La maggior parte dei siti di couponing pubblicano offerte scontate almeno del 50%, trattenendo la metà del guadagno del commerciante il cui pagamento, oltretutto, è posticipato rispetto all’erogazione del servizio.
Sì è venuto quindi a creare un circolo vizioso per cui, le condizioni sfavorevoli in cui si trova il commerciante, si ripercuotono negativamente sulla qualità del servizio da lui erogato e quindi sulla reputazione online dell’azienda.
Infatti la principale problematica di questo modello di business deriva dal fatto che i clienti che acquistano con il coupon tendono a non tornare in un momento successivo ad acquistare senza lo sconto. Quindi non si verifica quel processo di fidelizzazione che dovrebbe essere la vera value proposition dei siti di couponing per i commercianti.
Il crollo in borsa di Groupon sembra dunque la conseguenza dell’assimmetria nel modello di business, che soddisfa gli utenti con sempre nuove offerte a sconti stratosferici ma che non è riuscito a consolidare una proposta di valore per gli inserzionisti.
Per risollevare il mercato del couponing bisogna dunque andare a risolvere il paradosso, dovuto al fatto che un servizio che dovrebbe essere finalizzato ad aumentare la brand awarness delle imprese e creare fidelizzazione, in realtà vada ad avere un impatto negativo sulla loro reputazione.
Per dare una svolta all’approccio dei siti di couponing, una delle strade può essere cambiare il target: non più il consumer impulsivo, ma il professionista razionale. E’ stata questa l’intuizione che ha dato vita ad una nuova tipologia di siti di couponing che si rivolgono al mercato business con servizi per professionisti. Sui siti di couponing B2B non si trovano offerte di viaggi, docce solari e materassi in Memory Foam, ma sconti per piattaforme di CRM, servizi di contabilità, consulenze di creativi ed esperti di marketing…
Tra il couponing B2C e quello B2B non varia però solo il target, ma l’intero modello di business. Vediamo ora le differenze nel dattaglio.
Innanzitutto varia la motivazione all’acquisto: l’acquisto di un coupon per una cena al ristornate piuttosto che per una manicure è un acquisto d’impulso, al contrario le motivazioni che spingono il cliente business sono basate su necessità oggettive, come il bisogno di avviare una campagna AdWords, di acquistare immagini professionali online, di creare un logo aziendale, ecc.. L’acquisto di un coupon B2B è razionale ed incentivato dalla possibilità di ottenere risparmi reali senza rinunciare alla qualità dell’acquisto. Dunque i clienti business sono più attenti al rapporto qualità-prezzo-benefici e non solo al prezzo.
I clienti business, essendo più razionali dei consumer, tendono in molti casi a tornare dal fornitore presso il quale si sono trovati bene, il quale può diventare il “fornitore di fiducia”. Essi sono quindi più propensi a proseguire la collaborazione anche in condizioni non promozionali, se soddisfatti in sede di “prova del servizio” con il coupon. Questo perché per il cliente business, a differenza che per il cliente consumer, il “tempo” rappresenta un costo. La piattaforme di couponing B2B permettono dunque al cliente anche di risparmiare nei costi di ricerca del fornitore affidabile.
È quindi fondamentale proporre servizi di qualità di fornitori affidabili. I venditori, essendone consapevoli, saranno molto più propensi, rispetto ai venditori B2C, a consentire ai nuovi clienti di poter “provare” i loro prodotti o servizi tramite il portale di couponing, a condizioni promozionali. Una volta acquisito il nuovo cliente infatti, i risultati della sua fidelizzazione nel B2B ripagheranno lo sforzo promozionale sostenuto.
Vediamo infine due altre importanti variabili: il margine dei venditori e le tempistiche di pagamento, prendendo ad esempio due siti di couponing B2B, la marocchina CloudsWave e l’italiana Group & Grow.
In questi siti gli sconti variano dal 15% al, massimo, 60%, contro il 90% che può raggiungere un sito di couponing B2C. Questo garantisce al venditore un margine più elevato. L’attività che deriva dall’acquisto sul sito di couponing non è quindi più vista come “un’attività in perdita a scopo promozionale” ma come un’attività a cui dedicare la massima attenzione come a qualunque altro cliente.
Inoltre i venditori hanno la certezza di ricevere pagamenti puntuali, infatti l’emissione del coupon è posticipata rispetto al pagamento da parte del cliente.
Infine, nel caso di Group & Grow “viene data flessibilità ai venditori sul numero di coupon vendibili, in base alle esigenze di capacita produttiva massima e sulle commissioni applicate”, come ci spiega Simonetta Piccinelli, co-founder di Group & Grow incontrata allo SMAU di Bologna. Simonetta inoltre mette in luce un’ultima opportunità dei siti di couponing B2B, quella del cliente di richiedere un servizio personalizzato. Se il cliente non trova l’offerta di suo interesse, può richiederla e Group & Grow le cercherà sul mercato negoziando le migliori condizioni.
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