzarsi sul mercato dove nasce se vuole crescere e fare davvero la differenza.
Noi abbiamo iniziato dal mercato italiano, ma il nostro futuro è nel mondo.

Sakura

Se da piccola mi avessero detto che avrei passato le mie giornate davanti un computer a scrivere, probabilmente non ci avrei creduto. Eccomi qua, content editor, web marketing e SEO specialist sempre in rete alla ricerca delle ultime news sul mondo della tecnologia, business e internet. Navigando navigando approdo finalmente a Ninja Marketing, fiera di iniziare questa nuova avventura.

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