Ad alcuni di noi capita molto spesso di avere la sensazione che il tempo non basti mai e che le attività da svolgere sono sempre troppe rispetto al tempo a disposizione.
Questo pensiero provoca ansia e l’ansia a sua volta impatta negativamente sulla produttività spingendoci a procrastinare a accumulare sempre di più le cose da fare.
Abbiamo già avuto modo di apprendere che il mutitasking non è la soluzione al problema e che anzi peggiora la produttività sul lavoro.
E’ meglio fare una cosa alla volta, ma bene, piuttosto che tante contemporaneamente con risultati insoddisfacenti.
L’auto-disciplina può essere un’importante arma a disposizione per incrementare la nostra produttivà e le tecniche di time management vengono in nostro soccorso aiutandoci ad organizzare il lavoro e svolgerlo in armonia con i tempi che il nostro cervello ci richiede per mantenere sempre alta la concentrazione. Analizziamo le tecniche più importanti.
La tecnica del Pomodoro è probabilmente la più famosa. E’ stata elaborata dall’Italiano Francesco Cirillo ed è allo stesso tempo molto semplice ed efficace.
Per poter applicare questa tecnica abbiamo bisogno di una lista delle attività da svolgere e di un timer da cucina, da cui prende il nome la tecnica. Ma è possibile utilizzare anche un’app per smartphone, ce ne sono sia per Android che per iOS.
1) Scegliere un task dalla nostra lista;
2) Far partire il pomodoro (la durata standard è di 25 minuti);
3) Al termine del pomodoro si fa una pausa di 5 minuti;
4) Si fa partire un altro pomodoro e ogni 4 pomodori completati si fa un pausa di 15 minuti.
La tecnica è molto facile da applicare, ma è importante darsi delle regole da rispettare, come ad esempio evitare distrazioni come l’utilizzo di social network, telefonate, ecc… che invece vanno svolte nei periodi di pausa.
Questa tecnica è stata concepita da Peter Bregman e consiste nell’iniziare la giornata dedicandosi 5 minuti per capire cosa si vuole portare a termine durante la giornata e stilando una lista delle attività. La giornata lavorativa sarà scandita in ore impostando una sveglia ogni 60 minuti, al termine dei quali sarà necessario dedicare un minuto a riflettere se l’ultima ora di lavoro sia stata effettivamente produttiva o meno.
La tecnica prevede che al termine della giornata di lavoro ci si fermi 5 minuti a riflettere sulle attività svolte durante la giornata dandosi un giudizio in base al lavoro svolto.
La somma dei minuti totali dedicati a darsi un giudizio sulla produttività è pari a 18 minuti al giorno, da cui prende il nome la tecnica.
L’esperta di produttività personale Peggy Duncan suggerisce il metodo da lei elaborato, si tratta del Clear-Organized-Productive-Efficient.
Questa tecnica mira a far comprendere alle persone perché hanno la sensazione che il tempo non sia mai abbastanza facendogli analizzare i problemi alla radice e facendogli eliminare tutte le attività che invece fanno perdere tempo.
Inoltre un suggerimento importante della tecnica è quello di sistematizzare tutte le attività ripetitive. Se ad esempio si inviano molte email simili tra loro può essere utile crearsi dei template da riutilizzare ogni volta.
Più volte abbiamo fatto riferimento al principio di Pareto e alla sua utilità ad esempio nella Root Cause Analysis, oggi ne vediamo un’applicazione nella gestione del tempo.
Innanzitutto è necessario classificare con le lettere A, B e C ciascuna attività da svolgere, dove:
A = Attività importanti e urgenti;
B = Attività importanti, ma non urgenti;
C = Attività né importanti, né urgenti.
Il passo successivo è quello di evidenziare le attività che richiedono meno tempo e svolgerle per prima, questo aumenterà la produttività proprio perché il principio di Pareto afferma che l’80% delle attività sono svolte nel 20% del tempo a disposizione. Solo alla fine svolgere le attività che richiedono più tempo, ma a quel punto l’80% del lavoro sarà stato già svolto.
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